Fip: il ruolo del farmacista nella gestione delle emergenze
Il documento della Fip, la Federazione internazionale dei farmacisti, “Rispondere ai disastri: linee guida per la farmacia” fornisce indicazioni su ciò che i farmacisti devono considerare nel valutare il potenziale impatto dei disastri sui servizi che forniscono. Il testo riporta, inoltre, informazioni per aiutare a gestire l’impatto dei disastri. Un altro strumento a supporto dei farmacisti nel fornire un’assistenza sanitaria efficace ai pazienti in situazioni di emergenza è il documento “European List of Emergency Medicines” (Elem) dell’Associazione europea dei farmacisti ospedalieri (Eahp).
“Rispondere ai disastri: linee guida per la farmacia” è il titolo del documento elaborato dalla Federazione internazionale dei farmacisti (Fip), per fornire ai colleghi di tutto il mondo indicazioni precise su come affrontare situazioni emergenziali. Il testo qui allegato, oltre a indicare ruolo, funzioni e attività del farmacista, indica anche i compiti dei vari stakeholder per prevenire e gestire disastri ed emergenze
L’Ufficio delle Nazioni Unite per la Riduzione del Rischio di Disastri (Undrr) definisce disastro “una grave perturbazione del funzionamento di una comunità o di una società, a qualsiasi scala, dovuta a eventi pericolosi che interagiscono con le condizioni di esposizione, vulnerabilità e capacità, causando una o più delle seguenti: impatti e perdite sul piano umano, materiale, economico e ambientale”.
Il termine emergenza è, invece, utilizzato per indicare eventi pericolosi che non comportano una grave interruzione del funzionamento di una comunità o di una società.
La classifica dei “disastri”
I disastri possono verificarsi a livello locale, regionale o globale e sono spesso classificati come:
• Disastri naturali: Qualsiasi fenomeno fisico catastrofico, di rapida o lenta insorgenza, che si verifica naturalmente e la cui natura può essere geofisica, idrologica, climatologica o biologica.
• Disastri causati dall’uomo: Eventi catastrofici causati principalmente da una o più azioni umane identificabili, dolose o colpose, che si verificano all’interno o in prossimità di insediamenti umani. Tra gli esempi vi sono gli incidenti industriali, nucleari e di trasporto, i conflitti, gli sfollamenti di popolazioni, gli attacchi terroristici, le interruzioni di corrente e la carenza di risorse.
• Focolai di malattie trasmissibili: Qualsiasi malattia (endemica o pandemica) che colpisca la popolazione umana direttamente o indirettamente.
Nonostante i progressi nello sviluppo di sistemi di allerta precoce, la relativa imprevedibilità dei disastri e delle emergenze rappresenta una sfida per i governi, le istituzioni e i singoli individui, che devono essere sempre preparati a rispondere adeguatamente a questi eventi. La complessità e l’unicità di ogni disastro richiedono un approccio personalizzato a ogni singolo fenomeno. Pertanto, è essenziale che la pianificazione e la preparazione siano condotte su base continuativa e che un’ampia rappresentanza di competenze, compresa quella dei farmacisti, sia coinvolta in tutte le fasi della gestione dei disastri e delle emergenze: riduzione (mitigazione del rischio), prontezza (preparazione), risposta e recupero.
Il ruolo del farmacista
Il ruolo del farmacista nella prevenzione di disastri ed emergenze
Il ruolo dei farmacisti nella prevenzione di disastri ed emergenze è cruciale. La farmacia è, infatti, il primo presidio sanitario in grado di fornire alla popolazione accesso ai farmaci essenziali e alle forniture mediche durante i disastri e le emergenze. Attraverso un’adeguata pianificazione e preparazione, i farmacisti hanno, pertanto, la possibilità di migliorare la capacità della popolazione di rispondere e riprendersi da fenomeni di tipo catastrofale.
Nell’ambito del processo di pianificazione e preparazione, infatti, i farmacisti collaborano con il governo, le autorità locali e le agenzie di gestione dei disastri e delle emergenze per sviluppare e mantenere i piani di risposta a questi eventi. Stabiliscono relazioni con altri operatori sanitari e organizzazioni della comunità per coordinare gli sforzi di pianificazione, preparazione e risposta. Partecipano a corsi di formazione ed esercitazioni interdisciplinari in caso di catastrofi, per prepararsi a potenziali scenari e contribuire a identificare le aree da migliorare. Sensibilizzano i cittadini sulla corretta prevenzione e la gestione dei disastri e delle emergenze, promuovendo l’allestimento di kit di emergenza e la conservazione sicura dei farmaci.
Quali attività pianificare
La pianificazione e la preparazione comprendono attività quali:
- Creazione di un piano di risposta ai disastri e alle emergenze
- Sviluppo dei protocolli di formazione e sicurezza sul posto di lavoro
- Sviluppo dei protocolli per la distribuzione dei farmaci e la gestione delle scorte
- Identificazione delle popolazioni a rischio e individuazione dei pazienti prioritari
- Contrasto alle carenze di medicinali (gestione della catena di approvvigionamento)
- Creazione di un sistema di tracciabilità dei farmaci per prevenire la formazione di scorte inappropriate
- Sviluppo di protocolli per gestire il panic buying e combattere la disinformazione
Il ruolo dei farmacisti nella risposta agli eventi catastrofali e alle emergenze
Il principale ruolo dei farmacisti in risposta a un disastro è quello di fornire assistenza continua ai loro pazienti e alla popolazione. La natura del loro ruolo è determinata dalle esigenze della popolazione, dalle direttive governative, dall’ambito di esercizio, dalla competenza e dall’esperienza del singolo farmacista e dalla sua posizione all’interno del sistema sanitario. Indipendentemente dal loro ruolo, i farmacisti devono comunicare e collaborare con altri professionisti della sanità, con le organizzazioni della comunità, con le autorità e i governi locali e con le agenzie di risposta alle emergenze.
In quanto professionisti della sanità, i farmacisti hanno un dovere etico che va oltre quello di un comune cittadino. Per questo, i farmacisti hanno la responsabilità di fornire aiuto alla popolazione in situazioni di disastro.
Prevenzione e gestione: le raccomandazioni della Fip
A fronte di disastri ed emergenze, i Governi e i responsabili politici dovrebbero:
- Garantire che i farmacisti con competenze specifiche collaborino con i ministeri e le strutture permanenti di protezione civile a livello locale e nazionale
- Disporre di piani di emergenza e di catastrofe a livello locale e nazionale, adattati ai rischi più probabili per garantire l’accesso e la fornitura di farmaci e cure di qualità alla popolazione in caso di carenza di forniture
- Sostenere rapporti di lavoro consolidati tra le varie Agenzie di protezione civile e il settore farmaceutico, definendo relazioni di interdipendenza e di comando per ogni tipo di catastrofe ed emergenza
- Disporre di politiche locali e nazionali e di piani di gestione del settore farmaceutico per quanto riguarda la fornitura e la distribuzione di farmaci e le donazioni di medicinali a seguito di disastri o in periodi di emergenza
Le organizzazioni Fip e le associazioni professionali di farmacisti devono:
- Promuovere il ruolo dei farmacisti nella gestione dei disastri e delle emergenze
- Promuovere iniziative di sviluppo delle capacità dei farmacisti nella gestione dei disastri e dei periodi di emergenza
- Sviluppare e sostenere strategie di gestione delle catastrofi e delle emergenze nell’ambito della struttura dell’organizzazione farmaceutica
- Promuovere il rispetto delle linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità per le donazioni di farmaci
- Mobilitare e sostenere i farmacisti per mantenere operativa l’attività della farmacia durante i disastri e i periodi di emergenze
Le istituzioni accademiche nel settore farmaceutico dovrebbero concentrarsi su:
- Preparazione alle emergenze: amministratori, educatori e ricercatori devono predisporre un piano personale e istituzionale di risposta ai disastri e alle emergenze.
- Formazione: le istituzioni dovrebbero includere la gestione delle catastrofi e delle emergenze nello sviluppo dei programmi di laurea e post-laurea.
- Ricerca: le istituzioni dovrebbero condurre ricerche specifiche relative al ruolo e all’attività della farmacia durante i disastri e nei periodi di emergenza. Gli studi dovrebbero approfondire il tema della garanzia di accesso a farmaci sicuri e di qualità in contesti umanitari durante i disastri e le emergenze.
- Responsabilità sociale: leader, educatori e ricercatori dovrebbero guidare o contribuire a strategie internazionali, nazionali, regionali relative a disastri ed emergenze.
I singoli farmacisti devono:
- Disporre di un piano locale di risposta ai disastri e alle emergenze adattato ai rischi più probabili nella propria area geografica. Questo può includere la costituzione di scorte necessarie, lo sviluppo di piani di evacuazione e la creazione di canali di comunicazione.
- Essere consapevoli dei piani di risposta ai disastri e alle emergenze del proprio luogo di lavoro e del proprio ruolo durante la situazione di crisi. Questi piani di risposta ai disastri e alle emergenze possono riguardare: la garanzia di scorte adeguate di farmaci e forniture mediche essenziali; piani di comunicazione di emergenza; procedure per affrontare gli scenari probabili, tra cui interruzioni di corrente e carenza di acqua.
- Mantenere i collegamenti con le proprie reti professionali locali e determinare il proprio ruolo in caso di disastro o emergenza.
- Preparare un kit di pronto soccorso adeguato al contesto e alle proprie competenze.
- Disporre di un piano di evacuazione e di “kit di ibernazione” (cibo, acqua, materiale sanitario e comunicazioni) per le aree soggette a gravi disastri o emergenze.
- Partecipare a corsi di formazione sulla preparazione ai disastri e alle emergenze e tenersi aggiornati nello sviluppo professionale continuo, per garantire di essere pronti a rispondere efficacemente a un disastro o un’emergenza.
- Collaborare con altri operatori sanitari, con le agenzie di gestione dei disastri e delle emergenze e con le organizzazioni della comunità per coordinare gli sforzi di risposta ai disastri e alle emergenze.
La Fip si impegna a:
- Sostenere le associazioni dei farmacisti promuovendo le competenze di cui i colleghi hanno bisogno per prepararsi a eventi di disastro o di emergenza
- Collaborare con i ministeri nazionali della Salute e con altre parti interessate per aumentare l’impatto e i risultati delle attività dei farmacisti in questi contesti
- Aumentare la visibilità del ruolo specifico dei farmacisti nelle situazioni di disastro e di emergenza e incoraggiare i colleghi di tutto il mondo a impegnarsi in attività umanitarie
- Condividere le best practice e le storie di successo in queste aree tra le organizzazioni membre della Fip, promuovendo la collaborazione
- Continuare a coinvolgere le parti interessate e a responsabilizzare i leader a livello regionale e nazionale per rafforzare l’impegno in ambito umanitario
- Promuovere il lavoro collaborativo interprofessionale in ambito umanitario
- Collaborare con l’Onu per lo sviluppo di sottogruppi farmaceutici nell’ambito del piano di risposta umanitaria delle Nazioni Unite








