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Aderenza nel paziente cronico: la farmacia è pronta

20 Febbraio 2020
Attualità

Aderenza nel paziente cronico, solitamente anziano e fragile: la farmacia è pronta a farsi carico del problema, sempre più diffuso, della scarsa o mancata osservanza della terapia prescritta da parte di persone affette da patologie anche rilevanti.

Aderenza terapeutica nel paziente cronico: la farmacia è pronta a fare la sua parte, afferma il “Comitato italiano per l’aderenza alla terapia”, che riunisce medici, farmacisti, infermieri, istituzioni, società scientifiche e associazioni di pazienti.

Il tema è esplicitamente sottolineato dal Ciat, “Comitato italiano per l’aderenza alla terapia”, che riunisce medici, farmacisti (con Federfarma), infermieri, istituzioni, società scientifiche e associazioni dei pazienti. Un tavolo affollato, anche perché la soluzione del problema va trovata a livello interdisciplinare, con il coinvolgimento di tutte le figure, che devono sentirsi coinvolte e impegnarsi nella gestione delle patologie croniche.

Anno dopo anno, l’aderenza terapeutica si rivela un’emergenza sanitaria, non soltanto in termini di salute pubblica, per l’aumento dell’incidenza delle malattie e dei ricoveri, ma anche per i suoi riflessi sui costi e sulla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale, al punto che porvi rimedio è diventato un imperativo categorico.

Il 40% dei pazienti non rispetta le prescrizioni del medico: un problema che riguarda patologie importanti quali diabete, ipertensione, Bpco. 

Gli ultimi dati del Ciat ci dicono che 4 persone su 10 non aderiscono alla prescrizione del medico. In particolare: solamente il 57,7% degli ipertesi prende i farmaci prescritti; il 63,4% dei diabetici di tipo 2 assume gli ipoglicemizzanti; soltanto il 15-18% dei pazienti con sindromi ostruttive delle vie respiratorie si dimostra aderente alla terapia.

Un’emergenza sanitaria soprattutto per i pazienti anziani

Questo in generale, ma i dati risultano ancora più preoccupanti nelle persone anziane. Con l’età, infatti, aumentano le patologie croniche (cardiopatie, asma, Bpco, diabete, depressione, osteoporosi, artrosi e artriti), che colpiscono il 66% degli over 75, che devono affrontare maggiori difficoltà sia per l’età, sia perché colpiti da diverse patologie, che costringono ad assumere più farmaci al giorno. Addirittura l’11%, pari a circa 1,5 milioni di italiani anziani, deve prendere ogni giorno più di 10 farmaci, e allora si capisce come sia facile per loro fare confusione.

Il problema, ovviamente, non è solo italiano. Anche negli Stati Uniti, dove sono attenti nel calcolare sempre i costi, si stima che il costo della non aderenza alla terapia provochi una maggiore spesa di 100 miliardi di dollari l’anno per ricoveri evitabili e, più in generale, di 290 miliardi di dollari (pari al 13% della spesa sanitaria) di costi sanitari globali.

Per quanto riguarda, invece, l’Europa, l’Organizzazione mondiale della Sanità calcola che la mancata aderenza terapeutica causi qui ogni anno uno spreco di circa 125 miliardi di euro.

Sinergia tra medici e farmacisti

Ma parlare di mancata aderenza terapeutica soltanto in chiave economica è assai riduttivo, perché il problema è soprattutto di ordine sanitario, per la recrudescenza che causa sulle patologie, e anche di ordine sociale, per come coinvolge i malati, soprattutto le persone anziane e le loro famiglie. Ecco perché il Centro italiano per l’aderenza alla terapia coinvolge più stakeholder, perché le possibili soluzioni richiedono interventi sinergici e concordati, soprattutto obbliga a una stretta collaborazione tra medici e farmacisti. Perché il primo sa che cosa prescrive, ma non riesce poi a controllare il reale consumo del farmaco, mentre il farmacista può sì seguire il comportamento corretto del paziente, ma manca dei riferimenti a monte, cioè sulla terapia da seguire.

La “Farmacia dei servizi” ha, tra i suoi programmi, anche la presa in carico del paziente cronico e questo è un impegno che la categoria intende perseguire. Basta però che glielo consentano.

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