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Efpia: sui farmaci l’Europa perde terreno

19 Febbraio 2026
Attualità

Il settore farmaceutico europeo è il principale contributore al surplus commerciale dell’Unione, ma rischia di perdere la sua competitività globale. È l’allarme lanciato dalla Federazione Europea dell’Industria Farmaceutica (Efpia), in occasione del vertice dei capi di Stato e di governo Ue in Belgio, dedicato proprio alla competitività e al mercato unico.

I dati presentati sono inequivocabili: l’industria farmaceutica è un pilastro economico dell’Unione, tant’è vero che il settore investe 55 miliardi di euro all’anno in ricerca e sviluppo, genera 320 miliardi di esportazioni e contribuisce per un enorme surplus commerciale di 147 miliardi di euro. Senza questo apporto, il bilancio commerciale complessivo dell’Ue scenderebbe in rosso, arrivando a un deficit di 47 miliardi.

La farmaceutica, infatti, da sola contribuisce il 30% in più al surplus rispetto a tutti gli altri settori industriali messi insieme. Ma, nonostante questo ruolo cruciale, l’Europa sta progressivamente perdendo terreno nella competizione globale. Negli ultimi vent’anni, la quota europea degli investimenti globali nel settore è diminuita del 25%, a vantaggio di altre regioni. Per esempio, nell’Ue la spesa in R&D è cresciuta in media del 4,4% annuo tra il 2010 e il 2022, mentre negli Stati Uniti la crescita è stata del 5,5% e in Cina ha raggiunto un impressionante 20,7%.

Al riguardo l’Efpia ricorda il recente rapporto di Mario Draghi sulla competitività dell’Ue, pubblicato nel 2024, in cui veniva riconosciuta l’importanza strategica del settore, ma allo stesso tempo veniva prospettato un futuro incerto, di fronte alla concorrenza di nazioni ambiziose. Tuttavia, la stragrande maggioranza delle raccomandazioni contenute in quel rapporto rimarrebbe ancora disattesa.

“Per l’Europa questo è il momento ora o mai più” -ha dichiarato Nathalie Moll, direttore generale di Efpia. “I leader devono agire per salvaguardare la base industriale, ridurre le dipendenze esterne e garantire la continuità di nuovi farmaci per i cittadini. Il valore che l’industria farmaceutica porta al bilancio commerciale dell’Ue è ineguagliabile e critico per il futuro dell’Europa. Troppo spesso, però, il suo valore industriale strategico viene trascurato”. L’appello degli industriali europei, quindi, è diretto: i leader Ue devono invertire le tendenze degli ultimi decenni e fare dell’Europa la località di prima scelta per gli investimenti nell’innovazione farmaceutica, nelle competenze e nell’occupazione di alto valore. Il settore, infatti, non è soltanto un attore chiave per la salute, ma è una colonna portante su cui costruire il futuro economico dell’Unione.