Ipertensione: controllarla protegge anche il cervello. Il ruolo della farmacia
Controllare regolarmente la pressione arteriosa non serve soltanto a prevenire infarto, ictus e altre malattie cardiovascolari. Oggi emerge con sempre maggiore chiarezza che una corretta gestione dell’ipertensione può contribuire anche a ridurre il rischio di declino cognitivo e demenza. Un messaggio di grande rilevanza per i farmacisti, che ogni giorno rappresentano per milioni di cittadini il primo punto di accesso ai servizi di prevenzione e monitoraggio sul territorio.
L’ultima conferma arriva da una ricerca condotta in Cina nell’ambito del Programma cinese di controllo dell’ipertensione nelle aree rurali, presentata al Congresso della Società Europea di Cardiologia.
Lo studio, coordinato da Yingxian Sun, ha evidenziato come un intervento strutturato e continuativo sul controllo della pressione arteriosa sia in grado di produrre benefici che vanno ben oltre la salute cardiovascolare
I ricercatori hanno coinvolto 33.995 persone con un’età media di 63 anni, residenti in 326 villaggi rurali. I partecipanti presentavano valori pressori elevati e sono stati suddivisi in due gruppi: uno seguito attraverso un programma intensivo di controllo della pressione e uno sottoposto alle cure standard. La fase attiva dello studio è durata quattro anni, seguita da altri tre anni di osservazione. Nel gruppo sottoposto all’intervento intensivo, operatori sanitari appositamente formati hanno monitorato i pazienti e adattato la terapia antipertensiva secondo protocolli definiti, con l’obiettivo di mantenere la pressione al di sotto di 130/80 mmHg, sotto la supervisione dei medici di medicina generale.
I risultati sono stati significativi: dopo sette anni la riduzione della pressione sistolica è stata molto più marcata rispetto al gruppo di controllo: 17,6 mmHg contro appena 2,4 mmHg. Ancora più rilevante il dato relativo alla salute cognitiva. Le persone che hanno beneficiato del programma intensivo hanno registrato un rischio di demenza inferiore del 15% rispetto ai soggetti assistiti con il modello standard. Inoltre, è stato osservato un rischio inferiore del 13% di deterioramento cognitivo e una migliore conservazione della salute cognitiva complessiva. Anche gli eventi avversi gravi sono risultati meno frequenti nel gruppo sottoposto all’intervento strutturato.
Questa ricerca rafforza, quindi, un concetto ormai condiviso dalla comunità scientifica: l’ipertensione è uno dei più importanti fattori di rischio modificabili non soltanto per le patologie cardiovascolari, ma anche per il declino delle funzioni cognitive. Intervenire precocemente significa investire sulla qualità della vita futura delle persone, favorendo un invecchiamento più sano e autonomo.
In questo scenario assume allora un valore strategico il monitoraggio costante della pressione arteriosa, un’attività che vede la farmacia territoriale in prima linea. Molti cittadini, infatti, scoprono di avere valori elevati proprio grazie a una misurazione effettuata in farmacia. Altri, già in trattamento, utilizzano il servizio per verificare l’efficacia della terapia e mantenere sotto controllo una patologia che spesso non presenta sintomi evidenti. La farmacia rappresenta così uno dei principali presidi di prossimità del Servizio sanitario. L’attività di misurazione della pressione, associata al counselling professionale del farmacista, può infatti favorire una maggiore consapevolezza dei rischi legati all’ipertensione e incoraggiare il paziente a rivolgersi al medico in caso di valori fuori controllo.
Non va, inoltre, sottovalutata l’importanza dell’automisurazione domiciliare, raccomandata dalle principali linee guida. Il farmacista può svolgere un ruolo determinante nell’educazione del cittadino, spiegando come effettuare correttamente i controlli, quali strumenti utilizzare e come interpretare i risultati. La combinazione tra monitoraggio domestico, servizi offerti in farmacia e presa in carico da parte del medico costituisce infatti una rete efficace per individuare precocemente i soggetti a rischio e migliorare l’aderenza alle terapie.
Lo studio cinese, pertanto, suggerisce che investire nel controllo della pressione significa proteggere contemporaneamente cuore, vasi sanguigni e cervello. Un obiettivo che passa inevitabilmente attraverso una maggiore diffusione delle attività di screening e monitoraggio sul territorio. E in questa sfida la farmacia può confermare il proprio ruolo di primo presidio sanitario di prossimità, contribuendo in modo concreto alla prevenzione delle malattie cardiovascolari e del declino cognitivo nella popolazione.










