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Efpia: “un nuovo farmaco su due non è disponibile per i pazienti”

8 Luglio 2026
Attualità

È un’accusa ben precisa quella che fa l’Efpia, l’Associazione dell’industria farmaceutica europea, ai governi dell’Ue: quasi un nuovo farmaco su due autorizzato in Europa non è ancora disponibile per i pazienti e così si allungano sempre più i tempi di accesso all’innovazione. È quanto appunto indica nel suo ultimo report (“How Innovation Drives Health and Growth in Europe: Assessing the Return on Investment of Innovative Medicines”), in cui invita i governi a modificare le loro politiche sul prezzo dei farmaci e a considerare la spesa farmaceutica come un investimento, e non come una voce di costo da comprimere.

Secondo l’associazione dell’industria farmaceutica europea, nel 2025 il 49% dei nuovi farmaci non è stato disponibile per i pazienti europei (+3% rispetto al 2019), mentre la percentuale dei farmaci rimborsati dai sistemi sanitari nazionali è diminuita dal 42% al 28%. Risultano poi assai aumentati i tempi d’accesso al farmaco: in media i cittadini europei attendono circa 500 giorni, prima di poter ottenere un nuovo farmaco

La causa di tutto questo sarebbero le politiche orientate al contenimento della spesa pubblica. L’Efpia, infatti, sostiene che molti governi europei privilegiano strategie di riduzione dei costi, anziché adottare politiche d’investimento, capaci di favorire l’accesso all‘innovazione terapeutica e di generare benefici per pazienti, sistemi sanitari ed economia. Dimenticando così -come invece sottolinea il Report Efpia- che l’investimento in ricerca, capace di produrre farmaci innovativi, favorisce numerosi vantaggi economici, da valutare non soltanto in ambito sanitario, ma anche per la riduzione dei ricoveri e il miglioramento della produttività.

Continuare a comprimere i budget destinati ai farmaci innovativi -precisa Nathalie Moll, direttore generale di Efpia- rappresenta non soltanto un errore di politica sanitaria, ma anche una scelta che rischia di compromettere la capacità dell’Europa di attrarre ricerca, investimenti industriali e innovazione.