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Farmacia dei servizi: come contrastare l’antibioticoresistenza

14 Febbraio 2023
Ricerche e documenti

Nessuno mette in dubbio l’importanza degli antibiotici, ma il loro uso non appropriato e continuativo ha favorito la diffusione di micro-organismi resistenti. Ora è necessario intervenire e molto a tal fine può fare la farmacia. Alcune interessanti sperimentazioni fatte in Francia e Regno Unito aprono nuovi spazi alla farmacia dei servizi.

 Gli antimicrobici, sin dal momento della loro scoperta, hanno giocato un ruolo fondamentale nel trattamento di numerose malattie infettive, contribuendo significativamente a migliorare lo stato di salute, la qualità e la prospettiva di vita degli esseri umani e degli animali.

Negli ultimi decenni, l’uso non appropriato e continuativo degli antibiotici in medicina, sia umana sia veterinaria, ha favorito la diffusione di micro-organismi resistenti agli antibiotici. L’antibiotico-resistenza (o Amr, Anti-Microbial Resistance) è oggi uno dei più importanti problemi di salute pubblica, con gravi implicazioni sia dal punto di vista clinico che di costi sociali. Il rapporto “Global Research on Antimicrobial Resistance”, pubblicato da The Lancet nel 2019, ha riportato 1,2 milioni di decessi avvenuti nel mondo per infezioni resistenti, un numero superiore ai decessi per malaria (640mila) e Aids (860mila).

Tutti i più importanti organismi internazionali -tra cui l’Oms, l’Ue, l’Ecdc- hanno elaborato strategie e azioni coordinate per arginare il fenomeno dell’antibiotico-resistenza. In Italia, lo strumento per tradurre in pratica queste strategie è rappresentato dal Piano nazionale di contrasto all’antimicrobico-resistenza (Pncar), approvato per la prima volta nel 2017 con l’intesa tra Governo, Regioni e Province autonome, e prorogato nel 2021. Il nostro Paese partecipa, inoltre, al progetto europeo Esvac per il monitoraggio dei dati sull’utilizzo degli antimicrobici ad uso animale. Nonostante una tendenza nazionale in diminuzione, anche grazie ai piani di azione delineati all’interno del Pncar, l’Italia è, con Grecia e Romania, uno dei Paesi in cui si registrano più frequentemente infezioni resistenti agli antibiotici.

Per limitare efficacemente l’utilizzo inappropriato di antimicrobici è, quindi, fondamentale coinvolgere in azioni coordinate tutti gli attori della filiera produttiva: autorità sanitarie a livello nazionale, regionale e locale, veterinari, allevatori, associazioni di categoria e farmacisti, coerentemente con l’approccio One Health, promosso dall’Organizzazione mondiale della Sanità.

Ruolo della farmacia in Italia e in Europa

Il ruolo delle farmacie nel contrastare l’antibiotico-resistenza risulta strategico, così in Italia come in tutt’Europa. Le farmacie in Italia rappresentano il primo presidio sanitario di prossimità sul territorio e, proprio in virtù del rapporto quotidiano con i cittadini, possono fare molto per aumentare la loro consapevolezza sul fenomeno, fornendo informazioni rigorose dal punto di vista scientifico, ma al tempo stesso chiare e comprensibili, sulla prevenzione delle malattie infettive e sul corretto uso degli antibiotici.

Il Piano nazionale di contrasto all’antimicrobico-resistenza 2022-2025, infatti, sottolinea che i farmacisti hanno il compito “di guidare cittadini e pazienti nell’applicare le indicazioni sul corretto uso degli antibiotici e sulla prevenzione delle infezioni”, nonché di “fornire medicinali solo dietro prescrizione medico-veterinaria”.

Alcuni Paesi europei, per promuovere un uso consapevole degli antibiotici assicurandone la dispensazione solamente in caso di necessità, ma anche per ridurre la necessità di spostamenti verso le grandi strutture sanitarie, hanno avviato sperimentazioni che coinvolgono le farmacie territoriali nell’offerta di nuovi e appositi servizi al cittadino, come i test diagnostici Point-Of-Care (Poc).

• La sperimentazione in Francia – L’esempio più significativo è quello della Francia che, a gennaio 2020, ha introdotto un servizio di rilevazione delle infezioni da streptococco-A nei pazienti adulti affetti dal comune mal di gola, attraverso l’effettuazione di un test (Trod – Test rapido di orientamento diagnostico) direttamente in farmacia. Il test è rimborsabile dal Servizio sanitario nazionale e permette di verificare tempestivamente l’eventuale necessità del trattamento antibiotico.

Il paziente, giunto in farmacia, effettua un consulto con il farmacista, che gli sottopone un questionario articolato in cinque domande per valutare la gravità dei sintomi e l’opportunità di effettuare o meno il test rapido. In caso di esito positivo del test, il paziente viene invitato a consultare il medico di base che potrà prescrivere, eventualmente, la terapia antibiotica. In caso contrario, il farmacista potrà consigliare al paziente un trattamento sintomatico.

Grazie all’esperienza maturata nel corso dell’emergenza pandemica con l’effettuazione dei tamponi antigenici rapidi, i farmacisti francesi non hanno dovuto seguire alcun corso di formazione per l’effettuazione dei Trod. Sospeso a causa della pandemia, questo servizio è tornato nuovamente disponibile ai cittadini francesi dal 1° luglio 2021.

Il paziente può accedere al servizio in farmacia spontaneamente o con una prescrizione condizionata di antibiotici redatta dal medico di base. Con la prescrizione condizionata il farmacista può dispensare immediatamente, dopo aver effettuato in farmacia un test dall’esito positivo, un antibiotico da una lista prestabilita. L’obiettivo di questa misura è limitare la dispensazione di antibiotici solamente ai casi di reale necessità garantendo, al contempo, la tempestiva della cura.

Un altro strumento utile al contrasto dell’antimicrobico-resistenza, introdotto dal governo francese con un decreto del 31 gennaio 2022, è la cosiddetta erogazione unitaria, che consente al farmacista di dispensare antibiotici “per unità”, ossia in un dosaggio personalizzato.

In Francia, le sperimentazioni sui servizi di test diagnostici in farmacia sono iniziate diversi anni fa. Già nel 2018 sono stati pubblicati i risultati di un primo progetto pilota, al quale hanno partecipato 98 farmacie e 559 pazienti. In questa prima sperimentazione, i farmacisti hanno consegnato ai pazienti un questionario con domande sul servizio offerto in farmacia, da riportare opportunamente compilato a distanza di una settimana. I dati raccolti attraverso il questionario hanno evidenziato che:

  • 367 pazienti, il 65% del campione, sono stati sottoposti a test rapidi, e 28 sono risultati positivi.
  • 140 pazienti (38,5%) hanno restituito il modulo di follow-up.
  • Dei 28 pazienti risultati positivi, 10 pazienti hanno restituito il modulo riferendo di aver consultato il medico e di aver ricevuto la prescrizione di un antibiotico.
  • Il 97% dei pazienti con tampone negativo non ha consultato il medico ed è guarito grazie al semplice trattamento dei sintomi, senza bisogno della terapia antibiotica.
  • Tutti i partecipanti hanno definito “utile” il servizio ricevuto in farmacia.
  • Il 98% dei farmacisti partecipanti si è dichiarato favorevole a rendere i Trod un servizio strutturale all’interno della propria farmacia.

• La sperimentazione nel Regno Unito – Altri esempi di sperimentazioni sui test point-of-care in farmacia, finalizzati al contrasto dell’antimicrobico-resistenza, provengono dal Regno Unito. Il Nhs ha avviato le prime sperimentazioni, nel più ampio contesto del programma Sttt (Sore Throat Test and Treat – Test e trattamento del mal di gola) già nel 2014. Il progetto pilota è stato condotto in 35 farmacie, in cui i farmacisti hanno sottoposto i pazienti a test antigenici rapidi per la rilevazione di eventuali infezioni da streptococco-A.

Hanno partecipato all’iniziativa 367 pazienti, di cui 149 sono stati valutati idonei all’effettuazione del tampone rapido. Di questi pazienti, 36 sono risultati positivi al tampone e sono stati sottoposti a un trattamento a base di antibiotici. Il 50% dei pazienti privi di sintomi da infezione batterica ha dichiarato che, senza la possibilità di usufruire di questo servizio in farmacia, avrebbe consultato il proprio medico di base presso un ambulatorio.

Un altro progetto pilota è stato avviato in Galles a novembre 2018 ed è proseguito per circa sei mesi. In questo caso, ai pazienti affetti dal comune mal di gola è stato somministrato un questionario indicizzato per valutarne la soddisfazione dopo il consulto con il farmacista in farmacia. Dall’analisi dei 510 questionari compilati emerge che il 98% dei pazienti si è dichiarato soddisfatto, in particolar modo per ciò che il farmacista ha saputo consigliare per il trattamento dei sintomi, e ha espresso la volontà di tornare in farmacia per casi analoghi.

Tra novembre 2018 e febbraio 2020, il Nhs britannico ha raccolto i dati inseriti in forma anonima dalle farmacie aderenti ai programmi locali di Sttt. I risultati così elaborati sono stati pubblicati lo scorso anno. Su 11.304 consulti in farmacia, sono stati effettuati 8.666 test antigenici rapidi, di cui 2.503 positivi, circa il 28%. Gli antibiotici sono stati dispensati, in totale, a 2.406 pazienti, poco più del 21%.

L’importante ruolo della vaccinazione

Anche la vaccinazione rappresenta uno strumento utile, sicuro ed efficace nel contrasto all’antibiotico-resistenza. Mantenere alti tassi di vaccinazione della popolazione è importante, in quanto molti vaccini prevengono in modo diretto la malattia infettiva, riducendo la diffusione del patogeno, la necessità di utilizzare antibiotici e, di conseguenza, l’insorgere di resistenze. I vaccini contribuiscono a limitare l’utilizzo di antibiotici anche in modo indiretto, in quanto migliorano la resistenza del sistema immunitario e la capacità dell’organismo di combattere le infezioni. Inoltre, diminuendo, grazie alla vaccinazione, la possibilità di trasmettere la malattia alla popolazione non vaccinata, si riduce la possibilità di trasmissione del patogeno.

L’importante ruolo ricoperto dalla vaccinazione nel contrasto all’antibiotico-resistenza è riconosciuto da tutte le più importanti organizzazioni internazionali, incluse la Commissione europea e l’Oms. Anche per questo, un numero sempre maggiore di Paesi sta aumentando l’offerta di vaccinazioni in farmacia. In Francia, per esempio, dalla fine dello scorso anno i farmacisti sono autorizzati a somministrare, ai cittadini di età superiore ai 2 anni e su prescrizione medica, quattordici vaccini e i loro relativi richiami, tra i quali l’anti-pneumococco, l’anti-meningococco A, B, C, Y e W, l’anti-HPV e l’anti-epatite A e B. Per effettuare queste vaccinazioni, i farmacisti seguono specifici corsi di formazione e le farmacie registrano la propria attività vaccinale presso le Agenzie sanitarie regionali. I cittadini di età superiore ai 16 anni possono vaccinarsi semplicemente recandosi in farmacia ed esibendo la prescrizione del medico.

a cura di Patrizia Prezioso e Silvia Martello