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Aderenza terapeutica: una sfida che coinvolge la farmacia

11 Dicembre 2025
Attualità

Solamente la metà dei pazienti segue correttamente le terapie prescritte. È il dato allarmante emerso dall’“Indagine civica sull’aderenza terapeutica” di Cittadinanzattiva, che ha coinvolto oltre 2.200 professionisti sanitari e più di 500 pazienti. Il fenomeno, complesso e multifattoriale, ha conseguenze pesanti: non solo sulla salute dei cittadini, ma anche sul bilancio del Servizio sanitario nazionale, che spende circa 2 miliardi di euro l’anno per gestire le ricadute della scarsa aderenza. Vediamo le principali evidenze emerse dall’indagine.

L’indagine di Cittadinanzattiva evidenzia come a seguire meno le terapie siano soprattutto anziani e fragili. Scarsa motivazione ma anche poca percezione del rischio tra le cause. Diventa fondamentale agire per invertire la rotta e molto possono fare medici e farmacisti.

Chi sono i pazienti più a rischio

Fragili, anziani, soli, con basso livello socioculturale e spesso affetti da più patologie: è questo il profilo tipico di chi fatica a rispettare e seguire le cure. A pesare sono fattori psicologici e percettivi: il 28,3% dei pazienti teme la dipendenza dal farmaco, mentre il 20,2% non percepisce un pericolo reale da queste manchevolezze. Maggiormente a rischio sono le persone fragili e anziane, quelle con basso livello socioculturale e chi vive in solitudine. Anche la mancanza di motivazione e il carico burocratico contribuiscono a rendere difficile la gestione quotidiana della terapia.

Il ruolo cruciale della relazione e della rete

Il rapporto medico-paziente è determinante: oltre un terzo dei cittadini chiede più dialogo con il medico curante e strumenti pratici che aiutino a gestire la terapia. Ma non basta. Serve una rete multiprofessionale che coinvolga farmacisti, infermieri e caregiver, con protocolli chiari e percorsi di educazione terapeutica. Non a caso, il Piano d’azione di Cittadinanzattiva punta su quattro leve: governance, digitalizzazione, organizzazione e relazione.

Farmacisti in prima linea

La farmacia di comunità emerge dall’indagine di Cittadinanzattiva come uno snodo strategico. Non soltanto per la dispensazione, ma anche per il monitoraggio dell’aderenza e il supporto motivazionale. Il tempo dedicato al dialogo è un fattore chiave: se per medici e infermieri è spesso insufficiente, i farmacisti di comunità dichiarano di riuscire a garantire ascolto in quattro casi su cinque. Un vantaggio che va valorizzato, anche attraverso la Farmacia dei Servizi e strumenti digitali di reminder e alert.

Perché agire subito

Migliorare l’aderenza terapeutica significa ridurre complicanze, ricoveri e costi, ma soprattutto garantire qualità di vita ai pazienti. È una sfida che richiede interventi strutturali e personalizzati, e in cui i farmacisti possono fare la differenza: come professionisti di prossimità, capaci di intercettare fragilità e costruire fiducia.