Inflazione, consumi e salute: come si comportano gli italiani
L’inflazione continua a condizionare le scelte di consumo delle famiglie italiane e, nonostante il rallentamento della crescita dei prezzi rispetto ai picchi degli anni scorsi, il potere d’acquisto resta sotto pressione. È il quadro che emerge da un’indagine realizzata da Altroconsumo nell’agosto 2026 su 1.230 cittadini tra i 18 e i 74 anni, che fotografa un Paese alle prese con budget sempre più selettivi e con una crescente attenzione alle spese considerate indispensabili.
Negli ultimi tre anni, infatti, gli italiani hanno aumentato soprattutto gli esborsi destinati a due capitoli fondamentali: alimentazione e salute. Parallelamente hanno ridotto le spese legate al tempo libero fuori casa, come ristoranti, bar, eventi e spettacoli. Si tratta di una trasformazione che riflette la difficoltà di molti nuclei familiari nel conciliare l’aumento del costo della vita con redditi che non sono cresciuti allo stesso ritmo
L’indagine evidenzia anche come molte spese straordinarie siano state rinviate o cancellate. Acquisto della casa, ristrutturazioni e cambio dell’auto sono spesso diventati obiettivi difficili da raggiungere. In particolare, oltre la metà di coloro che avevano programmato di comprare un’abitazione ha dovuto rinunciare, principalmente a causa dei prezzi elevati e della ridotta disponibilità economica.
Sul fronte sanitario emerge un dato particolarmente significativo. Mentre la spesa per la salute aumenta, ciò non dipende soltanto da una maggiore attenzione al benessere, ma anche dalle difficoltà di accesso al servizio pubblico. Secondo Altroconsumo, infatti, le lunghe liste d’attesa della sanità pubblica spingono un numero crescente di cittadini a ricorrere a visite specialistiche ed esami nel settore privato, sostenendo direttamente il costo delle prestazioni. Una tendenza che contribuisce a rendere la salute una delle voci più pesanti nel bilancio familiare.
La ricerca evidenzia però anche un cambiamento culturale. La riduzione degli acquisti non è determinata esclusivamente dalle difficoltà economiche. Tra coloro che dichiarano di comprare meno, l’83% afferma di voler evitare acquisti inutili o impulsivi, mentre il 63% punta a risparmiare per il futuro e una quota analoga preferisce acquistare meno prodotti, ma di qualità superiore. Il 38% dichiara inoltre una maggiore attenzione agli aspetti ambientali e alla riduzione degli sprechi.
Si consolida così una nuova impostazione dei consumi, caratterizzata da maggiore razionalità. Nove italiani su dieci confrontano prodotti e servizi prima dell’acquisto, mentre la grande maggioranza compra soltanto quando esiste un’effettiva necessità pratica. Cresce, inoltre, la tendenza a prolungare la vita degli oggetti attraverso la riparazione: oltre due terzi degli intervistati hanno fatto riparare almeno una volta un prodotto invece di sostituirlo con uno nuovo.
Anche le aspettative per il futuro confermano questa evoluzione. Guardando ai prossimi cinque anni, gli italiani ritengono che le decisioni d’acquisto saranno sempre più orientate dall’utilità concreta dei prodotti e dalla loro sostenibilità. Al contrario, appare destinato a ridursi il ruolo dei consumi come simbolo di status sociale o strumento per affermare la propria identità.
Inoltre, sul piano dei valori personali, famiglia, amicizie ed esperienze sembrano contare più del possesso di beni materiali. Le principali fonti di gratificazione sono lo stare con familiari e amici (55%), viaggiare (45%) e coltivare hobby e interessi personali (38%). Anche gli acquisti più apprezzati riguardano soprattutto esperienze, come viaggi e vacanze, seguiti da cibo e bevande e dai consumi culturali.
Per i farmacisti, questi dati confermano un fenomeno già osservabile sul territorio: la salute continua a rappresentare una priorità per i cittadini, anche in una fase di contenimento della spesa. Tuttavia, l’aumento dei costi sostenuti direttamente dalle famiglie e il ricorso crescente al privato rischiano di ampliare le difficoltà di accesso alle cure per le fasce economicamente più fragili. In un contesto in cui i consumatori diventano più attenti, informati e selettivi, il ruolo della farmacia come presidio sanitario di prossimità, orientamento e supporto ai cittadini appare destinato di conseguenza ad assumere un valore sempre più rilevante.










