Fenagifar incontra gli studenti in 11 atenei
La farmacia territoriale assume un ruolo sempre più importante nell’assistenza sanitaria, ma fatica ad attrarre le nuove generazioni di professionisti. Nel 2010, a tre anni dalla laurea, il 72,8% dei laureati in Farmacia lavorava in una farmacia territoriale. Nel 2024 la percentuale è scesa al 48,1%, con un’accelerazione particolarmente marcata nell’ultimo quadriennio: ben 18 punti percentuali persi tra il 2020 e il 2024.
È quanto emerge dall’analisi condotta da Fenagifar, la Federazione nazionale delle associazioni dei giovani farmacisti, sui dati AlmaLaurea. Un fenomeno che preoccupa, soprattutto alla luce delle difficoltà di reperimento del personale: secondo Unioncamere, il 77% delle aziende dichiara di faticare a trovare farmacisti, contro il 73% del 2023. Eppure, le opportunità professionali si stanno ampliando. La Farmacia dei servizi è ormai strutturale, con uno stanziamento di 50 milioni di euro annui previsto dalla Legge di Bilancio 2026, mentre le prestazioni di telemedicina effettuate nelle circa 20mila farmacie italiane hanno raggiunto quota 1,16 milioni nel 2025, in crescita del 28,5% rispetto all’anno precedente.
Perché i giovani si allontanano dalla farmacia? Secondo Fenagifar, a incidere sono diversi fattori: dalle differenze regionali nell’erogazione dei servizi alla necessità di una formazione continua per sostenere il nuovo ruolo clinico del farmacista, fino al peso degli adempimenti burocratici e alle questioni ancora aperte sul riconoscimento economico e organizzativo della professione
«È un paradosso che non possiamo più ignorare», afferma Francesco Ferro Russo, presidente Fenagifar. «La farmacia non è mai stata così centrale per la salute dei cittadini, eppure attira sempre meno giovani. Il problema è anche di conoscenza: molti studenti arrivano alla laurea senza sapere cosa sia oggi la farmacia territoriale. Per questo abbiamo scelto di andare noi da loro, nelle Università, prima che facciano le loro scelte».
Un tour universitario per raccontare la professione
Nasce da questa esigenza “Il Farmacista che Verrà”, il progetto promosso da Fenagifar che, tra il 2026 e il 2027, toccherà 11 università italiane per incontrare direttamente gli studenti, raccontare l’evoluzione della professione e raccogliere aspettative e proposte. Ogni appuntamento prevede una prima parte dedicata alle nuove competenze del farmacista e alle prospettive della sanità territoriale, seguita da un confronto interattivo con gli universitari sulle attese nei confronti della formazione, della professione e delle istituzioni.
«Non vogliamo parlare dei giovani, ma con i giovani», sottolinea Francesca Saccà, vicepresidente Fenagifar. «Vogliamo ascoltare cosa si aspettano dall’università, dalla professione e dalle istituzioni e far conoscere una farmacia che oggi è molto diversa da quella che immaginano».
La prima tappa è in programma mercoledì 21 ottobre alla Sapienza Università di Roma, alle 15.30. Seguiranno Bologna (3 novembre), Milano (13 novembre), Chieti (18 novembre), Torino (23 novembre) e Bari (30 novembre). Nel 2027 il tour raggiungerà Napoli, Verona, Camerino, Cosenza e Catania.
Le proposte per invertire la tendenza
L’iniziativa si inserisce in una strategia più ampia, che Fenagifar ha elaborato anche attraverso il confronto con le esperienze europee. In Francia, per esempio, interventi di orientamento e modifiche ai percorsi di accesso hanno contribuito a ridurre sensibilmente i posti vacanti nei corsi di Farmacia. Nel Regno Unito, invece, l’aumento degli iscritti non ha impedito una riduzione dei farmacisti impiegati nelle farmacie di comunità, a dimostrazione che attrarre nuovi studenti non basta se non si riesce a trattenerli sul territorio.
Tre le direttrici proposte dalla Federazione per l’Italia: rafforzare l’orientamento nelle scuole e nelle università, integrare maggiormente la formazione sui nuovi servizi professionali, come vaccinazioni e test, e istituire un monitoraggio annuale delle scelte degli studenti e dei posti rimasti scoperti.
Il progetto gode del patrocinio della Fofi, del contributo della Fondazione Enpaf e del contributo non condizionante di Haleon.
La sfida, dunque, non è soltanto incrementare il numero degli iscritti ai corsi di laurea, ma restituire attrattività alla farmacia territoriale, rendendo più riconoscibili le competenze, le responsabilità e le prospettive professionali del farmacista di domani.










