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Aggiornamento sui nuovi farmaci disponibili

15 Maggio 2023
Aifa comunica

Queste le ultime novità farmacologiche, utili al farmacista “esperto del farmaco”. Sono tratte da “Infofarma” -trimestrale del Servizio farmaceutico Ulss 9 Scaligera, prezioso strumento d’informazione scientifica sul farmaco- pubblicate nella rubrica “Attualità in terapia” e rivisitate a cura della dottoressa Maria Sofia Cogato.

 

Nuove entità terapeutiche (NET)
Dal 16 Dicembre 2022 al 20 Marzo 2023

Si tratta di due nuovi farmaci, in commercio dal 20 marzo 2023 e in fase di monitoraggio addizionale, per definirne completamente il profilo di sicurezza; agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta. A inizio terapia e durante la stessa va compilata la scheda cartacea di appropriatezza prescrittiva e di follow-up periodico dal medico che segue il paziente per l’ipercolesterolemia (specialista oppure Mmg).

L’acido bempedoico inibisce l’ACL, un enzima del percorso di sintesi del colesterolo nel fegato e abbassa il colesterolo legato alle lipoproteine a bassa densità (LDL-C). Gli studi clinici hanno incluso anche pazienti affetti da diabete mellito, nei quali sono stati evidenziati livelli inferiori di emoglobina glicata (HbA1C), rendendo interessanti questi farmaci per i pazienti che sono affetti da entrambe le patologie.

Da ricordare che l’acido bempedoico aumenta la concentrazione plasmatica di statine e quindi, se il paziente utilizza entrambe, va monitorato relativamente al rischio di miopatie da alto dosaggio di statine; il paziente va informato di questo rischio ed educato a segnalare dolori muscolari e debolezza.

Entrambi i farmaci sono controindicati in gravidanza e allattamento.

È una pillola trifasica in cui le dosi di estrogeni e progestinici cambiano durante il mese. Come specificato nel comunicato Aifa del 17 maggio 2021 i contraccettivi orali combinati (COC) a basso dosaggio di estrogeni (etinilestradiolo < 50 μg), hanno un basso rischio di tromboembolia venosa (TEV); inoltre quelli contenenti i progestinici levonorgestrel, noretisterone o norgestimato hanno un rischio più basso di TEV rispetto agli altri contraccettivi ormonali combinati; questo farmaco nella sua composizione associa entrambi questi vantaggi.

Il farmaco è il primo “ditan”, una nuova categoria di agenti per il trattamento dell’emicrania. Lasmiditan è un agonista principalmente dei recettori 5-HT1F, che si presentano soprattutto a livello centrale (i triptani agiscono invece principalmente sui recettori 5-HT1B e 5-HT1D). È un interessante trattamento di prima linea nei pazienti che non sopportano o non rispondono ai triptani; la molecola, infatti, riduce il rilascio di neuropeptidi e influenza le vie del dolore senza causare vasocostrizione; è quindi utile nei pazienti ipertesi o con problemi circolatori. Il farmaco non è utile alla prevenzione, ma è da assumere per via orale al bisogno, per il trattamento dell’attacco acuto. Gli effetti collaterali più comuni sono sonnolenza, capogiri e vertigini.

Roxadustat, venduto con il marchio Evrenzo, è un farmaco usato negli adulti per trattare i sintomi dell’anemia causata da insufficienza renale cronica. È possibile che i pazienti affetti da malattia renale cronica non producano in misura sufficiente l’eritropoietina, necessaria per stimolare la produzione di globuli rossi. La dose iniziale dipende dal peso del paziente; viene quindi aggiustata per raggiungere e mantenere un livello di emoglobina compreso tra 10 e 12 g/dL.
Roxadustat agisce a livello enzimatico e stimola la risposta naturale che normalmente si verifica quando i livelli ossigeno sono bassi, compresa la produzione di eritropoietina ed emoglobina. Il medicinale, assunto per via orale, si è dimostrato efficace quanto gli Esa (erythropoietin stimulating agents) somministrati per iniezione. In termini di sicurezza, gli effetti indesiderati di Evrenzo sono considerati gestibili e comparabili a quelli della terapia con Esa; i più comuni sono ipertensione e trombosi venosa profonda. Non deve essere somministrato nel caso di ipersensibilità al principio attivo, alle arachidi, alla soia.

 

L’approvazione europea di anifrolumab rappresenta un momento di svolta molto importante nel trattamento dei pazienti affetti da LES. Anifrolumab è, infatti, il primo nuovo farmaco approvato dopo oltre un decennio per questa malattia ed è l’unico medicinale biologico ad avere un’indicazione non limitata ai pazienti con attività di malattia di grado elevato. È così il capostipite di una nuova classe di farmaci che funge da antagonista del recettore dell’interferone di tipo I.
L’Ema ha ritenuto che Saphnelo®, utilizzato come trattamento aggiuntivo, fornisca una riduzione modesta, ma clinicamente significativa, dell’attività della malattia nei pazienti con LES, per i quali esiste un’elevata necessità insoddisfatta di nuove terapie. Saphnelo® viene somministrato per infusione endovenosa. La dose raccomandata è di 300 mg somministrata in 30 minuti ogni quattro settimane. L’effetto indesiderato grave più comune (che può interessare fino a 1 persona su 100) è l’infezione da herpes zoster.

La molecola di Glicopirronio, il cui nome commerciale è Axhidrox, è una crema indicata per il trattamento topico dell’iperidrosi ascellare primaria grave negli adulti. Il glicopirronio, in quanto antagonista competitivo, inibisce gli effetti parasimpatici indotti dall’acetilcolina sulla muscolatura liscia delle ghiandole sudoripare, ciò si traduce in una riduzione della sudorazione. È consigliato applicare due dosi di prodotto, preferibilmente alla sera, per 4 settimane. Dalla 5° settimana in poi, la frequenza di applicazione può essere ridotta a due volte alla settimana. Per mantenere l’effetto è necessario un trattamento continuo dell’iperidrosi ascellare. L’uso di Axhidrox può essere preso in considerazione durante la gravidanza, se necessario. Durante l’allattamento, il trattamento deve essere evitato, poiché la molecola di glicopirronio e i suoi metaboliti si distribuiscono e si concentrano nel latte.

Il principio attivo sufentanil è un oppioide che agisce legandosi ai recettori μ-oppioidi a livello cerebrale, alleviando il dolore del paziente; da utilizzare negli adulti per il trattamento del dolore acuto da moderato a grave. Il sufentanil è utilizzato da molto tempo come anestetico con azione adiuvante analgesica per via ev o epidurale; Dzuveo è ora disponibile invece in forma di compresse sublinguali. Gli effetti indesiderati più comuni (che possono riguardare più di 1 persona su 10) sono nausea, vomito e febbre.

 

Si tratta di due importanti farmaci generici, avente la stessa composizione qualitativa e quantitativa in termini di sostanze attive e la stessa forma farmaceutica del relativo medicinale di riferimento, nonché una bioequivalenza con il medicinale di riferimento dimostrata da studi appropriati di biodisponibilità.
Il farmaco generico Buprenorfina/Naloxone, il cui originator è il Suboxone, appartiene alla categoria degli Analgesici oppioidi + disassuefanti e nello specifico, farmaci usati nella dipendenza da oppioidi. Ha un prezzo molto più vantaggioso del Suboxone per il Ssn (-45%).
Altro farmaco equivalente è la Carbamazepina, appartenente alla famiglia degli antiepilettici, capace di stabilizzare le membrane nervose ipereccitate riducendo in tal modo la propagazione sinaptica degli impulsi eccitatori. Si presenta sotto forma di compresse a rilascio prolungato, da assumere prima, durante o dopo i pasti. Rispetto al farmaco originale (Tegretol), la Carbamazepina dell’azienda Zentiva, ha una riduzione di prezzo del -25%.

Il famoso “lecca-lecca-“ Aqtiq, a base del principio attivo Fentanil, ora può essere sostituito da un altro farmaco equivalente, sempre a base di Fentanil, chiamato Ifyltan. Questa nuova formulazione, in commercio dal 28/02/2023, si presenta sotto forma di pastiglie che si dissolvono in bocca ed è indicata per il trattamento del dolore episodico intenso, in pazienti già in terapia di mantenimento con un oppioide per il dolore cronico di origine tumorale. Ifyltan può essere usato prima o dopo i pasti; è importante ricordare al paziente di non bere né mangiare nulla durante l’assunzione del farmaco.