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Le “Linee guida” Agenas per la telemedicina in farmacia

11 Settembre 2026
Attualità

La farmacia come punto di accesso di prossimità ai servizi di telemedicina, capace di accompagnare il cittadino nell’esecuzione degli esami e nel collegamento con i professionisti sanitari. È questa la visione delineata dalle nuove linee d’indirizzo per l’erogazione dei servizi di telemedicina nelle farmacie convenzionate pubblicate da Agenas, documento che definisce un modello organizzativo destinato a orientare Regioni, Province autonome e Asl nello sviluppo della sanità digitale territoriale.

Il documento nasce dal protocollo d’intesa tra Agenas e Federfarma e si inserisce nel percorso di attuazione del D.M. 77/2022, che punta a rafforzare l’assistenza di prossimità e l’integrazione tra servizi territoriali e strumenti digitali.

Al centro del modello emerge con forza il ruolo del farmacista, chiamato a svolgere una funzione fondamentale di facilitazione, supporto e collegamento tra cittadino e professionisti sanitari.

La farmacia come porta d’accesso ai servizi digitali

Secondo le linee d’indirizzo, la farmacia aderente ai progetti regionali diventa il luogo fisico in cui il cittadino può accedere a numerose prestazioni di telemedicina. Il farmacista, o altro personale qualificato, accoglie l’utente, fornisce informazioni sul servizio, prepara l’ambiente necessario all’esecuzione della prestazione, supporta il paziente durante l’interazione a distanza con il professionista sanitario e provvede alla rilevazione e trasmissione dei dati clinici richiesti.

Si tratta di un’evoluzione significativa della farmacia dei servizi, che consolida il presidio territoriale del farmacista e ne valorizza le competenze organizzative e relazionali. Pur non assumendo responsabilità cliniche, che rimangono integralmente in capo al medico o al professionista sanitario erogatore della prestazione, la farmacia diventa infatti un nodo essenziale per rendere concretamente accessibili i servizi di telemedicina ai cittadini, in particolare nelle aree periferiche e nei contesti caratterizzati da una minore accessibilità alle strutture sanitarie.

Le prestazioni che potranno essere offerte

Le linee d’indirizzo individuano quattro principali aree di attività: televisita, telemonitoraggio e telecontrollo, teleconsulto e teleassistenza. In particolare, il telemonitoraggio prevede il ricorso a dispositivi medici certificati quali elettrocardiogramma (Ecg), Holter cardiaco, Holter pressorio e spirometria. In tutti questi casi la farmacia può mettere a disposizione le apparecchiature necessarie, assistere il cittadino nel corretto utilizzo degli strumenti e curare la trasmissione dei dati ai centri di tele-refertazione.

Per l’Holter pressorio il farmacista applica il dispositivo al paziente e, terminato il periodo di monitoraggio, provvede alla sua rimozione e all’invio dei dati raccolti. Analoga procedura è prevista per l’Holter cardiaco, con applicazione degli elettrodi e del registratore portatile, istruzioni al cittadino e successiva gestione della fase conclusiva dell’esame. Nel caso dell’elettrocardiogramma, invece, il farmacista applica gli elettrodi, avvia la registrazione e trasmette il tracciato al centro specializzato per la refertazione. Per la spirometria, infine, assiste il paziente nell’utilizzo dell’auto-spirometro.

Un aspetto particolarmente rilevante è che il farmacista non interpreta i dati clinici né formula valutazioni diagnostiche: tali attività restano di esclusiva competenza dei professionisti sanitari. La farmacia assicura però quel supporto operativo che rende possibile il percorso assistenziale a distanza.

Un ruolo strategico per la sanità territoriale

Le linee d’indirizzo attribuiscono alla farmacia una funzione che va oltre la semplice esecuzione tecnica delle prestazioni. Il farmacista, infatti, diventa il principale facilitatore dell’accesso ai servizi digitali, contribuendo a ridurre le barriere territoriali e organizzative che ancora limitano l’utilizzo della telemedicina.

La presenza capillare delle farmacie sul territorio, unita al rapporto di fiducia costruito quotidianamente con i cittadini, rappresenta un elemento decisivo per favorire il monitoraggio dei pazienti cronici e fragili, migliorare l’aderenza ai percorsi assistenziali e avvicinare l’assistenza sanitaria alle persone. Il modello promosso da Agenas punta, inoltre, all’integrazione con la Piattaforma Nazionale di Telemedicina e con il Fascicolo sanitario elettronico, così da garantire una gestione sicura, interoperabile e tracciata dei dati clinici e dei referti.

Formazione e adesione volontaria

L’adesione delle farmacie convenzionate al modello è prevista su base volontaria. Le modalità di remunerazione e le tariffe saranno, invece, definite a livello regionale attraverso gli accordi integrativi con le rappresentanze delle farmacie, in attesa di un aggiornamento del nomenclatore tariffario nazionale.

Grande attenzione viene riservata anche alla formazione. Il documento sottolinea la necessità di percorsi che comprendano aspetti tecnico-operativi, organizzativi e comunicativo-relazionali, riconoscendo come la qualità dei servizi di telemedicina dipenda in larga misura dalla preparazione degli operatori coinvolti.

In definitiva, le linee d’indirizzo di Agenas segnano un ulteriore passo avanti nel percorso della farmacia dei servizi. Se la responsabilità clinica resta saldamente nelle mani dei professionisti sanitari, al farmacista viene riconosciuto un ruolo sempre più centrale nell’organizzazione dell’assistenza territoriale, nella gestione dei percorsi di telemedicina e nell’accompagnamento dei cittadini verso una sanità più accessibile, digitale e vicina ai bisogni quotidiani delle persone.