Farmaci irreperibili, Aifa e farmacie rilanciano l’ordine diretto: «Fornitura entro 48 ore»
Le indisponibilità di medicinali continuano a rappresentare una delle criticità più impegnative per le farmacie territoriali. Sebbene la fase più acuta delle carenze registrate negli ultimi anni sia stata in parte superata, resta frequente la situazione in cui un farmaco risulta ordinabile ma non reperibile presso i distributori intermedi, con evidenti difficoltà per i pazienti e per gli stessi farmacisti chiamati a garantire la continuità delle cure.
Per questo motivo Aifa, Federfarma, Assofarm e FarmacieUnite hanno deciso di richiamare l’attenzione della rete delle farmacie su uno strumento che la normativa già mette a disposizione degli operatori ma che, secondo i promotori, merita di essere utilizzato con sempre maggiore efficacia: l’ordine diretto al titolare dell’Autorizzazione all’immissione in commercio (AIC).
La sollecitazione arriva nell’ambito delle attività del Tavolo tecnico sulle indisponibilità coordinato dall’Agenzia italiana del farmaco e punta a rafforzare le misure di contrasto ai problemi distributivi che ancora oggi interessano numerose specialità medicinali. L’obiettivo è semplice: evitare che un’interruzione lungo la filiera si traduca in una mancata terapia per il cittadino.
Una procedura prevista dalla legge
L’ordine diretto non è una misura straordinaria né una concessione delle aziende farmaceutiche. Si tratta invece di una possibilità espressamente prevista dalla normativa italiana. Come ricordano le organizzazioni firmatarie della nota, quando un medicinale non compare nell’elenco dei farmaci carenti pubblicato dall’Aifa ma risulta comunque indisponibile presso i grossisti contattati dalla farmacia, il farmacista può attivare una richiesta diretta al titolare AIC utilizzando i canali predisposti per le situazioni di emergenza.
Il fondamento giuridico è contenuto nell’articolo 105, comma 4, del Decreto legislativo 219/2006, che impone al titolare dell’AIC l’obbligo di fornire il medicinale entro 48 ore dalla richiesta della farmacia, compresa quella ospedaliera, quando il prodotto non sia reperibile nella rete distributiva regionale.
Si tratta, dunque, di un importante strumento di garanzia che consente alla farmacia di intervenire direttamente quando i normali canali distributivi non riescono ad assicurare la disponibilità del medicinale richiesto dal paziente.
Un aiuto concreto contro le indisponibilità
La nota sottolinea come l’ordine diretto sia già una pratica consolidata in molte realtà territoriali. Negli anni, inoltre, il sistema è stato progressivamente migliorato grazie alla definizione di procedure operative e alla creazione di elenchi aggiornati con i recapiti delle aziende titolari delle autorizzazioni all’immissione in commercio.
L’Aifa aggiorna periodicamente questi contatti sulla base delle informazioni trasmesse dalle aziende e li condivide con le organizzazioni di categoria affinché possano essere diffusi alle farmacie. Un’attività che punta a rendere più rapido il ricorso allo strumento e a ridurre i tempi necessari per reperire i medicinali mancanti.
Dal punto di vista operativo, il beneficio principale è quello di offrire una soluzione quando il farmaco non è disponibile attraverso i normali canali di distribuzione. In questo modo il farmacista può continuare a svolgere il proprio ruolo di presidio sanitario di prossimità, attivandosi per evitare interruzioni terapeutiche particolarmente problematiche nei pazienti cronici o fragili.
Quando l’azienda non risponde
Un altro aspetto evidenziato nella nota riguarda le eventuali mancate forniture. Nel caso in cui il titolare AIC non dia seguito all’ordine diretto, il farmacista è invitato a segnalare l’accaduto all’Aifa, preferibilmente corredando la comunicazione con la documentazione utile a dimostrare la richiesta effettuata e la mancata evasione dell’ordine.
Le segnalazioni consentono all’Agenzia di effettuare le necessarie verifiche e di intervenire nei confronti delle aziende interessate, contribuendo così a migliorare l’efficacia complessiva del sistema di gestione delle indisponibilità.
Il valore del farmacista nella continuità assistenziale
Le organizzazioni firmatarie riconoscono che l’attivazione degli ordini diretti comporta un impegno aggiuntivo per il personale delle farmacie. Tuttavia, proprio questa attività rappresenta uno degli esempi più concreti del ruolo professionale svolto quotidianamente dai farmacisti nella tutela della salute pubblica.
Dietro ogni confezione recuperata attraverso un ordine diretto vi è infatti un lavoro spesso poco visibile fatto di verifiche, contatti con i distributori, interlocuzioni con le aziende produttrici e assistenza ai pazienti. Un’attività che consente di trasformare una potenziale criticità in una soluzione concreta per chi ha bisogno di proseguire senza interruzioni la propria terapia.
Non a caso, Aifa, Federfarma, Assofarm e FarmacieUnite invitano i farmacisti non solo a utilizzare lo strumento quando necessario, ma anche a segnalare eventuali criticità o esperienze significative che possano contribuire a migliorarne ulteriormente il funzionamento. Per orientarsi tra le diverse procedure disponibili resta inoltre consultabile il vademecum dell’Agenzia “Non si trova!”, che raccoglie le indicazioni operative per la gestione delle carenze e delle indisponibilità distributive dei medicinali.










