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Testo unico sulla farmaceutica, la proposta del sottosegretario Gemmato

11 Maggio 2025
Attualità

Un testo unico sulla farmaceutica, attraverso una legge che deleghi il governo alla riforma della governance di questo settore: questa la proposta formulata da Marcello Gemmato, sottosegretario alla Salute, in occasione dell’incontro, tenutosi a Roma, “La nuova legislazione farmaceutica Ue e la governance italiana: impatti e prospettive”.

Il primo passo sarà quello di avviare un tavolo di confronto interministeriale con tutti gli attori del settore per la definizione del Testo unico sulla farmaceutica.

La riforma della legislazione farmaceutica, in discussione in Europa, è attesa e urgente per consentire all’Unione europea di restare al passo di Paesi come Stati Uniti e Cina in termini di accesso all’innovazione e antimicrobico resistenza. Riforma che si rende necessaria alla luce della continua stratificazione normativa del settore che aumenta la complessità del processo di distribuzione e accesso alle cure, con ripercussioni sulla salute e la qualità di vita dei cittadini. L’approccio della proposta di riforma farmaceutica Ue, ha spiegato Gemmato, «è quello di omogeneizzare la distribuzione di salute e farmaci in tutta Europa. Oggi il tema è quello di rendere la salute accessibile anche dal punto di vista farmacologico: poter accedere al farmaco significa migliore la cura ed un risparmio per le casse dello Stato. La proposta di riforma farmaceutica Ue mira ad assicurare un migliore accesso al farmaco da parte del cittadino, e avremo minore carenza di farmaci».

Per quanto riguarda la spesa farmaceutica italiana, per la quale anche nel 2024 sui è registrato uno sforamento, «è indubbio che l’attuale 15,30% degli stanziamenti destinato alla farmaceutica probabilmente è insufficiente. Quindi non c’è soltanto un tema di razionalizzazione di spesa nelle Regioni, ma vi è anche il fatto che, essendoci da un lato l’innovazione farmaceutica e dall’altro l’invecchiamento della popolazione, esiste un tema di dover apporre maggiori risorse facendo anche migliorare le performance del Ssn in tema di distribuzione e accesso al farmaco».

Oggi «si rendono indispensabili misure incisive sul fronte della semplificazione: tutta la filiera della salute ha bisogno di norme chiare, applicabili e coerenti con l’evoluzione dei bisogni della popolazione e del contesto di riferimento, in grado di agevolare il lavoro dei professionisti, nell’interesse dei pazienti, e di promuovere l’innovazione e la sostenibilità nel lungo periodo» ha dichiarato Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (Fofi), commentando le dichiarazioni del Sottosegretario Gemmato «La Federazione, in qualità di ente sussidiario dello Stato, si rende disponibile a portare il proprio contributo al processo di revisione della normativa in materia farmaceutica, con l’obiettivo di semplificare la vita dei cittadini e di rendere il servizio farmaceutico ancora più efficiente ed accessibile».

Grande soddisfazione per l’iniziativa anche da parte dell’Associazione Distributori Farmaceutici: «Al nostro Paese occorre oggi più che mai un quadro normativo moderno e semplificato, unitario e strutturale, capace di garantire innovazione e sostenibilità, sostenendo il lavoro dei tanti professionisti e operatori coinvolti per rispondere all’evoluzione dei bisogni sanitari dei cittadini”, ha dichiarato Walter Farris, presidente dell’Associazione Distributori Farmaceutici (ADF), aderente a Confcommercio-Imprese per l’Italia.

Stefano Collatina, presidente di Egualia, l’associazione delle aziende produttrici di farmaci equivalenti e biosimilari, intervenuto al convegno, ha commentato «per dare risposta alle difficoltà che travagliano il comparto italiano dei farmaci fuori brevetto (equivalenti e biosimilari per primi) e mettono a rischio la sostenibilità di moltissimi medicinali, anche essenziali, non va arrestata la riforma della legislazione europea del settore, soprattutto la nuova clausola Bolar e vanno adottati almeno tre interventi urgenti sul fronte interno. In particolare, bisogna eliminare il payback dell’1,83% sulla spesa farmaceutica convenzionata; introdurre un fattore di correzione sul payback per gli acquisti diretti che tenga conto del risparmio generato dal ruolo pro-concorrenziale dei farmaci equivalenti e biosimilari acquistati tramite gara e adottare il modello dell’accordo quadro multi-aggiudicatario per le gare d’acquisto dei farmaci fuori brevetto di sintesi chimica, con una definizione preventiva delle quote per ciascuno dei tre aggiudicatari».

Inoltre Collatina ha condiviso l’appello lanciato dall’associazione europea di settore, Medicines for Europe, le cui aziende forniscono il 70% dei farmaci soggetti a prescrizione medica in tutto il continente: «In questo momento di incertezza geopolitica senza precedenti, mentre i Ministeri della Salute dell’Ue si avvicinano alle fasi finali dei negoziati sul futuro della normativa farmaceutica europea, è indispensabile ribadire che il diritto alla salute da garantire ai cittadini europei non è facoltativo: è un diritto fondamentale. Per questo chiediamo che la salute sia al centro di tutte le decisioni politiche e chiediamo ai Governi di adottare misure coraggiose per rafforzare la sicurezza sanitaria in Europa».