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Farmacie territoriali coinvolte nel contrasto al virus West Nile

29 Luglio 2025
Articoli Attualità

Dopo i recenti casi registrati di virus West Nile, il ministero della Salute coinvolge anche le farmacie nella sensibilizzazione e nel monitoraggio della diffusione del virus. Con la circolare “Prevenzione, sorveglianza ed interventi in risposta alla circolazione dei virus della West Nile disease e dell’Usutu stagione vettoriale 2025” del ministero della Salute mette in atto numerose e articolate misure di prevenzione e di contrasto alla circolazione del virus.

La circolare assegna un compito ben preciso ai farmacisti: sono coinvolti direttamente, con l’intento di individuare precocemente possibili casi di infezione.

I farmacisti, infatti in presenza di utenti con sintomi compatibili con infezioni da Arbovirus (quindi virus West Nile, Dengue e Chikungunya), inviteranno i cittadini a rivolgersi al proprio medico di medicina generale o al pediatra di libera scelta, figure competenti per un’adeguata valutazione clinica e diagnosi differenziale.

Il ministero conferma la circolazione del virus West Nile (Wnv) e Usutu (Usuv) nel territorio nazionale che ha già provocato al 20 luglio 2025, un totale di 10 casi d’infezione (7 casi nel Lazio, tutti nella provincia di Latina, 1 in Piemonte nella provincia di Novara, 1 in Veneto in provincia di Padova e 1 in Emilia-Romagna in provincia di Modena) con 2 decessi. Attualmente le regioni in cui è stata confermata la circolazione di Wnv sono: Emilia Romagna, Veneto, Piemonte, Lombardia, Sardegna e Puglia. La circolazione dell’Usuv invece ha interessato finora la regione Emilia Romagna.

L’infezione da Wnv si può manifestare in modo estremamente variabile:

  1. Infezione asintomatica (sino all’80% dei casi);
  2. Infezione paucisintomatica (sino al 20% dei casi) caratterizzata da sindrome febbrile aspecifica con febbre o storia di febbre recente trattata con antipiretici non altrimenti spiegabile talora associata a cefalea, astenia, mialgia, nausea, vomito, diarrea e rash cutaneo morbilliforme;
  3. Infezione neuroinvasiva (<1% dei casi, 10% letalità) caratterizzata da un andamento bifasico, inizialmente simile alla forma paucisintomatica e poi seguita nei giorni successivi da una sindrome neurologica acuta e progressiva caratterizzata da sintomi quali: encefalite; meningite a liquor limpido; poliradicolo-neurite (simil Guillain-Barré); paralisi flaccida acuta

La comparsa di casi aggregati con sintomatologia febbrile di non chiara origine deve inoltre far porre il sospetto clinico di arbovirosi autoctona come Wnv, ma senza trascurare anche altre arbovirosi come dengue e chikungunya.

Inoltre, la circolare richiama le indicazioni del Piano nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle Arbovirosi 2020-2025 (Pna) e raccomanda alle autorità sanitarie e veterinarie regionali una serie di interventi articolati. In particolare viene chiesto ai medici, specie i Mmg, Pls, infettivologi e personale del pronto soccorso, di prestare particolare attenzione ai quadri febbrili di natura incerta e di segnalare tempestivamente i casi sospetti alle autorità sanitarie e ai laboratori di riferimento.

Un ruolo importante nelle azioni di prevenzione e contrasto alla diffusione dei virus in esame che, come noto, sono veicolati dalle zanzare, è assegnato ad attività di informazione e sensibilizzazione della popolazione sul rischio legato alle infezioni da Wnv/Usuv sottolineando l’importanza dell’adozione delle principali misure di prevenzione, quali: l’uso corretto di repellenti topici; l’utilizzo di abbigliamento protettivo; l’installazione di barriere fisiche (ad es. zanzariere); l’impiego di soluzioni ambientali volte a ridurre l’esposizione alle punture di zanzara (ad es. dispositivi per il controllo di temperatura e umidità, come i condizionatori); eliminazione degli oggetti che possono costituire piccole raccolte temporanee di acqua (es. barattoli vuoti, sottovasi, ecc.); prevenzione dei ristagni, che creano le condizioni per lo sviluppo larvale delle zanzare.