Più che positivi i dati emersi dalla ricerca condotta da The European House-Ambrosetti e Swg -presentati al convegno organizzato il 17 maggio a Milano da Federfarma Lombardia per fare il punto sulla sperimentazione dei servizi nelle farmacie lombarde- da cui emerge un ampio apprezzamento per la farmacia.

La grande maggioranza dei cittadini giudica eccellenti i servizi nelle farmacie lombarde: lo rileva la ricerca di The European House-Ambrosetti e Swg presentata al convegno di Federfarma Lombardia a Milano.

L’82% dei lombardi dichiara di aver fiducia nel farmacista (più del medico di base e poco meno dello specialista); 8 su 10 hanno una loro farmacia di riferimento, che frequentano ogni mese o quasi (74%); 8 su 10 apprezzano di potersi vaccinare in farmacia e il 33% lo ha fatto almeno una volta negli ultimi 3 anni; danno un voto di 7,5 su 10 sul ruolo del farmacista all’interno del Ssn e 2 lombardi su 5 giudicano sufficiente la gamma dei servizi offerta dalle 3.035 farmacie lombarde, di cui 928 rurali, dai suoi 14mila addetti che quotidianamente incontrano 800mila cittadini.

Soprattutto piacciono la capillarità della farmacia, la disponibilità del farmacista e l’attuale flessibilità degli orari.

Partendo da questi dati, che testimoniano l’eccellenza della farmacia lombarda, la presidente Annarosa Racca (nella foto) ha potuto avanzare precise richieste agli autorevoli rappresentanti politici regionali presenti all’incontro.

E ha così indicato le tre “frecce” che vanno valorizzate in farmacia: le vaccinazioni, la telemedicina e l’aderenza terapeutica.

Il convenzionamento delle prestazioni

“Il convenzionamento di queste prestazioni con il Ssr -ha detto- contribuirà a ridurre le liste d’attesa e a incrementare la prevenzione: lo dimostrano le alte percentuali di adesione agli screening e alle vaccinazioni eseguite in farmacia. Auspichiamo, quindi, che si possano presto ampliare le vaccinazioni anti-Hpv, anti-Herpes zoster e anti-pneumococco. Inoltre è pronto un progetto per favorire l’aderenza alla terapia, soprattutto nei pazienti cronici”.

Una richiesta confermata poi dal vicepresidente di Federfarma Lombardia, Luigi Zocchi (“Le nostre farmacie hanno un’attrezzatura più che idonea per partecipare alla Farmacia dei servizi”), dal segretario del Comitato rurale, Dario Castelli (“vanno superati obsoleti preconcetti e sviluppata la sinergia medico/farmacista”), e dal presidente della Fofi, Andrea Mandelli (”Questo è il tempo del coraggio. La Lombardia è stata pioniera nel riconoscere ai farmacisti di comunità il ruolo di presidio essenziale del Ssn: cerchiamo ancora una volta di anticipare i tempi”).

Le risposte dei politici ai farmacisti

Pronta la risposta dei responsabili politici. “I provvedimenti sono già pronti -ha detto l’assessore al Welfare, Guido Bertolaso– ma rimangono bloccati dalla burocrazia. Senza le disposizioni da Roma sul riparto dei fondi, gli uffici economici non danno il placet”.

Il presidente della Commissione Sostenibilità sociale, Casa e Famiglia, Emanuele Monti, ha subito concordato con la necessità di “coinvolgere attivamente medici, farmacisti e gli stakeholder sanitari”, subito seguito dal direttore generale del Welfare, Marco Cozzoli: “Disponiamo sul territorio di 10mila presidi di prossimità e non possiamo più pensare che farmacie e medici di famiglia rimangano due silos che non collaborano”.

Molte poi le parole di apprezzamento per i farmacisti in farmacia. “Non possiamo che dire grazie alle farmacie -ha detto Massimo Garavaglia, presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato- per ciò che hanno fatto durante la pandemia. Se l’assistenza sul territorio ha retto è stato innanzitutto per merito del loro impegno. Noi e i cittadini abbiamo un debito di riconoscenza nei loro confronti”.

All’apprezzamento si è aggiunto anche il segretario della Commissione Affari sociali della Camera, Carlo Maccari, che ha sottolineato la capillarità e professionalità garantita dai farmacisti, precisando che “la telemedicina permetterà alla farmacia dei servizi di essere un punto di riferimento cardine del Ssn”.

Infine, il vicepresidente e assessore al Bilancio della Lombardia, Marco Alparone, ha precisato, a conclusione del convegno, che “la prevenzione va registrata come spesa d’investimento e non spesa corrente” e che la farmacia “non va considerata soltanto per il suo valore sanitario e sociale, ma anche come valore economico. E, come tale, va integrata nell’ecosistema sanitario, in grado di generare salute e di accompagnare i pazienti nel processo di digitalizzazione”.