Humanizing Health Awards, premiati 5 progetti che valorizzano il lato umano della cura
Sono stati assegnati gli Humanizing Health Awards 2026, l’iniziativa con cui Teva Italia sostiene progetti di associazioni non profit che contribuiscono a migliorare i percorsi di cura e la qualità dell’assistenza sanitaria nel Paese.
La cerimonia di premiazione della settima edizione, ospitata al Circolo Filologico Milanese il 12 ottobre, ha valorizzato iniziative provenienti da diverse regioni italiane e dedicate ai caregiver, alla riabilitazione neurologica, all’oncologia pediatrica, alla cura degli anziani fragili e al sostegno delle donne in terapia oncologica.
“Gli Humanizing Health Awards nascono per dare voce e sostegno a chi, ogni giorno, lavora per rendere i percorsi di cura più umani”, ha dichiarato Umberto Comberiati, amministratore delegato di Teva Italia. “Abbiamo l’opportunità di comprendere meglio l’evoluzione dei bisogni di cura dei pazienti e sappiamo che spesso il percorso assistenziale richiede risposte che vanno oltre il farmaco. Per questo, edizione dopo edizione, continuiamo a mettere in luce le realtà del Terzo Settore capaci di trasformare queste sfide in interventi concreti. Anche in questa settima edizione i progetti selezionati confermano quanto sia prezioso e fondamentale questo lavoro silenzioso, fatto di attenzione, competenza e umanità”.
I cinque progetti premiati
Cinque progetti, espressione di realtà ed esperienze diverse del Paese, sono stati premiati per la loro capacità di rendere la cura più attenta ai bisogni delle persone.
A Ravenna, il progetto Vele di sollievo, navigare oltre la cura di Marinando Ravenna ODV offre a circa 40 caregiver familiari momenti di sollievo e supporto psicologico attraverso uscite in barca a vela.
A Brescia, Una zampa per NeMO di Fondazione Serena ETS integra la pet therapy e la riabilitazione nel percorso di circa 160 pazienti all’anno con patologie neuromuscolari e neurodegenerative seguiti presso il Centro Clinico NeMO.
A Modena, Sogni in Movimento di ASEOP ODV propone un percorso di terapia neuropsicomotoria rivolto a circa 35 bambini all’anno in cura per patologie oncoematologiche.
A Milano, presso il Centro Girola, il progetto Riappropriarsi degli spazi all’aperto: il giardino come cura di Fondazione Don Carlo Gnocchi ETS trasforma il giardino in uno spazio terapeutico per 126 ospiti del nucleo Alzheimer e della RSA.
Infine, a Firenze, Bellezza che cura di Fondazione Radioterapia Oncologica, realizzato insieme all’AOU Careggi, sostiene la dignità personale e il benessere emotivo di 71 donne in terapia oncologica.
Il ruolo del territorio e delle professioni sanitarie
Alla cerimonia hanno partecipato anche rappresentanti delle istituzioni, della medicina e della farmacia.
Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia, ha evidenziato la missione dei farmacisti che ogni giorno dal banco lavorano per aiutare le persone risolvendo problemi. “Il Terzo Settore è prezioso per rendere le cure più vicine alle persone. Le farmacie condividono questa missione: grazie alla loro capillare presenza sul territorio sono ogni giorno un presidio di ascolto e orientamento per pazienti e caregiver. I progetti premiati oggi vanno nella stessa direzione: mettere la persona al centro”.
Emanuele Monti, presidente della Commissione Sostenibilità sociale, casa e famiglia del Consiglio Regionale della Lombardia, ha sottolineato come umanizzare la sanità significhi mettere al centro la persona e non soltanto la prestazione. Secondo Monti, il supporto ai caregiver, l’attenzione alla salute mentale e la collaborazione con il mondo non profit devono diventare parte integrante e sostenibile dei percorsi di cura attraverso una cooperazione strutturata tra istituzioni, sistema sanitario e imprese.
Anna Carla Pozzi, Segretario Fimmg Lombardia, ha evidenziato il valore dei progetti premiati, che affrontano temi strettamente legati alla medicina di famiglia, dal sostegno ai caregiver alla presa in carico degli anziani fragili, fino all’attenzione per i pazienti oncologici. La dottoressa ha inoltre ricordato come tecnologia e intelligenza artificiale possano diventare alleate preziose quando consentono di liberare tempo medico da dedicare alla relazione umana.
Il tema dell’ascolto e della presa in carico globale è stato richiamato anche da Grazia Sances, neurologa e referente del Centro Regionale Diagnosi e Cura Cefalee della Fondazione Mondino IRCCS di Pavia. “Umanizzare le cure significa riconoscere la persona prima della malattia, ascoltarne i bisogni e costruire un percorso condiviso capace di coinvolgere anche la famiglia. In neurologia e, in particolare, nell’emicrania, la terapia è fondamentale ma non basta: ascolto, servizi e supporto alla quotidianità aiutano a restituire continuità e qualità alla vita dei pazienti”.
Chi ha votato: farmacisti e personale di Teva Italia
La selezione dei progetti finalisti è stata affidata a quattro comitati interni di Teva, mentre la votazione finale, aperta a tutti i dipendenti di Teva Italia e a medici e farmacisti iscritti alla piattaforma TevaLab, ha registrato la partecipazione di oltre il 70% dei dipendenti e un numero di operatori sanitari votanti più che triplicato rispetto all’edizione precedente.
Ai cinque progetti premiati andrà un contributo di 10.000 euro a sostegno delle rispettive attività.










