Eurostat: l’Italia è il paese più vecchio in Europa
L’Italia è il Paese con il più alto numero di anziani rispetto alle altre nazioni europee. Lo affermano i dati Eurostat che, se da una parte dimostrano che da noi si vive più a lungo, dall’alta allarmano dal punto di vista economico e per le conseguenze di un eccessivo invecchiamento della popolazione.
Oltre il 24,7% della popolazione italiana è composta da over 65enni, mentre i bambini sotto i 14 anni si fermano all’11%
Negli ultimi 10 anni, l’età media degli italiani è aumentata di 2,1 anni, con una tendenza peraltro comune a tutti i Paesi, con l’eccezione di Germania e Malta, in cui si è abbassata di -0,4 anni. In particolare, l’invecchiamento più marcato si registra in Slovacchia e a Cipro (+4 anni), ma l’Italia è subito dietro, con +3,9 anni, seguita da Grecia e Polonia (+3,8 anni) e dal Portogallo (+3,7). Così, a inizio 2025, a fronte di un’età media europea di 44,9 anni, l’Italia risulta il “Paese più vecchio”, con un’età media di 49,1 anni, mentre l’età più bassa si registra in Irlanda, con 39,6 anni. In particolare, secondo le rilevazioni Eurostat, questi risultano a gennaio 2025 i dati generali: in una popolazione europea di 450,6 milioni di persone, i bambini tra 0 e 14 anni occupano il 14,4% del totale, contro il 22% di persone anziane con età uguale o superiore ai 65 anni, tra l’altro in continuo aumento.
Ben diversa risulta la situazione in Italia. La quota di bambini, per esempio, risulta inferiore alla media europea, ovvero l’11,9%, seguita da Malta e Portogallo, ma molto lontano dalle percentuali di nazioni come Irlanda (18,5% di bambini), Svezia (16,8%) e Francia (16,6%). Nel contempo siamo il Paese con il maggior numero di anziani, pari al 24,7% del totale popolazione, seguiti da Portogallo (24,3%) e Bulgaria (24,0%), ma assai lontani da Lussemburgo (15,2%), Irlanda (15,7%) e Cipro (18,3%), che registrano le quote più basse.
Pesanti le conseguenze rispetto al rapporto di dipendenza dell’età avanzata. I dati Eurostat, infatti, affermano che in Ue è del 34,5%, vale a dire poco più di tre persone in età lavorativa rispetto agli over 65anni. Anche in questo caso, l’Italia mostra un rapporto sbilanciato al 39%, dove si arriva a poco più di due persone dai 15 ai 64 anni per ogni anziano. Sta male come noi anche la Slovacchia e Cipro, mentre un rapporto favorevole lo registrano Belgio, Olanda e Lussemburgo.








