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Ipercolesterolemia: le farmacie e la sfida dell’aderenza terapeutica

29 Dicembre 2025
Attualità

La gestione dell’ipercolesterolemia è uno dei pilastri della prevenzione cardiovascolare, ma garantire la continuità terapeutica resta una sfida aperta.

In questo contesto, le farmacie di comunità assumono un ruolo strategico: presidio di prossimità, punto di riferimento per il monitoraggio dei ritiri, il counseling e la relazione costante con i pazienti. Tuttavia, la scarsa percezione del rischio e l’assenza di sintomi specifici rendono l’aderenza alle cure un obiettivo difficile da raggiungere.

Durante la conferenza stampa “Ipercolesterolemia e aderenza terapeutica: le evidenze dal territorio lombardo”, esperti e rappresentanti del settore hanno discusso dati real-world provenienti dalle Ats Val Padana e Città Metropolitana di Milano. L’incontro -promosso da Value Relations con Federfarma Lombardia e il contributo non condizionante di Daiichi Sankyo Italia- ha evidenziato come le terapie innovative – tra cui l’acido bempedoico, anche in associazione con ezetimibe – siano associate a livelli di aderenza più elevati rispetto alle opzioni tradizionali.

Secondo gli esperti, questo vantaggio riflette la capacità delle nuove molecole di superare barriere note ai farmacisti: effetti collaterali percepiti, complessità nella gestione quotidiana e la difficoltà di mantenere la motivazione in patologie asintomatiche. Un dato che trova conferma nel Rapporto OsMed dell’Aifa, secondo cui meno della metà dei pazienti italiani riesce a mantenere un’aderenza elevata nel tempo. “L’aderenza terapeutica resta una sfida concreta” ha sottolineato Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia. “Le farmacie lombarde sono pronte a rafforzare il proprio ruolo di prossimità, mettendo a sistema prevenzione, innovazione e monitoraggio a sostegno della continuità di cura”. Una strategia che non soltanto migliora gli outcome di salute, ma contribuisce alla sostenibilità del Servizio sanitario regionale.

La sinergia tra innovazione farmacologica e supporto delle farmacie di comunità si configura, dunque, come un’opportunità concreta per ridurre il rischio cardiovascolare e ottimizzare le risorse. Per i farmacisti, questo significa essere protagonisti di un modello integrato che unisce counseling, monitoraggio e accesso alle terapie più avanzate.