Brescia celebra la farmacia: professione, innovazione e vicinanza ai cittadini
Una professione che si evolve senza perdere la propria identità. È questo il filo conduttore della serata “Oltre la cura”, promossa dall’Ordine dei farmacisti della Provincia di Brescia e tenutasi il 4 giugno nella suggestiva cornice della Chiesa del Santissimo Corpo di Cristo, nota come la “Cappella Sistina di Brescia”.
L’evento, dedicato al tema “Evoluzione della professione del farmacista negli ultimi 30 anni e traguardi futuri della farmacia bresciana”, ha rappresentato un importante momento di riflessione sul ruolo sempre più centrale della farmacia nel sistema sanitario territoriale, ma anche un’occasione per rendere omaggio a chi ha contribuito alla crescita della professione e per accogliere le nuove generazioni di farmacisti.
Cuore della serata è stata la presentazione del volume “La farmacia bresciana nel XXI secolo”, curato da Marcello Zane, che ripercorre i principali cambiamenti vissuti dal settore negli ultimi decenni. Un racconto che non si limita alla cronaca degli avvenimenti, ma restituisce la memoria di una comunità professionale capace di attraversare profonde trasformazioni senza smarrire i propri valori fondanti
Il presidente dell’Ordine di Brescia, Francesco Rastrelli, ha sottolineato come il volume rappresenti la testimonianza di una categoria che ha saputo affrontare riforme, innovazioni normative e organizzative. Rastrelli ha così ripercorso, con l’accompagnamento artistico del maestro Daniele Alberti, presidente della Fondazione Soldano, il cammino compiuto dalla farmacia bresciana negli ultimi decenni, evidenziando il contributo di generazioni di professionisti che hanno accompagnato le grandi riforme del settore, lo sviluppo della Farmacia dei servizi, il dialogo con le istituzioni sanitarie e la crescita della formazione professionale.
Nel corso dell’incontro sono intervenuti numerosi rappresentanti delle istituzioni e del mondo farmaceutico. Tra questi il presidente della Federazione degli Ordini, Andrea Mandelli, il vicepresidente della Regione Lombardia, Marco Alparone, la presidente di Federfarma Brescia e tesoriere nazionale Federfarma, Clara Mottinelli, oltre che il presidente di Qfarma, Vittorino Losio, e del sistema sanitario regionale. Un concetto è emerso con forza da tutti gli interventi: la farmacia non è più soltanto un luogo di dispensazione del farmaco, ma un autentico presidio sanitario di prossimità. Vaccinazioni, telemedicina, screening, attività di prevenzione e consulenza qualificata hanno ampliato in maniera significativa il ruolo del farmacista, rendendolo una figura sempre più integrata nei percorsi di cura.
«Il cuore della professione non è cambiato», ha osservato Clara Mottinelli, evidenziando come la fiducia dei cittadini nei confronti del farmacista sia rimasta immutata nonostante le profonde innovazioni tecnologiche e organizzative intervenute negli ultimi trent’anni. «Oggi utilizziamo strumenti digitali, eseguiamo tamponi e vaccini, ma il rapporto umano continua a essere il valore distintivo della farmacia».
Anche Marco Alparone ha ribadito il ruolo strategico delle farmacie lombarde, definendole «simbolo della prossimità» e porta d’accesso al Servizio sanitario nazionale. Un modello che ha dimostrato tutta la propria efficacia durante l’emergenza pandemica e che oggi trova nuove prospettive di sviluppo nei servizi territoriali, nella telemedicina e nel sostegno all’aderenza terapeutica.
Dal canto suo, Andrea Mandelli ha ricordato come la professione stia vivendo una fase particolarmente dinamica, grazie all’ampliamento delle competenze e dei servizi erogabili in farmacia. Dopo oltre ottocento anni di storia, ha affermato, il farmacista continua ad essere una figura protagonista nell’assistenza sanitaria, forte di una combinazione unica di competenza scientifica e rapporto umano.
Particolarmente significativo il momento dedicato ai farmacisti iscritti all’Ordine da 40 e 50 anni e ai neoabilitati. Un passaggio simbolico tra generazioni che ha voluto sottolineare la continuità di una professione radicata nella comunità e orientata al futuro. La serata ha inoltre evidenziato il cosiddetto “modello Brescia”, una realtà che conta circa 1.600 farmacisti operativi in quasi 390 farmacie distribuite sul territorio provinciale e che rappresenta un punto di riferimento a livello nazionale sia per l’assistenza ai cittadini sia per l’organizzazione della distribuzione farmaceutica.
Tra storia, testimonianze, musica e riflessioni sul futuro, “Oltre la cura” ha così celebrato una professione che continua a trasformarsi, mantenendo però intatti -come ha ribadito il presidente dell’Ordine Rastrelli- i principi che ne hanno determinato il successo: competenza, prossimità, responsabilità e attenzione alla persona. In un sistema sanitario in continua evoluzione, la farmacia bresciana conferma la propria vocazione: essere ogni giorno il presidio sanitario più vicino ai cittadini








