Torna a tutti gli articoli

Colesterolo e demenza senile, scoperta una possibile associazione

4 Febbraio 2025
Attualità

Indipendentemente dal valore assoluto, Un’interessante ricerca, effettuata dalla Monash University di Melbourne e pubblicata dalla rivista Neurology dimostra come le variazioni dei livelli di colesterolo negli anziani possono esporli a una maggiore probabilità di sviluppare demenza rispetto ai coetanei che presentano livelli di colesterolo più stabili. 

Le variazioni dei livelli di colesterolo negli anziani possono esporli a una maggiore probabilità di sviluppare demenza rispetto ai coetanei che presentano livelli di colesterolo più stabili. 

Lo studio ha coinvolto 9.846 persone (età media 74 anni) che non soffrivano di demenza o altri problemi di memoria al momento dell’arruolamento e i cui livelli di colesterolo erano stati misurati all’inizio del trial e nel corso delle successive tre visite annuali. I partecipanti sono stati seguiti per una media di 5,5 anni dopo la terza visita e sono stati sottoposti a test annuali sulle capacità di memoria. Successivamente sono stati divisi in quattro gruppi, in base all’entità del cambiamento tra la prima e la quarta misurazione del colesterolo. Se la differenza tra le misurazioni annuali consecutive era in media di 91 mg/dL, i partecipanti rientravano nel gruppo con la maggiore quantità di variazioni dei livelli di colesterolo totale, mentre se fosse stata di 22 mg/dL sarebbero rientrati nel gruppo con la minore quantità. 

Nel corso dello studio 509 persone hanno sviluppato demenza. Dopo aver preso in considerazione altri fattori di rischio per tale situazione -come età, status di fumatore e ipertensione- i ricercatori hanno scoperto che coloro che facevano parte del gruppo con alta variazione dei livelli di colesterolo mostravano il 60% in più di probabilità di sviluppare demenza, rispetto a coloro che facevano parte del gruppo con bassa variazione. In particolare, è apparso evidente un collegamento tra le variazioni del colesterolo Ldl, o “cattivo”, e il rischio di demenza e deterioramento cognitivo, mentre questa associazione non è apparsa evidente con l’Hdl, o colesterolo “buono”, o con i trigliceridi. 

 “Questi risultati -conclude il professor Zhen Zhou, che ha diretto la ricerca- suggeriscono che le variazioni dei livelli di colesterolo, misurato annualmente, potrebbero rappresentare un biomarker per identificare le persone a rischio di demenza”.