Carenze di farmaci, un problema che riguarda tutt’Europa
Le carenze di medicinali continuano a rappresentare una delle principali criticità per le farmacie italiane, chiamate quotidianamente a gestire le difficoltà di approvvigionamento e a garantire la continuità terapeutica dei pazienti. Tuttavia, il fenomeno non può più essere interpretato come un insieme di emergenze locali o nazionali: oggi le indisponibilità di farmaci hanno sempre più una dimensione europea e richiedono risposte coordinate lungo tutta la filiera sanitaria. Secondo i dati di Iqvia, infatti, oltre il 74% delle carenze attualmente registrate presenta un carattere paneuropeo e interessa almeno otto Paesi del continente.
La fotografia più recente evidenzia una situazione particolarmente complessa. Sono circa 9.000 le carenze di medicinali segnalate pubblicamente in Europa, con un’elevata dinamicità del fenomeno: ogni mese si registrano tra 1.500 e 2.000 nuovi casi, oppure la risoluzione di situazioni già aperte
Questo continuo ricambio dimostra quanto la disponibilità dei medicinali sia influenzata da una supply chain globale e interconnessa, nella quale problemi produttivi, logistici o distributivi possono rapidamente propagarsi oltre i confini nazionali.
Per le farmacie italiane ciò significa confrontarsi con una criticità che spesso nasce ben lontano dal territorio nazionale. Le difficoltà produttive di un singolo stabilimento, la carenza di principi attivi o le tensioni nelle reti distributive possono, infatti, generare effetti a catena che si riflettono sull’intero mercato europeo. Di conseguenza, il monitoraggio delle sole dinamiche nazionali non appare più sufficiente per intercettare tempestivamente i rischi di indisponibilità.
A confermare questa prospettiva sono anche i risultati di un progetto pilota realizzato da Iqvia, che ha analizzato per nove settimane le allerte sovranazionali relative ai medicinali critici. Lo studio ha evidenziato che il 21% delle segnalazioni emerse a livello europeo è stato seguito successivamente da una carenza anche in Italia. Un dato particolarmente significativo perché suggerisce come l’osservazione precoce di quanto accade negli altri Paesi possa trasformarsi in un vero e proprio sistema di allerta preventiva per gli operatori italiani.
Per il canale farmacia questa capacità di anticipazione assume un valore strategico. Conoscere in anticipo i possibili problemi di approvvigionamento consentirebbe, infatti, di pianificare meglio le scorte, individuare alternative terapeutiche quando disponibili e ridurre l’impatto sui pazienti. Non a caso, gli esperti sottolineano la necessità di rafforzare la collaborazione tra tutti gli attori della filiera, dall’industria farmaceutica ai distributori intermedi, fino alle farmacie territoriali. Secondo Antonella Levante di Iqvia, le carenze rappresentano una sfida crescente che richiede maggiore collaborazione, visibilità e processi decisionali supportati dai dati lungo l’intero ecosistema sanitario.
In questa direzione si inserisce la collaborazione avviata tra Liphe – Logistica Integrata Pharma Healthcare e Iqvia Italia, finalizzata a migliorare la condivisione delle informazioni e a identificare più rapidamente i segnali di possibili criticità. L’obiettivo è superare un approccio puramente emergenziale, che interviene quando il farmaco è già indisponibile, per costruire modelli capaci di prevenire le carenze prima che si manifestino concretamente sul mercato.
Le prospettive di miglioramento sembrano legate proprio a questa evoluzione. La disponibilità di dati sovranazionali, integrata con le informazioni provenienti dalla produzione e dalla distribuzione, può contribuire a individuare le vulnerabilità della catena di approvvigionamento e a introdurre azioni correttive tempestive. Un percorso che si inserisce nel più ampio quadro delle iniziative europee per la sicurezza dei medicinali critici.










