Diabete: che cosa suggeriscono gli “Annali Amd 2026”
Farmaci innovativi, monitoraggio digitale e maggiore protezione cardiovascolare stanno cambiando in profondità la gestione del diabete in Italia. È quanto emerge dagli Annali Amd 2026, il grande report dell’Associazione Medici Diabetologi, che raccoglie i dati di oltre 775mila persone seguite in più di 340 centri specialistici italiani. Un osservatorio ormai strategico per comprendere non soltanto come evolve la patologia, ma anche quali siano oggi le principali criticità assistenziali
Per i farmacisti, questi dati rappresentano uno strumento utile nella quotidiana attività di counselling, perché evidenziano bisogni concreti dei pazienti e aspetti su cui può essere rafforzata l’aderenza terapeutica e la prevenzione delle complicanze
Uno dei segnali più evidenti riguarda la crescente diffusione delle terapie innovative nel diabete tipo 2. Oggi oltre l’85% dei pazienti utilizza Sglt2 inibitori, agonisti recettoriali del Glp-1 oppure le più recenti molecole a doppia azione Gip/Glp-1. Non si tratta soltanto di farmaci efficaci sul controllo glicemico: il loro impatto sulla riduzione del rischio cardiovascolare e sulla protezione d’organo sta modificando l’approccio clinico alla malattia. Parallelamente migliora anche il controllo metabolico complessivo, con oltre la metà dei pazienti che raggiunge i target di emoglobina glicata.
Per chi opera in farmacia, questo significa trovarsi sempre più spesso di fronte a pazienti che chiedono informazioni su farmaci iniettabili, effetti collaterali gastrointestinali, gestione del peso corporeo e corretto utilizzo delle nuove terapie. Diventa quindi centrale il ruolo educativo del farmacista nel sostenere continuità terapeutica e compliance, soprattutto nei primi mesi di trattamento.
Anche nel diabete tipo 1 la tecnologia sta modificando la qualità di vita delle persone. Gli Annali Amd mostrano, infatti, una crescita dell’utilizzo dei microinfusori e introducono, per la prima volta, dati relativi ai sistemi di monitoraggio continuo del glucosio. I sensori consentono di ridurre sensibilmente il rischio di ipoglicemie e aiutano i pazienti a comprendere meglio l’andamento glicemico durante la giornata.
Per il farmacista questo si traduce nella necessità di conoscere dispositivi sempre più presenti nella pratica clinica: sensori, sistemi integrati, cerotti, materiali di supporto e accessori diventano parte integrante della presa in carico quotidiana. Il consiglio professionale può fare la differenza soprattutto nei pazienti anziani o meno esperti nell’utilizzo della tecnologia.
Accanto ai progressi, però, gli Annali Amd mettono in evidenza una questione preoccupante: le complicanze microvascolari restano una delle principali aree critiche nella gestione del diabete. In particolare, diminuisce il monitoraggio della microalbuminuria, della retinopatia diabetica e del piede diabetico. Un dato importante, considerando che la malattia renale cronica interessa oltre il 50% delle persone con diabete tipo 2. Pertanto, ricordare l’importanza degli esami periodici, incoraggiare il controllo della pressione arteriosa, sensibilizzare sulla funzione renale e invitare il paziente a non trascurare visite o screening specialistici sono attività che possono contribuire concretamente a una diagnosi precoce delle complicanze.
Gli esperti Amd sottolineano inoltre che terapie storiche ma fondamentali, come Ace-inibitori e sartani, risultano ancora sottoutilizzate in molti pazienti con indicazione clinica. Questo dato richiama ancora una volta l’importanza dell’aderenza terapeutica e della corretta informazione al paziente cronico, spesso disorientato dalla complessità dei trattamenti e dalla presenza contemporanea di più farmaci.
Un altro segnale che emerge dal report riguarda gli stili di vita. Nel diabete tipo 1 il fumo continua a interessare oltre un quarto dei pazienti, mentre nel diabete gestazionale cresce il problema dell’obesità pregravidica, oggi presente in più del 30% delle donne con Gdm. Sono dati che ricordano quanto la prevenzione resti decisiva e quanto il counselling territoriale possa incidere sulla salute pubblica.
In conclusione, gli Annali Amd 2026 confermano una diabetologia italiana sempre più avanzata e orientata alla personalizzazione delle cure. Ma mostrano anche che tecnologia e innovazione farmacologica, da sole, non bastano: per ridurre davvero il peso delle complicanze servono continuità assistenziale, educazione terapeutica e una rete territoriale efficace. In questa rete, il farmacista può diventare un utile interlocutore per accompagnare il paziente diabetico nella gestione quotidiana della malattia.








