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Diabete in gravidanza: le prime linee guida dell’Oms

30 Dicembre 2025
Attualità

L’Organizzazione mondiale della Sanità ha emanato nuove linee guida globali sul diabete in gravidanza, fornendo così standard di cura chiari per proteggere la salute di madri e bambini. Il documento affronta rischi, monitoraggio, terapie e assistenza personalizzata, con un’attenzione particolare all’equità nell’accesso alle cure.

Sono indicazioni importanti, considerato che ogni anno, nel mondo, circa 21 milioni di donne affrontano una gravidanza complicata dal diabete. Questa condizione oggi interessa una gestazione su sei e, se non gestita correttamente, può avere conseguenze gravi non soltanto per la madre, ma anche per il feto e per il futuro bambino.

“L’Oms ha sempre fornito indicazioni separate sul diabete e sulla gravidanza -precisa il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus- ma è la prima volta che emettiamo uno standard specifico per la gestione del diabete durante la gravidanza. Queste linee guida si fondano sulle realtà della vita delle donne e sui loro bisogni sanitari, offrendo strategie chiare e basate sulle evidenze per garantire cure di alta qualità a ogni donna, ovunque nel mondo”. Riportiamo, in sintesi, cosa indicano queste Linee Guida, utili anche al farmacista nel suo ruolo di consigliere sanitario.

I rischi per la madre e il bambino – Tra le più comuni troviamo la pre-eclampsia, la morte fetale o perinatale, i traumi alla nascita e le complicanze metaboliche neonatali. Tuttavia, gli effetti non si limitano al parto: le madri hanno una probabilità maggiore di sviluppare diabete di tipo 2 e malattie cardiometaboliche negli anni successivi, mentre i bambini sono più esposti a obesità, diabete e disturbi cardiovascolari nel corso della vita. La sfida, dunque, è duplice: proteggere la salute nel presente e prevenire le conseguenze a lungo termine.

Raccomandazioni per una cura su misura – Le linee guida Oms presentano 27 raccomandazioni chiave, che affrontano diversi aspetti fondamentali della gestione del diabete in gravidanza. Ogni donna deve ricevere indicazioni specifiche riguardo alimentazione, attività fisica e obiettivi glicemici personalizzati in base al proprio profilo clinico, ricordando che la gravidanza rappresenta un momento di forte motivazione al cambiamento, ma anche di grande vulnerabilità. L’obiettivo è offrire strumenti concreti per permettere a ciascuna donna di gestire al meglio la propria salute e quella del bambino.

Monitoraggio ottimale – Il controllo regolare della glicemia è essenziale per tutte le donne con diabete, sia di tipo 1, sia di tipo 2, sia gestazionale. Le linee guida prevedono inoltre valutazioni mirate per identificare eventuali rischi aggiuntivi, come ecografie precoci e successive in base al tipo di diabete e alla terapia seguita, screening per retinopatia nelle donne con diabete preesistente e valutazioni della funzionalità renale. Questi controlli permettono di intervenire tempestivamente in caso di complicanze e di garantire una gestione personalizzata della gravidanza.

Terapie farmacologiche e assistenza specialistica – Quando dieta e attività fisica non bastano, le linee guida indicano farmaci sicuri e mirati: per il diabete gestazionale e di tipo 2 si consiglia l’uso di metformina o insulina. Per il diabete di tipo 1 è necessaria una gestione terapeutica dedicata con monitoraggio intensivo. In alcuni casi, può essere necessaria la combinazione di metformina e insulina. Farmaci più recenti, come Glp-1Ra e Sglt2-inibitori, non sono raccomandati per la mancanza di evidenze sulla sicurezza in gravidanza. Le donne devono poi essere seguite da un team di specialisti, che comprenda ginecologi, endocrinologi, infermieri specializzati, ostetriche e nutrizionisti. Questo modello coordinato permette di affrontare la complessità clinica della paziente, prevenire complicanze e migliorare gli esiti per madre e bambino.