Torna a tutti gli articoli

Cresce a ritmi record l’export farmaceutico europeo

29 Luglio 2026
Attualità

L’espansione dell’export farmaceutico europeo rappresenta uno dei fenomeni industriali più rilevanti degli ultimi anni. I dati più recenti di Eurostat mostrano, infatti, un settore in forte crescita, caratterizzato da una notevole capacità competitiva sui mercati internazionali, da una produzione in aumento e da un impatto occupazionale che supera il milione di posti di lavoro.

Nel 2025 l’Unione europea ha esportato medicinali e prodotti farmaceutici verso i Paesi extra-Ue per un valore di 366,2 miliardi di euro, a fronte di importazioni pari a 145,7 miliardi. Il saldo commerciale del settore ha così raggiunto il valore record di 220,5 miliardi di euro.

La dinamica di crescita è particolarmente significativa: rispetto al 2024, le esportazioni sono aumentate del 16%, mentre nell’arco dell’ultimo decennio il valore dell’export è cresciuto del 151%, evidenziando come la farmaceutica sia diventata uno dei comparti manifatturieri più competitivi dell’economia europea

Anche le importazioni hanno registrato una crescita sostenuta (+88% tra il 2015 e il 2025), ma a un ritmo inferiore rispetto alle vendite all’estero, contribuendo al forte avanzo commerciale del settore.

I principali Paesi esportatori in Europa

All’interno dell’Unione europea, l’Irlanda si conferma il principale esportatore di medicinali e prodotti farmaceutici verso i mercati extraeuropei, con esportazioni pari a 93,8 miliardi di euro nel 2025. Seguono la Germania (67,9 miliardi di euro) e il Belgio (38,5 miliardi di euro). Questi tre Paesi rappresentano il nucleo produttivo ed esportatore della farmaceutica europea, sostenuti da poli industriali altamente specializzati, forti investimenti in ricerca e sviluppo e dalla presenza di importanti multinazionali del settore.

Sul fronte delle importazioni extra-Ue, l’Italia risulta al primo posto con 27,5 miliardi di euro, davanti a Belgio (24,7 miliardi) e Germania (24,2 miliardi). Tuttavia, il dato riflette principalmente il luogo in cui vengono effettuate le operazioni doganali e non necessariamente il Paese di destinazione finale dei prodotti.

Stati Uniti mercato chiave

L’analisi geografica delle esportazioni evidenzia una forte concentrazione su pochi mercati. Nel 2025, per esempio, i principali sbocchi commerciali dell’industria farmaceutica europea sono stati gli Stati Uniti (160,6 miliardi di euro), la Svizzera (59,7) e il Regno Unito (20,6 miliardi di euro). Gli Stati Uniti si confermano così il principale partner commerciale dell’Unione europea, assorbendo quasi la metà delle esportazioni farmaceutiche dirette fuori dal mercato comunitario.

La loro importanza è cresciuta costantemente nel tempo: la quota statunitense sull’export farmaceutico europeo è passata dal 26% nel 2015 al 44% nel 2025. Anche sul versante delle importazioni gli Stati Uniti occupano il primo posto, con forniture pari a 60,1 miliardi di euro, seguiti dalla Svizzera (41,4 miliardi) e dalla Cina (13,1 miliardi).

Una produzione in continua espansione

La crescita dell’export trova riscontro nell’andamento della produzione industriale. Nel 2024 il valore della produzione venduta di prodotti farmaceutici di base nell’Unione europea ha raggiunto i 54 miliardi di euro, il livello più elevato mai registrato. Tra le principali categorie produttive figurano gli antibiotici (2,6 miliardi di euro) e le provitamine e vitamine (circa 2 miliardi di euro). Nel complesso, tra il 2014 e il 2024 il valore della produzione farmaceutica europea è aumentato del 74%, facendo registrare una delle performance più elevate tra le attività manifatturiere monitorate da Eurostat.

L’importanza del settore emerge anche sul piano occupazionale. Secondo le elaborazioni Eurostat, nel 2024 le esportazioni farmaceutiche extra-Ue sostenevano oltre un milione di posti di lavoro nell’economia europea. Il dato risulta più che raddoppiato rispetto al 2010, quando i posti di lavoro collegati all’export farmaceutico erano circa 467 mila.

Un settore strategico per l’Europa

La fotografia che emerge dai dati Eurostat è quella di un comparto altamente competitivo, caratterizzato da una forte capacità esportatrice, da una produzione in costante crescita e da significativi effetti sull’occupazione. Con un avanzo commerciale superiore a 220 miliardi di euro, una produzione di farmaci di base pari a 54 miliardi e oltre un milione di posti di lavoro sostenuti dalle esportazioni, la farmaceutica si conferma uno dei pilastri dell’industria europea.

Permane tuttavia una forte concentrazione geografica delle vendite estere: quasi il 44% dell’export farmaceutico extra-Ue è diretto verso gli Stati Uniti. Una dipendenza che rappresenta al tempo stesso un fattore di forza, grazie all’accesso al più grande mercato mondiale del farmaco, e un elemento però di vulnerabilità strategica, in caso di cambiamenti nelle condizioni commerciali internazionali.