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Distributori: “siamo in prima linea ma serve sicurezza per i nostri operatori”

18 Marzo 2020
Attualità

In un comunicato stampa, Adf e Federfarma Servizi chiedono di assicurare al comparto della Distribuzione intermedia le tutele necessarie per poter continuare a svolgere il loro importante compito: distribuire salute in tutto il Paese, contribuendo anche loro come medici, farmacisti, infermieri e operatori sanitari a fare in modo che tutto andrà bene, per davvero. Precisano di aver “tempestivamente adottato tutte le misure idonee a contrastare la diffusione del Coronavirus, ma dopo più di tre settimane di impegno indefesso, l’attuale difficoltà di reperimento delle mascherine e di ogni altro dispositivo di protezione e contenimento del contagio sta stressando fortemente la capacità del comparto distributivo di svolgere in sicurezza il proprio servizio pubblico”.

Adf e Federfarma Servizi chiedono le tutele necessarie per poter svolgere il loro lavoro

È dal 23 febbraio, infatti, che le aziende della distribuzione intermedia sono impegnate a consegnare senza sosta farmaci, dispositivi medici e ogni prodotto necessario a farmacie, parafarmacie e strutture sanitarie, con una continuità di servizio a sicura tutela della salute pubblica. “A questo punto dell’emergenza” precisano però Adf e Federfarma Servizi “è indispensabile che venga assicurata la fornitura di mascherine e prodotti collegati alla sicurezza di chi ogni giorno allestisce nei magazzini le consegne per le farmacie, e di chi ogni giorno guida mezzi per raggiungere ovunque le farmacie per assicurare al farmacista di ricevere quanto necessario alle incrementate esigenze di salute pubblica”.

Diversamente, il rischio è che i distributori non possano più svolgere regolarmente il servizio. Verrebbe così meno -precisano i distributori- la possibilità di “effettuare le consegne in farmacia e la capacità da parte di quest’ultima di svolgere il suo fondamentale ruolo di presidio sanitario sul territorio, indispensabile in questo momento più che mai per il Sistema sanitario nazionale e per la popolazione in difficoltà, che individua nella rete delle farmacie il primo front-office sul territorio in materia sanitaria”.