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Allungare la scadenza dei farmaci

2 Ottobre 2024
Attualità

Le date di scadenza riportate sulle confezioni dei farmaci sono spesso troppo ravvicinate e causano inutili sprechi. È quanto risulta da una ricerca dell’associazione Ufc-Que Choisir (l’equivalente francese di Altroconsumo), che ha realizzato un test su 30 confezioni di farmaci scaduti contenenti paracetamolo (20 scatole scadute tra il 1992 e il 2023) e ibuprofene (10 scatole scaduta tra il 2015 e il 2024). Ebbene, nell’80% dei casi la sostanza attiva era ancora presente e, quindi, il farmaco era ancora efficace.

Le date di scadenza riportate sulle confezioni dei farmaci sono spesso troppo ravvicinate e causano inutili sprechi. Uno studio francese ha dimostrato che la sostanza attiva era ancora presente nell’80% dei casi in farmaci di paracetamolo e ibuprofene scaduti da diversi anni e che il farmaco era, quindi, ancora efficace. Uno spreco sia economico, sia ambientale, sia sanitario.

La confezione di paracetamolo scaduto nel 2018, per esempio, conteneva ancora l’84% di principio attivo, mentre l’ibuprofene con scadenza 2022 ne conservava l’82%. In alcuni campioni di paracetamolo scaduti trent’anni prima, inoltre, è stato addirittura trovato il 100% di principio attivo, ed emblematico è il caso di una confezione di Efferalgan, scaduta da ormai 32 anni, ma che conservava ancora il 100% di efficacia, sebbene fosse stata trovata in un vecchio armadio.

Secondo Que Choisir Sante’, che ha analizzato lo studio, la ricerca evidenzia un “triplo spreco”, sia economico, sia ambientale sia infine sanitario. Economico perché si buttano al macero farmaci ancora efficaci oltre la scadenza; ambientale perché il loro smaltimento è costoso e inquinante; sanitario perché prolungare l’attività dei farmaci aiuta a limitare la loro carenza, problema oggi assai sentito e preoccupante. Da qui il consiglio di rivedere le norma sulle scadenze, ovviamente in base alla durata media dei diversi principi attivi, in modo da evitare questo inutile spreco.