Torna a tutti gli articoli

Stime sulla salute dell’Oms: cresce il peso delle malattie non trasmissibili

20 Ottobre 2026
Attualità

L’aspettativa di vita globale torna vicino ai livelli precedenti alla pandemia, ma cambia profondamente il quadro delle malattie che pesano sulla salute della popolazione mondiale.

Nel 2023 le malattie non trasmissibili (Mnt) hanno rappresentato il 74% di tutti i decessi, contro il 58% del 2000, con patologie come diabete, demenza, disturbi mentali e disturbi da uso di droghe che contribuiscono a un carico di malattia in aumento e in continua evoluzione. Nel 2023, otto delle dieci principali cause di morte nel mondo erano Mnt

È quanto emerge dalle nuove Stime globali sulla salute dell’Oms, che fotografano l’evoluzione della salute nei diversi Paesi e nelle diverse regioni tra il 2000 e il 2023, analizzando aspettativa di vita, cause di morte e carico di malattia.

Aspettativa di vita

Dopo la battuta d’arresto determinata dalla pandemia di Covid-19, nel 2023 l’aspettativa di vita globale ha raggiunto 73,3 anni, tornando molto vicina ai 73,4 anni registrati nel 2019. Più lento, però, il recupero dell’aspettativa di vita in buona salute, arrivata a 62,8 anni nel 2023, ancora 0,4 anni al di sotto del livello pre-pandemico. Parallelamente prosegue la tendenza di lungo periodo verso un peso crescente delle malattie non trasmissibili: nel 2023, per la prima volta, anche nei Paesi a basso reddito le malattie trasmissibili hanno rappresentato meno della metà di tutti i decessi, segnando un ulteriore passo nella transizione epidemiologica globale.

Le malattie cardiovascolari restano la principale causa di morte e di morbilità a livello mondiale. Nel 2023 la sola cardiopatia ischemica ha provocato circa 9,5 milioni di decessi e 210 milioni di anni di vita sana persi. Dal 2000, in molte parti del mondo sono stati, però, registrati progressi nella riduzione dell’incidenza delle cardiopatie ischemiche, anche se nelle regioni del Pacifico occidentale e del Sud-Est asiatico è stato osservato un aumento del rischio individuale di cardiopatia ischemica.

Anche il rischio di morire di diabete è aumentato considerevolmente dal 2000, soprattutto nel Sud-Est asiatico. Ancora più marcata l’ascesa delle demenze: nel 2023 la demenza è diventata la quinta causa di morte a livello globale, rispetto alla diciannovesima posizione occupata nel 2000. Nello stesso periodo i decessi globali per demenza sono triplicati.

Le nuove stime dell’Oms evidenziano anche la crescente rilevanza dei disturbi mentali. Tra il 2019 e il 2023 il tasso globale è aumentato di circa il 20% per i disturbi depressivi e di quasi il 45% per i disturbi d’ansia. Nel complesso, queste patologie hanno determinato nel 2023 una perdita stimata di 110 milioni di anni di vita sana, a causa di morte prematura e disabilità.

In generale, le stime danno un’immagine di salute globale che recupera terreno dopo la pandemia, ma che continua contemporaneamente a evolversi, mostrando come le cause di morte e il carico di malattia cambiano nel tempo e nelle diverse popolazioni.

Le dieci principali cause di morte nel mondo

Entrando nello specifico, i nuovi dati aggiornati al 2023 dell’Oms sulle dieci principali cause di morte nel mondo mostrano il peso sempre maggiore delle malattie non trasmissibili. Le prime dieci cause sono state responsabili di 33 milioni di decessi, il 54% dei 61 milioni di morti registrati complessivamente nel mondo. Otto delle prime dieci sono malattie non trasmissibili, che da sole rappresentano il 47% di tutti i decessi globali.

Al primo posto resta la cardiopatia ischemica, responsabile del 16% di tutte le morti: nel 2023 ha causato 9,5 milioni di decessi, 3 milioni in più rispetto al 2000. Seguono l’ictus, con circa 6,8 milioni di morti, e la broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), con 3,6 milioni. Le infezioni delle basse vie respiratorie tornano a essere la malattia trasmissibile più letale, collocandosi al quarto posto con 2,7 milioni di decessi.

Particolarmente rilevante è l’aumento delle demenze: Alzheimer e altre forme di demenza sono diventate nel 2023 la quinta causa di morte mondiale, con 2,1 milioni di decessi; il 66% delle morti riguarda le donne. Al sesto posto si trova il diabete, con 2 milioni di morti, più del doppio rispetto al 2000, mentre i tumori di trachea, bronchi e polmone sono settimi, con 1,8 milioni di decessi contro 1,1 milioni nel 2000. Anche le malattie renali hanno guadagnato peso, passando dal 17° al 9° posto tra il 2000 e il 2023, con un aumento dei decessi dell’86%.

Cambia, invece, radicalmente il peso di alcune malattie infettive. Hiv/Aids è uscito dalle prime dieci cause di morte: i decessi sono diminuiti del 62% rispetto al 2000 e la patologia è passata dal settimo al 22° posto. Anche il Covid-19, dopo essere stato la terza causa di morte nel 2020 e la prima nel 2021, nel 2023 è sceso al 14° posto, con circa 900mila decessi direttamente attribuibili alla malattia.

La fotografia cambia poi sensibilmente in base al reddito dei Paesi. In quelli a basso reddito, sette delle prime dieci cause di morte appartengono al gruppo delle malattie trasmissibili e delle condizioni materne, perinatali e nutrizionali; malaria, tubercolosi e Hiv/Aids restano nella top ten. Nei Paesi ad alto reddito, invece, nove delle prime dieci cause sono malattie non trasmissibili; Alzheimer e altre demenze sono salite al terzo posto, mentre cardiopatia ischemica e ictus restano tra le prime tre cause.