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Export farmaceutico: nel 2025 crescita record +28,5%

26 Febbraio 2026
Attualità

L’industria farmaceutica continua a confermarsi il vero motore della crescita del Made in Italy. Nel 2025 l’export del comparto segna un progresso straordinario: +28,5% rispetto al 2024, contro il più modesto +3,2% dell’intero manifatturiero. A certificare l’andamento è l’ultima rilevazione Istat, commentata oggi da Farmindustria.

Numeri che parlano chiaro: dei 19 miliardi di euro di incremento delle esportazioni manifatturiere registrati nell’ultimo anno, ben 15 miliardi provengono dal settore farmaceutico. Un risultato che consolida la leadership della filiera farmaceutica, ormai stabilmente tra i comparti più dinamici e ad alta tecnologia del Paese.

Con un valore delle esportazioni pari a 69,2 miliardi di euro, la farmaceutica si posiziona come secondo settore manifatturiero esportatore italiano, superata soltanto dalla meccanica, e rafforza ulteriormente il proprio peso sul totale del Made in Italy esportato: oggi rappresenta l’11,3%, più del doppio rispetto al 5% del 2015. Il 2025, sottolinea Farmindustria, risente anche di un fenomeno di accumulo delle scorte, che potrà in parte influenzare l’andamento del 2026. Ma il trend di lungo periodo conferma una crescita strutturale della competitività internazionale delle imprese del farmaco. Senza il contributo dell’export farmaceutico -evidenzia l’associazione- la crescita del manifatturiero si sarebbe ridotta a un modesto +0,7%, segno del ruolo sempre più strategico della filiera per l’economia nazionale.

Il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani, commenta così i dati: “I numeri dimostrano la forza di un settore che investe in ricerca, innovazione e competenze altamente specializzate, generando valore per l’economia e per i territori. Il Governo punta a 700 miliardi di euro di export entro il 2027: un traguardo reso possibile anche grazie al contributo fondamentale dell’industria farmaceutica. Una performance che, anche alla luce della politica Mfn degli Stati Uniti, potrà essere consolidata solo con un contesto che valorizzi innovazione, ricerca clinica, percorsi value-based al posto del payback e che metta pienamente a sistema i dati sanitari. Il dialogo in corso con il Governo ci lascia ben sperare”.

La farmaceutica italiana, dunque, non solo traina l’export, ma si conferma settore chiave per sviluppo tecnologico, occupazione qualificata e attrazione di investimenti: un asset strategico da preservare e potenziare.