La settantasettesima assemblea dell’Oms ha varato un pacchetto di emendamenti al Regolamento sanitario internazionale, prendendosi formalmente l’impegno di completare i negoziati su un accordo globale che, entro un anno al massimo, prevenga l’avvento di un’altra possibile pandemia.

L’obiettivo è garantire che tutti i Paesi mettano in atto sistemi strutturati, solidi e preventivi per proteggere la salute e la sicurezza dei cittadini dal rischio di future epidemie e pandemie.

Secondo Quotidiano Sanità, che ne dà notizia, il pacchetto di modifiche ai regolamenti rafforzerà la preparazione, la sorveglianza e le risposte globali alle emergenze sanitarie pubbliche, comprese le pandemie.

«Le decisioni dimostrano il desiderio comune degli Stati membri di proteggere la popolazione locale e quella mondiale più in generale dal rischio condiviso di emergenze sanitarie pubbliche e future pandemie» dichiara Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms, commentando la decisione dell’Assemblea. Così «si rafforzerà la capacità dei singoli Paesi di individuare e rispondere a future epidemie e pandemie, rafforzando le proprie capacità nazionali e il coordinamento tra gli altri Stati in materia di sorveglianza delle malattie, condivisione di informazioni e risposta». La decisione deriva dalla consapevolezza condivisa «che le minacce sanitarie non riconoscono i confini nazionali e che la preparazione è uno sforzo collettivo».

Ma quali sono le modifiche al Regolamento sanitario internazionale? Si prevede innanzitutto di introdurre una definizione di emergenza pandemica per innescare una più efficace collaborazione internazionale in risposta ad eventi che rischiano di diventare una pandemia, con un’azione coordinata rapida, equa e rafforzata, con approcci che coinvolgano l’intero governo e l’intera società.

L’Oms ha preso, poi, l’impegno di rafforzare l’accesso ai prodotti medici e ai finanziamenti, con l’istituzione di un meccanismo finanziario di coordinamento per supportare l’identificazione e l’accesso ai finanziamenti necessari per “affrontare equamente le esigenze e le priorità dei Paesi in via di sviluppo”.

Viene, poi istituito il Comitato degli Stati Parti per facilitare l’effettiva attuazione dei Regolamenti modificati: promuoverà e sosterrà la cooperazione per l’efficace attuazione dell’Rsi. Al contempo viene creata l’Autorità nazionali per il Rsi, per migliorare il coordinamento dell’attuazione dei regolamenti all’interno e tra i Paesi.