A gonfie vele il dermocosmetico in farmacia
Gode sempre di ottima salute il comparto cosmetico in Italia. Le ultime elaborazioni del Centro studi e cultura d’impresa di Cosmetica Italia offrono una previsione di crescita per il 2025 del +5,1%, raggiungendo così i 17,4 miliardi di euro (contro i 16,5 del 2024), e questo anche grazie al grande sviluppo dell’export, che chiude il 2025 con 8,5 miliardi di euro destinati all’esportazione (+7% rispetto al 2024).
Vento in poppa per il cosmetico made in Italy, che negli ultimi dieci anni sta proseguendo il suo cammino con un trend medio di crescita del +5,5%, che arriva addirittura a un + 9,1% nell’export, segno di una produzione ben apprezzata in tutto il mondo.
Ma restiamo in casa nostra e cerchiamo di analizzare le caratteristiche del mercato interno, che a fine 2025 si attesterà sui 13,9 miliardi di euro (+3,7% rispetto all’anno precedente). In questa grande torta rientra anche il dermocosmetico della farmacia, che si prevede chiuderà il 2025 con un giro d’affari che raggiungerà i 2,3 miliardi di euro (+3,3% rispetto al 2024), pari quindi al 16,5% del totale mercato cosmetico italiano. Una cifra che pone il canale farmacia al terzo posto tra i distributori, dopo la Gdo e la profumeria. Una posizione che indica ormai questo comparto come irrinunciabile, di grande soddisfazione per il farmacista, da punto di vista sia commerciale, sia professionale.
Interessante diventa, in particolare, poter analizzare come si ripartiscano gli acquisti fatti in farmacia, per poter individuare quali siano le tipologie di prodotto più gettonate dalla clientela (vedasi tabella). Rilevante, per esempio, è la voce “Cura pelle”, non soltanto perché nell’ultimo anno questi prodotti sono cresciuti del +3,9%, quindi più della media generale, ma soprattutto perché in proporzione, il loro peso in farmacia è di gran lunga superiore rispetto al totale mercato Italia. Lo stesso discorso vale per i prodotti attinenti all’”Igiene corpo”, a testimonianza del ruolo che la farmacia ha qui raggiunto nel vissuto della consumatrice.
Ma quali sono i principali driver che spingono le clienti/pazienti a scegliere la farmacia tra i diversi canali di vendita del dermocosmetico? Anche questo è un dato importante, perché fa capire al farmacista quali siano i valori che deve maggiormente coltivare per venire incontro ai desiderata della clientela. È la Qualità allora che caratterizza le farmacie (come pure le profumerie e le erboristerie), mentre il Prezzo/Promozione riguarda i Super-Iper e le piattaforme online, l’Assortimento i Grandi magazzini, lo Scaffale i negozi monomarca, mentre il Servizio caratterizza i Saloni di estetica e l’Innovazione i Saloni di acconciatura. E se in farmacia vince la Qualità, seguita poi dall’Assistenza, lo si deve proprio al Consiglio professionale, che è proprio il valore aggiunto tipico del farmacista, peculiare caratteristica su cui puntare per poter competere. E come bisogna coltivare e accrescere questo valore ce lo suggeriscono i farmacisti intervistati dal Centro studi di Cosmetica Italia. Per essere sempre aggiornati -ci dicono- bisogna puntare sulla formazione dei prodotti (64%), sulle tecniche di vendita (50%) e sulla formazione tecnico-scientifica (45%).








