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Allarme Oms: sovrappeso e denutrizione, due facce della stessa disuguaglianza

9 Dicembre 2025
Attualità

È un vero e proprio allarme quello che lancia l’Oms: un bambino su quattro in Europa è in sovrappeso e uno su dieci è obeso. Così risulta dal nuovo rapporto dell’Organizzazione mondiale della Sanità Europa (Who – European Childhood Obesity Surveillance Initiative (Cosi), elaborato facendo riferimento all’Iniziativa europea di sorveglianza dell’obesità infantile, che ha coinvolto 470 mila bambini di età compresa tra 6 e 9 anni in 37 Paesi.

In Europa un bambino su 4 è in  sovrappeso e uno su 10 è obeso. Ma c’è anche un altro fenomeno: quello della denutrizione. Il 3% dei bambini è sottopeso. Sono i dati del nuovo rapporto dell’Oms, che conferma una situazione critica anche in Italia

I risultati mostrano che i maschi hanno maggiori probabilità di essere obesi rispetto alle femmine (13% contro 9%) e che la prevalenza varia fortemente da nazione a nazione (nel Sud Europa, quasi un bambino su cinque convive con l’obesità). Per la prima volta, il programma ha analizzato anche il fenomeno opposto, quello della magrezza infantile, rilevando che circa il 3% dei bambini è sottopeso. Questo dato conferma la coesistenza, anche nel nostro continente, di sovrappeso e denutrizione, due facce della stessa disuguaglianza che colpisce in modo diverso le varie fasce sociali.

La situazione in Italia

Il Rapporto conferma che la situazione in Italia è tra le più critiche d’Europa, nonostante qualche timido segnale di miglioramento rispetto agli anni precedenti. Sono indicazioni utili anche per il farmacista, che, come educatore sanitario, può fornire utili suggerimenti in presenza di situazioni a rischio.

Secondo il rapporto Cosi, nel nostro Paese circa il 38% dei bambini tra i 7 e i 9 anni è in sovrappeso e quasi il 18% è obeso. Le differenze territoriali sono marcate: nel Sud e nelle Isole le percentuali risultano più elevate, mentre nel Nord si osservano dati leggermente inferiori alla media nazionale. Negli ultimi anni si nota una lieve flessione, ma l’Italia rimane stabilmente ai primi posti per incidenza dell’obesità infantile. Le cause principali sono: un’alimentazione povera di frutta e verdura, l’elevato consumo di snack, dolci e bevande zuccherate e una quantità di ore eccessiva trascorsa davanti agli schermi.

Due terzi dei genitori sottostimano il peso dei figli

Il rapporto dell’Oms mette in evidenza soprattutto un aspetto culturale, determinante quanto le abitudini alimentari: la percezione distorta del peso dei figli. Due terzi dei genitori, circa il 66%, sottostimano infatti la condizione dei propri bambini, credendo che un figlio in sovrappeso sia di peso normale o addirittura sottopeso.

Questa inconsapevolezza ostacola la possibilità di intervenire tempestivamente e rende più difficile avviare cambiamenti nello stile di vita familiare. Sul fronte delle abitudini alimentari, i numeri sono eloquenti: soltanto il 46% dei bambini europei mangia frutta fresca e appena il 32% consuma verdura almeno una volta al giorno. In compenso, il 41% mangia dolci più di tre volte a settimana, il 29% beve regolarmente bibite zuccherate e il 16% consuma snack salati con la stessa frequenza.

Si diffonde anche un’abitudine nuova e preoccupante: il ricorso ai pasti pronti o consegnati a domicilio, scelti almeno una volta al mese dal 39% delle famiglie. Secondo l’Oms Europa, queste tendenze sono fortemente legate al livello di istruzione dei genitori. Le diete più sane sono più frequenti tra i figli di genitori con un’istruzione elevata. Al contrario, il consumo abituale di snack e bevande zuccherate è più diffuso nelle famiglie con un livello di istruzione medio-basso, dove la disponibilità economica e la consapevolezza alimentare giocano un ruolo determinante.

Ci sono anche buone notizie

A fronte di queste brutte notizie, eccone una buona: la maggior parte dei bambini europei continua a muoversi abbastanza. Quasi tutti praticano almeno un’ora di attività fisica intensa al giorno, in linea con le raccomandazioni internazionali. Circa il 53% si reca a scuola a piedi, in bicicletta o con i pattini, mentre il 40% utilizza mezzi motorizzati. Anche in questo caso il livello di istruzione dei genitori sembra influire: i figli di genitori meno istruiti camminano o pedalano di più, probabilmente per motivi pratici ed economici, ma anche per abitudini quotidiane più semplici e spontanee.

Ancora troppo tempo davanti ai monitor

Tuttavia, le buone notizie si fermano qui. Il tempo trascorso davanti agli schermi è in costante aumento. Il 42% dei bambini passa almeno due ore al giorno davanti a televisione, tablet o videogiochi nei giorni feriali, una percentuale che schizza al 78% nei fine settimana. L’uso prolungato dei dispositivi digitali, sottolinea l’Oms, sottrae tempo al gioco attivo, al movimento all’aperto e perfino al sonno. Anche quest’ultimo aspetto merita attenzione. Se l’89% dei bambini dorme almeno nove ore per notte, meno della metà (il 47%) raggiunge le dieci ore raccomandate per la loro fascia d’età. La mancanza di sonno adeguato, spiegano gli esperti, può favorire un aumento del peso corporeo e ridurre la capacità di concentrazione e di rendimento scolastico.

Prevenzione sempre prima di tutto

 Il Rapporto dell’Oms conclude ribadendo l’importanza della prevenzione, che va attuata molto presto, in famiglia e a scuola, attraverso programmi di educazione alimentare che coinvolgano attivamente genitori e bambini. Tutta la responsabilità, però, non può ricadere soltanto sulle famiglie, servono anche politiche pubbliche più coraggiose, capaci di regolamentare il marketing dei prodotti ultraprocessati e ricchi di zuccheri, di ridurre l’accesso ai cibi meno salutari e di promuovere il movimento quotidiano. Va spezzato, insomma, il circolo vizioso di cattive abitudini, disuguaglianze sociali e rischi per la salute, che oggi condiziona il futuro di milioni di bambini europei e italiani.