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Farmacista: professionista multidisciplinare della salute

29 Settembre 2023
Ricerche e documenti

La professione del farmacista sta subendo una trasformazione che comporta l’assunzione di un ruolo più clinico nella cura dei pazienti. Tradizionalmente, infatti, i farmacisti si sono concentrati principalmente sulla dispensazione di farmaci e sulla fornitura di informazioni relative ai farmaci. Negli ultimi anni, però, i farmacisti sono impegnati in attività che vanno oltre la dispensazione. Queste includono la gestione della terapia farmacologica, le vaccinazioni, gli screening sanitari e la gestione collaborativa della terapia farmacologica con altri professionisti della salute. 

Pratica etica e regolamento professionale sono fondamentali in una farmacia in via di trasformazione, sempre più impegnata anche in ruoli di carattere clinico, oltre alla dispensazione del farmaco. Proprio per individuare le nuove responsabilità del farmacista, la Fip ha predisposto un sondaggio tra le sue 133 organizzazioni nazionali e pubblicato uno studio che individua le carenze e suggerisce gli obiettivi da raggiungere

fip

Riconoscendo il valore di un approccio di squadra all’assistenza sanitaria, i farmacisti collaborano sempre più spesso con altri professionisti sanitari, come medici, infermieri e nutrizionisti. Lavorando insieme all’équipe sanitaria, i farmacisti contribuiscono così a ottimizzare l’assistenza ai pazienti e a garantire che le questioni relative ai farmaci siano trattate in modo efficace, affrontando le preoccupazioni dei pazienti e sviluppando piani di cura personalizzati.

Principali beneficiari di questa trasformazione dei farmacisti verso un ruolo più clinico sono proprio gli stessi pazienti, che possono contare su una maggior sicurezza dei farmaci, sull’ottimizzazione dei risultati della terapia e su un complessivo miglioramento dell’erogazione dell’assistenza sanitaria.

Proprio come gli altri professionisti della sanità, anche i farmacisti aderiscono a codici etici professionali e il principio cardine che guida la loro attività è quello di agire nel miglior interesse del paziente. Ma le considerazioni di carattere morale nell’assistenza sanitaria sono diventate sempre più complicate in questi ultimi anni, soprattutto a causa dell’aumento dei costi e dei progressi tecnici nella pratica farmaceutica.

Ne consegue che i farmacisti devono essere pienamente formati per affrontare le questioni etiche derivanti dalle crescenti sfide dell’assistenza sanitaria digitale.

Nel 2014, la Federazione Farmaceutica Internazionale (Fip) ha pubblicato uno studio globale in cui si afferma che la pratica etica e professionale è una pietra miliare della competenza del farmacista. Questo documento delinea gli obblighi professionali in capo ai farmacisti, e li individua sulle fondamenta dei principi bioetici come il rispetto dell’autodeterminazione personale.

Etica e regolamento professionale

Il processo decisionale etico è il processo attraverso il quale si riconoscono le modalità da  adottare per superare un problema, o per fare una scelta difficile: innanzitutto si identificano le possibili linee di azione, tenendo conto dei principi etici, poi si discute su di esse, se ne sceglie una e, infine, ci si assume la responsabilità del risultato ottenuto. Pertanto, il processo di decisione etica richiede:

• Impegno: Il desiderio di fare la cosa giusta a prescindere dal costo

• Consapevolezza: La consapevolezza di agire in modo coerente e di applicare le convinzioni morali al comportamento quotidiano

• Competenza: La capacità di raccogliere e valutare le informazioni, di sviluppare alternative e di prevedere conseguenze e rischi potenziali

Secondo l’etica delle virtù, un buon farmacista basa la comunicazione con il paziente sul principio di prudenza e considera la riservatezza un obbligo morale ed etico. I principi etici che guidano il farmacista possono essere ricondotti all’interno di cinque categorie: la responsabilità verso il paziente, la comunità, la professione, le pratiche commerciali e gli altri professionisti sanitari.

• Le responsabilità etiche di un farmacista in relazione al paziente comprendono:

• Riconoscere la salute e il benessere del paziente come priorità assoluta, e utilizzare le conoscenze e fornire assistenza compassionevole in modo appropriato e professionale

• Rispettare l’autonomia e i diritti del paziente e assisterlo nel prendere decisioni informate sulla sua salute, nel rispetto della loro dignità, privacy, riservatezza, individualità e scelta.

• Le responsabilità etiche del farmacista nei confronti della comunità comprendono:

• Mantenere la reputazione e la fiducia che il pubblico ha riposto nella professione e astenersi dall’abusare di tale fiducia e rispetto

• Riconoscere il ruolo dei farmacisti nella comunità in generale, compreso il suo ruolo professionale e le sue responsabilità di controllare e fornire prodotti farmaceutici per ottenere risultati ottimali in termini di salute

• Le responsabilità etiche di un farmacista che riguardano la professione comprendono:

• Impegnarsi per lo sviluppo e il miglioramento della professione attraverso la formazione del personale, l’insegnamento, il ruolo di precettore o mentore per studenti, tirocinanti o colleghi, la partecipazione a iniziative per lo sviluppo della professione e la dimostrazione di una leadership positiva

• Aggiornarsi sulle conoscenze della pratica farmaceutica con l’apprendimento continuo e l’autosviluppo per incrementare la preparazione professionale

• Esercitare la professione solamente se la propria indipendenza professionale, il proprio giudizio e la propria integrità rimangono inalterati, e gestire in modo appropriato le situazioni di conflitto di interesse.

• Le responsabilità etiche di un farmacista che riguardano le pratiche commerciali comprendono:

• Condurre le pratiche commerciali della farmacia in modo etico e professionale, tenendo presente il miglior interesse delle persone e i loro diritti nel rispetto dei colleghi e della reputazione della professione

• Le responsabilità etiche del farmacista nei confronti degli altri professionisti della sanità comprendono:

• Lavorare in cooperazione e collaborazione con altri professionisti sanitari per ottenere risultati ottimali per la salute dei pazienti

I dati dei pazienti

Tutti i sistemi di assistenza sanitaria hanno a che fare con i dati dei pazienti e devono assicurare allo stesso tempo la riservatezza e la migliore cura possibile. Di fronte a dilemmi di natura etica, i farmacisti sono chiamati a utilizzare il loro sguardo clinico ed etico nell’interesse del paziente.

È stata affermata, di conseguenza, la necessità di migliorare l’educazione etica e la preparazione dei farmacisti su come valutare le questioni etiche e come prendere le decisioni più appropriate. Un’adeguata protezione dei dati è essenziale per garantire non soltanto il diritto etico e legale alla privacy di ogni paziente, ma anche per aumentare il rapporto di fiducia che lega i pazienti al farmacista.

Gli operatori sanitari sono tenuti al segreto professionale e al rispetto della privacy, e devono trattare con la massima riservatezza tutte le informazioni che ricevono in via confidenziale da o per il paziente. Di norma, non possono trasmettere informazioni a terzi, senza il consenso informato dell’interessato. Questa riservatezza è fondamentale perché i pazienti si sentano al sicuro e liberi di parlare apertamente di disturbi e di sintomi, in modo da poter ricevere il miglior trattamento possibile.

Competenze in linea con il futuro

Diventa così imperativo per i farmacisti contribuire allo sviluppo di normative e politiche innovative che migliorino i servizi di assistenza ai pazienti: i farmacisti devono impegnarsi in una formazione continua per approfondire la loro comprensione dell’etica e sostenere gli standard di condotta.

La regolamentazione sui dati personali mira a salvaguardare i dati dei pazienti e a garantirne la privacy e la sicurezza. Nel contesto dell’assistenza sanitaria, esistono normative specifiche che regolano la protezione dei dati dei pazienti, come il Gdpr nell’Unione Europea (in Italia “Codice della Privacy”).

Questi regolamenti impongono determinati requisiti sul modo in cui i dati dei pazienti devono essere gestiti, archiviati e condivisi dai fornitori e dagli enti sanitari; obbligano i farmacisti a mantenere la riservatezza dei pazienti e a proteggere le loro informazioni sanitarie personali con la massima cura; indicano i farmacisti come i responsabili della conservazione sicura dei dati dei pazienti, sia in formato cartaceo che elettronico.

Le disposizioni in materia di dati personali impongono ai farmacisti di ottenere il consenso o l’autorizzazione del paziente prima di utilizzare o condividere le sue informazioni sanitarie personali con altri operatori sanitari. I farmacisti devono assicurarsi che i pazienti siano pienamente informati sullo scopo e sulla portata dell’utilizzo dei dati e ottenere il loro consenso in conformità alla legge.

Lo studio della Fip: gli obiettivi

La Federazione Farmaceutica Internazionale (Fip) è l’organismo mondiale che rappresenta la farmacia, le scienze farmaceutiche e l’educazione farmaceutica. Attraverso le sue 152 organizzazioni nazionali, membri istituzionali accademici e membri individuali, la Fip rappresenta oltre quattro milioni di farmacisti in tutto il mondo.

L’ente ha deciso di promuovere, a livello internazionale, un sondaggio che offrisse una panoramica della conoscenza e dell’applicazione pratica, tra i farmacisti di tutto il mondo, dei principi etico-professionali del rispetto della privacy e della riservatezza dei pazienti. Inoltre, lo studio era volto a raccogliere dati sui codici deontologici e sulle normative che regolano le attività professionali dei farmacisti in merito a questi temi.

L’indagine ha coinvolto 133 organizzazioni appartenenti alla Fip (quindi, anche nelle aree meno sviluppate del pianeta, ndr) e le risposte sono state raccolte dal 23 giugno al 26 luglio 2022.

Le conclusioni dell’indagine

I risultati evidenziano una “preoccupante mancanza di consapevolezza riguardo al segreto professionale e alla privacy dei pazienti”, afferma la Fip. Di fronte alla domanda su quale fossero le finalità della protezione dei dati dei pazienti, circa la metà dei partecipanti ha risposto che il segreto professionale facilita esclusivamente una comunicazione efficace (52,6%), mentre la restante metà lo percepisce esclusivamente come un mezzo per salvaguardare il paziente e gli operatori sanitari (63,2%). Circa il 31,6% degli intervistati ritiene che il segreto professionale diminuisca la vulnerabilità del paziente, mentre il 15,8% ritiene che contribuisca esclusivamente a migliorare l’autonomia del paziente. In realtà, la risposta corretta da fornire era “Tutte le opzioni precedenti”, e solo il 31,6% ha scelto questa soluzione.

Inoltre, le alte percentuali (42%) che rivelano l’assenza, all’interno della farmacie, di spazi fisici adeguatamente predisposti per preservare la privacy dei pazienti sono “preoccupanti”, ammette la Fip. La bassa diffusione (48%) di codici etici aggiornati e al passo coi tempi, che prendano in considerazione le implicazioni morali che i nuovi strumenti sanitari tecnologici fanno emergere, porta la Federazione internazionale a giudicare “essenziale” che gli Ordini nazionali dei farmacisti si dotino di linee guida moderne e all’avanguardia.

Alla luce dei risultati dell’indagine, la Fip conclude affermando come sia “indispensabile migliorare la formazione sulla privacy dei pazienti e sul segreto professionale, sia durante i programmi di formazione che durante lo sviluppo professionale dei farmacisti”.

I professionisti della farmacia devono, infatti, essere consapevoli dei potenziali rischi associati ai dati dei pazienti. Quando utilizzano informazioni sensibili, i farmacisti devono considerare tutte le possibili implicazioni etiche e morali, come l’ottenimento del consenso informato, la garanzia dell’anonimato dei dati, e l’adesione a linee guida e codici di condotta etici. Così come, peraltro, viene attuato in Italia.

(a cura di Patrizia Prezioso e Silvia Martello)