Sono molte le novità apportate dal Consiglio dei ministri di ieri, e non soltanto gli interventi per ridurre le liste d’attesa. Arriva, infatti -come riporta “Quotidiano Sanità”- il Cup unico con tutte le prestazioni disponibili sia nel pubblico sia nel privato convenzionato; viene poi creata una piattaforma di monitoraggio e un organismo di controllo per verificare il rispetto dei tempi di attesa; sarà possibile effettuare visite anche di sera e nel weekend; è previsto un sistema per garantire al cittadino tempi certi per le prestazioni mediante ricorso a intramoenia o privato. Tutto questo in un Decreto e in un Disegno di legge. Vediamone, in sintesi, i contenuti.

Le novità riguardano gli interventi per ridurre le liste d’attesa, il Cup unico per tutte le prestazioni, la creazione di una piattaforma di monitoraggio e un organismo di controllo per verificare il rispetto dei tempi di attesa, la possibilità di effettuare visite anche di sera e nel weekend; infine è previsto un sistema per garantire al cittadino tempi certi per le prestazioni mediante ricorso a intramoenia o privato.

Nel Decreto legge, composto da 7 articoli, si va dalla piattaforma per avere i dati delle liste d’attesa (così da conoscere la situazione regione per regione), all’introduzione di un organismo di controllo e verifica, fino ai Cup che dovranno avere in agende tutte le prestazioni offerte da pubblico e privato convenzionato. E ancora, sono previsti recall ai cittadini, la fine delle liste chiuse, soprattutto visite ed esami anche di sera e nel weekend. Ma non solo, viene anche predisposto un sistema per garantire al cittadino tempi certi per le prestazioni mediante ricorso a intramoenia o privato, così come viene superato il tetto di spesa per il personale, che dal 2025 sarà abrogato e prevista una fiscalità al 15% per l’orario aggiuntivo dei professionisti sanitari.

“Per la defiscalizzazione al 15% degli straordinari del personale sanitario per la riduzione delle liste di attesa -precisa il Ministro Orazio Schillaci– le risorse sono di 250 milioni e ci sarà la copertura. Ricordo sommessamente che il governo precedente aveva stanziato per il 2022 e il 2023 la cifra di 500 milioni l’anno per il recupero delle liste di attesa, non abbiamo un monitoraggio su questo ma ci sono fondi ancora non utilizzati. Confido nella collaborazione di tutti per risolvere un problema a beneficio dei nostri cittadini. Ognuno deve fare la sua parte: Regioni, direttori generali, direttori sanitari, i medici, gli operatori”.

“Mi ritengo soddisfatto”, ha poi detto Schillaci durante la conferenza stampa. Abbiamo portato a casa quello che volevamo e mi aspetto un cambio di passo da subito. Sappiamo però che per questo ci vuole la collaborazione di tutti. Quando sento che la sanità italiana sta morendo, credo che non sia proprio così: nel 2023 l’Istat ci dice che l’aspettativa di vita degli italiani è tornata ai livelli pre-Covid; io sono stato all’Oms e il nostro Ssn è visto come esempio fra i sistemi universalistici anche da chi spende di più. E se ognuno farà la sua parte avremo un Ssn anche migliore e penso che questo lo dobbiamo ai cittadini: questi provvedimenti e tutta la mia azione vanno in questa direzione”.

Il Disegno di legge, invece, è composto di 15 articoli, che indicano sia le classi di priorità agli esami, sia l’istituzione del Sistema nazionale di governo delle liste d’attesa e il Registro delle segnalazioni e funzionalità all’interno dell’Osservatorio delle liste d’attesa.

Sono poi previste risorse aggiuntive ed emanate norme relative ai medici e al reclutamento del personale. In particolare, l’articolo 10 reca disposizioni per promuovere l’erogazione dei servizi in farmacia: le farmacie potranno effettuare vaccinazioni, effettuare test per rilevare infezioni batteriche, per contrastare il fenomeno dell’antibiotico-resistenza e per usare la telemedicina.