Alfabetizzazione sanitaria: il ruolo del farmacista secondo la Fip
La Fip ha pubblicato un rapporto sulla alfabetizzazione sanitaria e il ruolo che il farmacista può svolgere in questo campo. L’alfabetizzazione sanitaria è infatti uno dei fattori chiave per raggiungere l’equità e l’uguaglianza in materia di salute ed è universalmente riconosciuto che una sua carenza costituisce un ostacolo a una salute migliore, più inclusiva e più equa. Il Covid-19, inoltre, ha esacerbato le disuguaglianze sanitarie e ha rivelato che gran parte di esse sono radicate proprio nei livelli di istruzione e alfabetizzazione. Per affrontare questo annoso problema, la Federazione farmaceutica internazionale (Fip) ha ospitato una tavola rotonda per individuare il ruolo dei farmacisti e le azioni della farmacia di comunità nell’alfabetizzazione sanitaria e predisposto poi un report da adottare nella pratica quotidiana.
Esperti, stakeholder, ricercatori e farmacisti di comunità si sono confrontati in una tavola rotonda organizzata dalla Fip, da cui poi è stato tratto un report per individuare gli interventi che la farmacia e i farmacisti possono attuare per migliorare l’alfabetizzazione sanitaria, da adottare nella pratica quotidiana. Questi i suggerimenti proposti
Per comprendere l’effetto dell’alfabetizzazione sanitaria sulla salute, dobbiamo innanzitutto riconoscere che esistono numerose definizioni per identificarla, a seconda dell’angolazione da cui viene considerata. L’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), per esempio, definisce l’alfabetizzazione sanitaria come la capacità di raggiungere “un livello di conoscenza, abilità personali e fiducia per migliorare la salute personale e comunitaria modificando gli stili di vita e le condizioni di vita personali”. Un’altra definizione, incentrata sulle abilità cognitive e sociali, è “la capacità di una persona di svolgere compiti di alfabetizzazione basati su conoscenze necessarie a prendere decisioni relative alla salute in una varietà di situazioni diverse”. Queste abilità cognitive e sociali sono specifiche del contenuto e del contesto in cui si opera e sono fortemente influenzate dall’età e dalla fase della vita di una persona.
Nel campo della farmacia, invece, l’alfabetizzazione sanitaria si riferisce alla capacità dell’individuo di ottenere, elaborare e comprendere le informazioni sanitarie e sui farmaci necessarie per prendere le giuste decisioni. È importante capire quali strumenti siano stati sviluppati per valutare i livelli di alfabetizzazione sanitaria e quali approcci risultino più efficaci per migliorarli. Risulta così che i farmacisti ricoprano un ruolo speciale per migliorare l’alfabetizzazione sanitaria tra i pazienti, anche se affrontare questo impegno nella pratica quotidiana della farmacia potrebbe non essere facile. È proprio quanto emerge dalla tavola rotonda organizzata dalla Fip sul tema e dai suggerimenti riportati nel Report “Identifying pharmacy–led actions for improving health literacy”, che individua le soluzioni da adottare in farmacia per migliorare l’alfabetizzazione sanitaria nella pratica quotidiana.
Aree d’intervento in farmacia
Queste risultano essere le aree prioritarie di miglioramento per favorire l’alfabetizzazione sanitaria nelle farmacie:
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• Va aumentata nei farmacisti la consapevolezza del ruolo che possono svolgere per migliorare l’alfabetizzazione sanitaria. Spesso non c’è distinzione tra migliorare la “conoscenza della salute” semplicemente fornendo informazioni, e migliorare l’”alfabetizzazione sanitaria” consentendo ai pazienti di prendersi cura di sé per quanto riguarda la propria salute. I farmacisti potrebbero non soltanto avere una scarsa comprensione del loro ruolo nella promozione dell’alfabetizzazione sanitaria, ma anche non avere ben chiara che cosa sia l’alfabetizzazione sanitaria, in prima linea nei sistemi sanitari. Allo stesso modo, risulta un ostacolo la mancanza di conoscenze che consentano poi di essere in grado di valutarla. Per questo vanno migliorate l’istruzione e la formazione.
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• Va chiarito se e quali professionisti sanitari siano responsabili dell’alfabetizzazione sanitaria, in quanto non esistono linee guida chiare che definiscano ruoli e responsabilità. Dal momento che l’alfabetizzazione sanitaria è responsabilità di ogni operatore sanitario, è fondamentale darle priorità, stabilire linee guida chiare per gli operatori sanitari e favorire un buon coordinamento tra di loro, per consentire di lavorare insieme.
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• Va aumentata nel paziente la consapevolezza del ruolo che la farmacia può svolgere. I pazienti non comprendono sia l’importanza dell’alfabetizzazione sanitaria stessa, sia quanto al riguardo possa offrire il farmacista. Non soltanto tra i pazienti, anche tra gli altri operatori sanitari manca un’adeguata consapevolezza dell’alfabetizzazione sanitaria, per cui emerge una questione di preparazione del sistema sanitario nel suo insieme -non solo della farmacia- per migliorare l’alfabetizzazione sanitaria.
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• Va affrontata la questione del tempo dei farmacisti. Dovendo soddisfare le esigenze di molti pazienti, i farmacisti potrebbero avere difficoltà a trovare il tempo per fornire informazioni sanitarie e sviluppare l’alfabetizzazione sanitaria, dispensando allo stesso tempo i servizi e i medicinali prescritti. Spendere qualche minuto in più per indirizzare l’alfabetizzazione sanitaria dei pazienti, rispondendo alle loro domande e fornendo corrette informazioni sanitarie può, di fatto, far risparmiare tempo al farmacista in futuro. Inoltre, il tempo speso per affrontare l’alfabetizzazione sanitaria può anche rendere i pazienti più fiduciosi e più a loro agio nel condividere sintomi e bisogni, consentendo così di risolvere il problema più rapidamente di quanto altrimenti necessario.
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• Altro tema cruciale è l’istruzione. Includere l’alfabetizzazione sanitaria nei curricula della formazione in farmacia è fondamentale, ma non basta. I farmacisti si aggiornano con continuità per affinare le proprie competenze, soprattutto perché l’alfabetizzazione sanitaria è un argomento in continua evoluzione. Questo vale non soltanto per i farmacisti, ma per tutti gli operatori sanitari, che devono essere istruiti e addestrati a utilizzare le proprie competenze per migliorare i livelli di alfabetizzazione sanitaria dei propri pazienti. L’intero sistema sanitario deve, quindi, lavorare con unico obiettivo: fornire a tutti gli operatori sanitari le competenze per misurare e migliorare l’alfabetizzazione sanitaria, assicurandosi che siano costantemente aggiornati sulla ricerca e sugli strumenti in evoluzione. Solamente così si potrà garantire una migliore alfabetizzazione sanitaria dei pazienti.
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• Vanno superate le barriere linguistiche e comunicative, soprattutto nei Paesi caratterizzati da un’elevata diversità demografica. Il problema si estende, oltre al linguaggio, al modo in cui le informazioni vengono comunicate. È essenziale, per esempio, utilizzare termini semplici che le persone possano comprendere facilmente. Inoltre, un’altra sfida per i farmacisti è saper valutare i livelli di comprensione e alfabetizzazione di un paziente, per soddisfarne le esigenze, e ciò richiede abilità. Purtroppo non esiste un modo di comunicazione unificato che tutti gli operatori sanitari possano utilizzare per fornire informazioni, come i pittogrammi.
Opportunità e soluzioni da adottare
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• Va adottato un approccio di cura incentrato sul paziente, dando priorità agli interessi connessi alla tutela della sua salute. Ascoltare i pazienti, comprendere le loro esigenze e personalizzare i servizi per soddisfarli è fondamentale. Ciò può avvenire attraverso l’ascolto dei singoli pazienti che entrano in farmacia, o collaborando con le loro organizzazioni, in modo da capire bene ciò di cui hanno veramente bisogno per migliorare la loro alfabetizzazione. È poi fondamentale prendere in considerazione ciò che i pazienti possono fare con le informazioni fornite loro. L’alfabetizzazione sanitaria, infatti, non consiste soltanto nel fornire informazioni, ma piuttosto nel responsabilizzare i pazienti e nell’istruirli su come trovare e utilizzare queste informazioni quando necessario. Infine, è importante essere disponibili ad ascoltare ciò che i pazienti hanno da dirci e imparare da loro nello stesso modo in cui cercano di imparare da noi. La prospettiva di un paziente può insegnare molto agli operatori sanitari e può, quindi, fornire un’idea più chiara di come dovrebbero essere i nostri approcci alla salute.
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• Vanno utilizzati adeguati modelli e quadri comportamentali. Spingere i pazienti ad assumere maggiori responsabilità e controllo sulla propria salute potrebbe favorire il raggiungimento di migliori livelli di alfabetizzazione sanitaria. Ciò include anche una modifica nel comportamento dei farmacisti, con l’incoraggiamento a essere proattivi rispetto ai problemi di alfabetizzazione sanitaria. Un esempio è fornire informazioni sanitarie su piattaforme digitali, per impedire la diffusione di fake news.
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• Per avviare il percorso di miglioramento dei livelli di alfabetizzazione sanitaria, un’opportunità importante è rappresentata dall’uso di piattaforme digitali, per diffondere informazioni sanitarie corrette e accurate. È fondamentale, quindi, rimanere aggiornati su quali piattaforme vengono utilizzate e da quali gruppi di età, per personalizzare le informazioni sanitarie da condividere. Le piattaforme digitali possono anche essere utilizzate per fermare la diffusione della disinformazione. Le piattaforme digitali, tuttavia, possono anche rappresentare una minaccia, a causa dell’elevata velocità con cui possono diffondersi informazioni false.
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• Va soprattutto favorita la collaborazione interprofessionale tra governi, organizzazioni sanitarie e operatori sanitari, nonché pazienti e consumatori, per ascoltare e prendere in considerazione tutte le prospettive e le narrazioni. Comprendere le esigenze dei pazienti -e anche quelle dei professionisti- può aiutare a modellare gli approcci che possono essere utilizzati per migliorare l’alfabetizzazione sanitaria. Inoltre, la messaggistica coerente e la fornitura di kit di strumenti e dati di ricerca da parte di organizzazioni come la Fip, possono consentire di individuare le migliori soluzioni basate sull’evidenza, consentendo così di raggiungere i migliori livelli di alfabetizzazione sanitaria.
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• Infine, vanno evidenziati gli obiettivi raggiunti e i positivi esiti sulla salute. Questo è importante non soltanto per migliorare l’alfabetizzazione sanitaria, ma anche per incoraggiare e responsabilizzare i farmacisti a prendere parte al processo. Il problema dell’alfabetizzazione sanitaria può raggiungere gli obiettivi desiderati solamente se viene riconosciuto dai governi e dai responsabili politici come uno dei pilastri fondamentali della salute e dell’equità sanitaria, per il cui raggiungimento vanno quindi messe in atto politiche e strategie specifiche. Questo obiettivo non comporta necessariamente investimenti in denaro: significa solamente che tutte le parti interessate al settore della salute si sentano coinvolte e partecipino attivamente all’alfabetizzazione sanitaria e alla cura di sé.
SINTESI E CONCLUSIONI
Dalla tavola rotonda della Fip e dal Report emergono i seguenti temi chiave:
* Aree prioritarie per migliorare l’alfabetizzazione sanitaria in farmacia:
- • Aumentare la consapevolezza dei farmacisti del loro ruolo nel miglioramento dell’alfabetizzazione sanitaria
- • Coordinare e integrare i ruoli all’interno del sistema sanitario
- • Aumentare la consapevolezza del paziente sul ruolo della farmacia
- • Individuare soluzioni per la gestione del tempo dei farmacisti
- • Sviluppare la formazione dei farmacisti e degli operatori sanitari
- • Superare le barriere linguistiche e comunicative
* Opportunità e soluzioni per migliorare l’alfabetizzazione sanitaria:
- • Adottare un approccio assistenziale incentrato sul paziente
- • Utilizzo di modelli di cambiamento comportamentale
- • Utilizzo di strumenti e prove esistenti
- • Collaborare professionalmente
- • Mostrare obiettivi e risultati raggiunti sulla salute
Adattare le soluzioni alle diverse realtà nazionali
È fondamentale riconoscere che l’alfabetizzazione sanitaria è un problema complesso e che gli approcci utilizzati per affrontarlo non sono una soluzione valida per tutti. Ne consegue che adeguate soluzioni e approcci da adottare sono diversi, in considerazione dei differenti Paesi in cui ci si trova a operare.








