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“Distanziamento sociale”. Gli effetti del Covid-19 sulla trasformazione digitale

9 Marzo 2020
Attualità

“Distanziamento sociale”. È un’espressione nuova regalataci dal famigerato coronavirus, di cui avremmo fatto volentieri a meno, sia per la sua sgradevolezza, sia perché estranea alle nostre abitudini. Noi siamo abituati a gesticolare, all’abbraccio, alle manifestazioni amichevoli e affettuose e il distacco imposto dal virus e dal pericolo del suo contagio ci risulta innaturale, prima ancora che scortese e maleducato. Ma il metro di distanza tra le persone è imposto e va rispettato, anche perché i dati sulla rapida diffusione del Covid-19 non concedono scusanti.
Distaccamento sociale, quindi, nei rapporti interpersonali, addirittura con gli amici e negli ambienti di lavoro, anche con colleghi che si conoscono da una vita e con i quali si è sempre condiviso molto. La paura del contagio sta, infatti, modificando i nostri usuali comportamenti, le nostre abitudini relazionali, con riflessi pesanti anche negli ambienti di lavoro e nelle modalità operative. E così nelle aziende si sviluppa lo “smart working”, quel telelavoro che consente di operare da casa, collegati tra colleghi tramite internet, quindi senza più pericolose prossimità. Anche noi di “Farma 7” lo stiamo adottando, cercando di evitare al personale viaggi in treno e in metropolitana, e tentando così in qualche modo di non dover interrompere il lavoro e la produzione del giornale.
Ecco, quindi, un ulteriore passo verso quella trasformazione digitale che sta sempre più interessando sia il mondo produttivo che il retail, e che ha dimostrato in queste settimane di coronavirus in Lombardia la sua efficacia anche nel nostro settore, con la stampa del promemoria cartaceo della ricetta elettronica direttamente in farmacia. L’utilizzo dell’online consente così al paziente di evitare l’assembramento negli ambulatori del medico. Ne è una riprova anche la consegna dei farmaci prescritti direttamente a casa del malato, l’aumento delle vendite online, i tanti servizi che il digitale consente di ottenere a distanza, ben oltre al metro di sicurezza ora prescritto.
La trasformazione digitale da coronavirus favorirà sicuramente un improvviso sviluppo della telemedicina e dei teleservizi, e la stessa richiesta di non recarsi dal medico, ma di favorire il triage spingerà sempre più verso lo sviluppo delle tecnologie digitali. E quanto ora viene promosso per evitare i contatti interpersonali un domani entrerà nelle abitudini dei cittadini per una serie di indiscusse comodità: niente spostamenti, niente macchina, metropolitana o difficoltà di parcheggio, niente code, niente attese.
Passata l’emergenza, tornati speriamo presto alla nostra vita abituale, anche i farmacisti dovranno tenere conto dei nuovi servizi garantiti dalla dematerializzazione. Sarà utile allora guardare quanto già si fa abitualmente all’estero, con le app che inviano la richiesta di farmaci direttamente in farmacia, o per prenotare il ritiro o la consegna a casa, o per autorizzare l’invio della ricetta del paziente cronico alla sua farmacia, e così via. Questo sarà probabilmente il regalo che il Covid-19 ci lascerà.