Come gli italiani giudicano il Ssn
Ridurre le liste d’attesa, facilitare l’accesso alle cure, puntare sull’innovazione tecnologica sono le 3 priorità per migliorare il Ssn secondo il nuovo report di Deloitte.
Sono tre le priorità per migliorare il Ssn, evidenziate dagli italiani nella quarta edizione di “Outlook Salute Italia” di Deloitte: ridurre le liste d’attesa, facilitare l’accesso alle cure, puntare sull’innovazione tecnologica. Sono la conseguenza del fatto che il 29% dei rispondenti all’inchiesta ha dichiarato di aver dovuto rinunciare nel 2023 alle cure, soprattutto per motivi economici (69% dei casi, con una crescita del +8% rispetto al 2022), mentre un 40% si lamenta per la lunghezza delle liste d’attesa (+5% rispetto al 2022). Non di meno continuano a essere in generale positivi i giudizi sulla Sanità, sia pubblica, sia privata: la prima ottiene la sufficienza con un voto di 6,3 su 10, mentre la seconda raggiunge un buon 7 (i voti più alti -sia per il pubblico, sia per il privato- si registrano al Nord, i più bassi al Sud e Isole). Ma vediamo, in sintesi, i principali dati emersi dall’inchiesta di Deloitte.
· Il ruolo del Ssn resta centrale ed è la prima opzione per le attività di prevenzione (49%) e per gli interventi di chirurgia maggiore (42%) e minore (33%); il ricorso alla libera professione intramoenia o a strutture private per la prevenzione restano rispettivamente la seconda e la terza opzione.
· Il 72% dei rispondenti con reddito alto accede alle prestazioni specialistiche, rispetto al 68% nella fascia di reddito più basso. Il divario aumenta nella attività di prevenzione, con un 60% vs 39%.
· La quota di adulti italiani che dichiara di aver prenotato una prestazione sanitaria online aumenta (54%), così come la percentuale di chi ha ricevuto un referto tramite canali digitali (58%) e di chi ha utilizzato piattaforme e servizi digitali per informarsi o scegliere un professionista o una struttura sanitaria a cui rivolgersi (38%). Resta stabile invece il numero di persone che condivide referti digitalmente (45%).
· Il 57% ritiene che l’Intelligenza Artificiale applicata alla medicina possa essere utile per la diagnosi e la cura.
Riportiamo, infine, anche i giudizi espressi nei riguardi delle farmacie. Nel 2023 il 42% degli italiani che hanno usufruito di almeno una prestazione sanitaria ha utilizzato servizi in farmacia, come prenotazioni esami ed Ecg. Sebbene la qualità dei servizi sia valutata in modo positivo, si registra un calo della quota dei fruitori di 10 punti percentuali rispetto all’anno precedente, quando era il 52% (tale diminuzione, però, risente del ruolo che le farmacie avevano durante la pandemia). In particolare, le regioni del Sud registrano un maggiore ricorso a questi servizi (48%), mentre il Centro mostra una domanda contenuta (38%) e una contrazione maggiore rispetto al 2022 (-13%). Nonostante il calo, il livello di soddisfazione complessivo per i servizi in farmacia rimane alto (87%), con il 25% molto soddisfatto e il 62% soddisfatto.








