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Ddl Semplificazioni: aumentano i servizi in farmacia

1 Dicembre 2025
Attualità

Il Ddl Semplificazioni è diventato legge e apporta importanti novità in ambito sanitario. Nato per sfoltire la burocrazia, apporta misure che ridisegnano il perimetro dei servizi territoriali, accelerano gli interventi contro le carenze di farmaci e alzano l’asticella delle responsabilità in telemedicina.

Si amplia così il ruolo della farmacia come presidio sanitario di prossimità, oltre a garantire maggiore continuità terapeutica ai pazienti cronici e a rafforzare gli strumenti di vigilanza del sistema. Vediamo quali sono le innovazioni apportate.

Telemedicina: nuove regole, ma anche nuove responsabilitàL’articolo 58 estende al contesto digitale le severe sanzioni già previste per le certificazioni false. In pratica, anche le certificazioni mediche rilasciate in telemedicina, se basate su dati clinici non direttamente constatati o oggettivamente documentati, potranno costare al medico la radiazione dall’Albo e il licenziamento se operante nel pubblico o convenzionato.

Farmacia dei servizi – Con l’articolo 60 viene ridefinito il ruolo delle farmacie all’interno del Ssn.
Tra le novità più rilevanti, c’è l’estensione della Dpc, che non riguarderà più soltanto i farmaci, ma anche i dispositivi medici necessari per i trattamenti dei pazienti, rafforzando il legame tra farmacie e strutture sanitarie. Ancora più importante è la possibilità concessa ai farmacisti di eseguire analisi di prima istanza anche quando non rientrano nell’ambito dell’autocontrollo, ampliando di fatto l’offerta diagnostica direttamente sul territorio.

Di particolare rilievo è anche l’estensione dell’ambito vaccinale: d’ora in poi le farmacie potranno somministrare tutti i vaccini previsti dal Piano nazionale di prevenzione vaccinale, non solo quelli antinfluenzali e anti-Covid, e farlo nei confronti di soggetti dai 12 anni in su (la normativa precedente prevedeva il limite dei 18 anni). Inoltre, restano confermate le funzioni già in essere, come l’esecuzione di test diagnostici tramite prelievi nasali, salivari o orofaringei.

Un ulteriore passo avanti è rappresentato dalla possibilità per le farmacie di offrire test decentrati per il contrasto all’antibiotico-resistenza, un campo sempre più strategico per la salute pubblica. A ciò si aggiungono i servizi di telemedicina, che potranno essere erogati nel rispetto delle linee guida nazionali, e i test di screening per l’epatite C, da svolgere con l’ausilio di personale abilitato.

È importante sottolineare che le prestazioni relative alla somministrazione di vaccini, ai test sull’antibiotico-resistenza, alla telemedicina e allo screening per l’epatite C saranno a carico dell’utente.

Dal punto di vista logistico e organizzativo, il legislatore ha aperto alla possibilità che i servizi sanitari siano erogati anche in locali separati dalla farmacia, purché autorizzati e rispondenti a determinati requisiti igienico-sanitari. In questi spazi, tuttavia, è vietata qualsiasi forma di vendita di farmaci o prodotti sanitari. Il riconoscimento visivo di questi ambienti sarà garantito da un’insegna con la dicitura “Farmacia dei servizi” accanto alla tradizionale croce verde. Inoltre, per favorire l’accesso ai servizi, viene riconosciuta la possibilità a più farmacie -anche se appartenenti a titolari diversi- di condividere gli stessi spazi per l’erogazione di servizi sanitari, grazie alla stipula di contratti di rete. Questa forma di collaborazione interprofessionale, già prevista in altri settori produttivi, si configura qui come uno strumento innovativo per estendere la portata della rete farmaceutica anche nei territori più difficili.

Farmaci carenti – Con l’articolo 61, si accorciano i tempi di preavviso (da quattro a due mesi) che le aziende titolari di Aic devono rispettare per comunicare ad Aifa l’interruzione della commercializzazione di un medicinale. La comunicazione dovrà essere rinnovata in caso di prolungamento dell’interruzione. Nel contempo, si inaspriscono le sanzioni, con multe fino a 36.000 euro se la mancata comunicazione riguarda farmaci “critici” inseriti nell’elenco Aifa. L’obiettivo è rendere più tempestivo il monitoraggio e la risposta alle carenze, un fenomeno in crescita che ha messo in difficoltà pazienti e professionisti, soprattutto durante l’inverno.

Pazienti cronici – L’articolo 62 introduce una misura molto attesa: il medico potrà indicare nella ricetta Ssn dematerializzata la posologia e la quantità di farmaci da erogare fino a 12 mesi, evitando visite ripetute soltanto per il rinnovo della terapia. Il farmacista, a sua volta, potrà consegnare ogni mese la quantità necessaria per 30 giorni di terapia, e dovrà segnalare eventuali criticità nell’aderenza terapeutica al medico. Infine, sarà possibile ottenere i farmaci prescritti anche con documentazione di dimissione ospedaliera o referti del pronto soccorso, senza dover attendere una nuova prescrizione. Un passo avanti concreto nella continuità delle cure e nella semplificazione dei percorsi assistenziali.