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Nuova dichiarazione Fip su “Disturbi da uso di sostanze”

14 Settembre 2026
Attualità

Nuova “Dichiarazione di intenti” della Fip, la Federazione internazionale farmaceutica, con la quale si ribadisce che i farmacisti “dovrebbero svolgere un ruolo più incisivo nella prevenzione dei disturbi da uso di sostanze, supportando l’intervento precoce e riducendo i danni associati all’uso non terapeutico di sostanze psicoattive”.

Questa dichiarazione programmatica sostituisce e aggiorna quella del 2018 sulla riduzione dei danni associati all’abuso di droghe, e punta su un approccio incentrato innanzitutto sulla prevenzione e sulla persona, fondato sulla salute pubblica, sui diritti umani e sulla giustizia sociale

Recepisce, infatti, le più recenti evidenze in materia di prevenzione, supporto al trattamento e riduzione del danno basata sulle evidenze scientifiche. Riconosce, inoltre, i disturbi da uso di sostanze come una delle principali sfide di sanità pubblica e individua nei farmacisti componenti essenziali dei team multidisciplinari, chiamati a contribuire al miglioramento degli esiti di salute e, al tempo stesso, alla riduzione dello stigma e degli ostacoli all’accesso alle cure.

Il documento -come riporta “Quotidiano Sanità”- evidenzia il contributo dei farmacisti lungo l’intero percorso assistenziale: dal contrasto all’uso non terapeutico di sostanze psicoattive ottenute attraverso i canali sanitari e dalla prevenzione dei disturbi da uso di sostanze correlati ai medicinali, fino al sostegno al trattamento, alla prevenzione e, laddove consentito, ai servizi di riduzione del danno basati sulle evidenze scientifiche. Si chiede, inoltre, un’azione coordinata tra i servizi sanitari e sociali, che comprenda la rimozione degli ostacoli all’erogazione di servizi da parte dei farmacisti, l’ampliamento dell’accesso agli interventi per la prevenzione dell’overdose, come il naloxone ove appropriato, e investimenti nella formazione, nelle infrastrutture digitali e in sistemi di remunerazione sostenibili.

“Questa dichiarazione -dichiara Andrew Gray, co-presidente del Comitato per le politiche Fipri- riconosce che i farmacisti possono offrire un contributo significativo non soltanto attraverso il sostegno al trattamento, ma anche prevenendo i problemi prima che si manifestino, responsabilizzando i pazienti e rafforzando i percorsi assistenziali integrati all’interno delle loro comunità”.