Farmacie rurali al fianco dei sindaci: convegno a Milano
Il ruolo delle farmacie rurali al fianco dei sindaci è il tema del convegno di oggi, 19 febbraio, a Milano.
Convegno oggi a Milano sul ruolo delle farmacie rurali al fianco dei sindaci: lavorare in sinergia e coordinare le rispettive attività per un migliore servizio sociosanitario al cittadino.
Nessun dubbio sul fatto che le farmacie, nei piccoli Comuni, svolgano un ruolo sanitario, come capillari presidi a disposizione di una popolazione che spesso fa fatica a ottenere i servizi di cui necessita. Servizi che potrebbero essere ulteriormente ampliati, se le amministrazioni locali e la rete delle farmacie si impegnassero a lavorare con maggiore sinergia tra di loro, per garantire alle comunità locali, anche alle più piccole, il sostegno di cui abbisognano. È proprio così che si può dare sostanza a quell’aggettivo “sociosanitario” che viene spesso citato, quando si parla di servizi alla popolazione.
Questo è dunque l’obiettivo che si è posto il convegno su “Il ruolo delle farmacie al fianco dei sindaci”, che si tiene oggi a Milano, mercoledì 19 febbraio presso la Casa dei Comuni (via Rovello, 2): verificare come sindaci e farmacisti rurali possano impegnarsi per lavorare in sinergia, in modo da coordinare le loro attività.
In molti piccoli Comuni mancano alcuni servizi utili, ma la farmacia c’è sempre
La farmacia, infatti, può diventare un collettore tra i servizi sociali offerti dalle amministrazioni locali e quelli suoi specifici nel campo dell’assistenza sanitaria, diventando così un supporto importante, uno sportello sempre aperto sulla strada, che il Comune può utilizzare al meglio, secondo le varie necessità. Pensiamo ai servizi di Cup, all’offerta di screening, alle campagne di prevenzione, fino a essere punto di riferimento per informazioni pubbliche alla cittadinanza.
Anche la Lombardia, infatti, conta ben 1.527 Comuni e quelli con più di 5.000 abitanti sono soltanto il 30,5%, mentre il 69,5% sono piccoli Comuni, dove magari non ci sono le Poste, non c’è la stazione dei Carabinieri, ma c’è la farmacia. Addirittura, poi, il 21,2% ha meno di 1.000 abitanti e il 31,2% da 1.000 a 3.000: paesi dove non è scontato trovare tanti servizi utili, ma dove è facile reperire una farmacia aperta.
Per un coordinamento delle attività sociosanitarie
Dopo i saluti istituzionali fatti dal presidente dell’Anci Lombardia, Mauro Guerra, del presidente di Anci Lombardia Salute, Massimo Giupponi, e della presidente di Federfarma Lombardia, Annarosa Racca, si è tenuta una tavola rotonda, moderata dal nostro direttore, Lorenzo Verlato. Nel corso della discussione la presidente del Comitato farmacie rurali della Lombardia, Clara Mottinelli, si è confrontata con i direttori generali di importanti Ats e Asst lombarde, i rappresentanti di Anci e Fiaso, alcuni sindaci e rappresentanti delle comunità locali. Un’occasione preziosa per evidenziare sia le necessità della popolazione dei centri rurali, spesso formata da anziani e malati cronici, e i servizi che può offrire loro la farmacia, sia sul piano sanitario, sia su quello sociale.
Si sono così poste le basi per un miglior coordinamento delle attività sociosanitarie, in modo da offrire ai cittadini delle aree interne della Lombardia servizi sempre più efficienti e maggiore sostegno agli anziani e ai malati cronici.
I numeri delle farmacie in Lombardia
• 2.992 le farmacie aperte in Lombardia, delle quali 2.048 urbane e 944 rurali
• 200 nuove farmacie aperte a seguito del concorso straordinario (negli ultimi due anni)
• 14.000 addetti in Lombardia
• Oltre 200.000 ore settimanali di apertura (anche queste in aumento con l’aumento delle farmacie e l’ampliamento degli orari), delle quali 39.500 ore di turno di guardia farmaceutica (festivo e notturno)
• Apertura media: 59 ore la settimana
• 244 farmacie aperte ogni notte
• 800mila persone entrano ogni giorno nelle farmacie della Lombardia








