Prevenzione: un Piano Marshall per risparmiare 554 miliardi in 10 anni
Una migliore prevenzione, capace di promuovere stili di vita corretti, screening e vaccinazioni, garantirebbe non soltanto una migliore salute pubblica, ma anche una maggiore sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. Se ne è parlato alla XIX edizione del Rapporto annuale Meridiano Sanità con The European House Ambrosetti, evidenziando come potrebbero essere risparmiati -proprio grazie alla prevenzione- circa 544 miliardi di euro in 10 anni tra costi diretti e indiretti. Tanto pesano, infatti, i fattori di rischio (come per esempio, fumo, alcol, sedentarietà e cattiva alimentazione), le malattie prevenibili con le vaccinazioni (antinfluenzale, anti-Hpv, anti-Herpes Zoster, ecc.), e i mancati screening oncologici (tumori al seno, al colon retto, alla prostata e così via).
544 miliardi di euro: è quanto si potrebbe risparmiare, tra costi diretti e indiretti, in 10 anni grazie alla prevenzione, se fosse fatta correttamente, promuovendo stili di vita corretti, screening e vaccinazioni. Se ne è parlato alla XIX edizione del Rapporto annuale Meridiano Sanità con The European House Ambrosetti.
“È necessario lavorare a un vero e proprio “Piano Marshall” per la prevenzione sanitaria -ha detto Valerio De Molli, ceo di The European House Ambrosetti– puntando su stili di vita sani, immunizzazione e campagne di screening”. Proprio come recentemente proposto dalla campagna “Abituati a proteggerti”, realizzata con l’autorizzazione del ministero della Salute e il patrocinio, tra gli altri, di Federfarma, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della vaccinazione come pilastro fondamentale per ridurre il rischio di complicanze e proteggere la salute. “Punti qualificati come le farmacie -ha detto Alfredo Procaccini, vicepresidente di Federfarma alla presentazione dell’iniziativa- hanno dimostrato di saper vaccinare e di poterlo fare bene, al pari degli altri: non c’è concorrenza vaccinale, l’obiettivo è vaccinare il più possibile”.
Un invito alla prevenzione viene proprio dal Ministro Orazio Schillaci, che ha annunciato di voler potenziare i servizi di screening, per esempio prevedendoli per il tumore al seno dai 45 ai 74 anni d’età e del colon retto fino ai 74 anni. Attualmente -ha precisato- il Fondo sanitario destina soltanto il 5% alle attività di prevenzione, mentre sarebbe opportuno elevare questo investimento almeno fino al 7%. “Confido che si possa arrivare a questo obiettivo -ha detto il Ministro- ma intanto dobbiamo fare in modo che questi fondi siano effettivamente spesi dalle Regioni per reali attività di prevenzione”.








