Brevetti in scadenza: oltre 1,2 miliardi di risparmi per il Ssn
Le scadenze brevettuali previste nel triennio 2026-2028 potrebbero garantire al Servizio sanitario nazionale risparmi complessivi per circa 1,2 miliardi di euro. È la stima elaborata dal Centro Studi di Egualia, secondo cui l’arrivo sul mercato di farmaci equivalenti per medicinali oggi ancora coperti da brevetto rappresenta un’opportunità significativa per migliorare la sostenibilità della spesa farmaceutica pubblica. Le molecole che perderanno la protezione brevettuale nei prossimi anni, infatti, appartengono ad aree terapeutiche caratterizzate da elevati volumi di spesa e da un forte impatto sul bilancio del Ssn. La possibilità di introdurre versioni equivalenti a costi inferiori consentirebbe così di liberare risorse economiche da reinvestire nell’accesso alle terapie innovative e nelle nuove tecnologie sanitarie.
Secondo il presidente di Egualia, Riccardo Zagaria, il fenomeno rientra nel normale ciclo dell’innovazione farmaceutica: la riduzione del costo delle terapie mature permette, infatti, di generare margini finanziari utili a sostenere l’introduzione di nuovi trattamenti. Le prossime scadenze brevettuali -sottolinea l’Associazione delle aziende produttrici di farmaci equivalenti- rappresentano quindi una leva strategica sia per il contenimento della spesa sia per il mantenimento dell’equilibrio del sistema sanitario.
Il contributo degli equivalenti alla sostenibilità del sistema è già evidente guardando agli ultimi anni. Tra il 2016 e il 2024, secondo le stime richiamate da Egualia, i farmaci equivalenti hanno generato oltre 7 miliardi di euro di risparmi per il Ssn. Nonostante ciò, continua a rimanere elevata la quota di spesa sostenuta direttamente dai cittadini per l’acquisto di medicinali brandizzati anche dopo la scadenza del brevetto. Un fenomeno che, secondo i dati del più recente Rapporto OsMed, supera ancora il miliardo di euro annuo.
Accanto ai benefici economici attesi, il comparto degli equivalenti continua a segnalare criticità legate alla sostenibilità industriale. Negli ultimi anni le aziende del settore hanno dovuto fare i conti con un aumento significativo dei costi di produzione, dovuto all’incremento delle spese per materie prime, trasporti, logistica e coperture assicurative. Una dinamica che rischia di comprimere ulteriormente i margini di un mercato già caratterizzato da prezzi molto contenuti.
Particolare attenzione è rivolta, inoltre, alle ipotesi di revisione del Prontuario farmaceutico da parte di Aifa, nell’ambito delle misure di contenimento della spesa pubblica. L’eventualità di nuovi interventi sui prezzi di rimborso dei farmaci generici è stata più volte considerata con preoccupazione da Egualia, che teme conseguenze negative sulla tenuta economica del comparto. Sebbene l’Agenzia sembri orientata a riconsiderare alcune delle ipotesi inizialmente allo studio, secondo Riccardo Zagaria resta aperto un problema strutturale: per le molecole a prezzo molto basso diventa sempre più difficile garantire condizioni economicamente sostenibili per produzione e commercializzazione.
In questo scenario, le prossime scadenze brevettuali rappresentano, dunque, una doppia sfida: da un lato l’opportunità di generare nuove economie per il sistema sanitario, dall’altro la necessità di preservare l’equilibrio industriale di un settore che continua a svolgere un ruolo essenziale nell’accesso alle cure e nella sostenibilità della farmaceutica pubblica.










