Farmacia dei servizi: Tar Lazio smonta le accuse dei laboratori privati
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ha respinto il ricorso presentato da una ventina di laboratori privati contro la sperimentazione della “Farmacia dei Servizi” in telemedicina, respingendo così le accuse di concorrenza sleale e dando via libera alle farmacie.
La sentenza chiarisce che le farmacie possono eseguire esami di base come Ecg e Holter, ma la diagnosi resta esclusivamente in capo ai medici del Servizio sanitario nazionale (Ssn). Nessuna concorrenza sleale, quindi, e neppure alcun rischio per la spesa pubblica
Il cuore della decisione – Secondo i giudici, la farmacia non è un ambulatorio, ma un presidio di prossimità del Ssn con una posizione giuridica peculiare. Non serve poi l’accreditamento richiesto alle strutture sanitarie, perché la farmacia è già parte integrante del Sistema, tramite la convenzione nazionale. «Le prestazioni rese nell’ambito della farmacia dei servizi non sono assimilabili a quelle dei professionisti sanitari», si legge nella sentenza.
Costi e oneri: equilibrio garantito – I laboratori denunciavano un vantaggio economico indebito. Il Tar ribatte: se le farmacie non sostengono i costi dell’accreditamento, sopportano però obblighi gravosi -orari minimi, turni notturni e festivi, continuità territoriale, ispezioni- che rappresentano oneri significativi. È il prezzo della capillarità sul territorio.
Sicurezza clinica: ruoli ben distinti – Nessun rischio di “diagnosi fai-da-te” da parte della “Farmacia dei servizi”: il farmacista, dopo formazione specifica, si limita a supportare l’utente nell’uso dei dispositivi e a consegnare il risultato. Refertazione e diagnosi sono affidate a medici specialisti accreditati, tramite telemedicina. La farmacia non diagnostica, ma si limita a facilitare, mentre è il medico a decidere e a refertare.
Spesa sotto controllo – Anche il timore di un buco nei conti regionali è infondato, perché le risorse impiegate provengono da fondi statali vincolati e il rimborso alle farmacie avverrà solamente per le prestazioni previste dal cronoprogramma, senza possibilità di sforamento.
Un modello per il futuro – La sentenza non rappresenta soltanto un via libera per la farmacia: traccia i confini di un sistema che punta a innovare senza tradire i principi di equità e sostenibilità. Farmacie come primo presidio, medici come garanti clinici, spesa pubblica sotto controllo: ecco un passo concreto verso un’assistenza sanitaria più vicina ai cittadini.








