Glp-1 e doppi agonisti: le indicazioni Aifa su diabete e obesità
L’impiego sempre più diffuso degli analoghi del Glp-1 e dei doppi agonisti Gip/Glp-1 sta ridefinendo l’approccio terapeutico al diabete di tipo 2 e all’obesità. Ma, parallelamente alla crescente rilevanza clinica di queste molecole, aumenta anche la necessità di un loro utilizzo appropriato e consapevole. È questo il messaggio al centro della nuova guida pubblicata dall’Aifa, pensata per offrire a operatori sanitari e cittadini un quadro aggiornato su indicazioni, sicurezza e corretto impiego.
Secondo l’Agenzia, farmaci come semaglutide, liraglutide, dulaglutide, exenatide e tirzepatide rappresentano un’evoluzione importante: imitano l’azione degli ormoni intestinali, stimolano la secrezione insulinica, rallentano lo svuotamento gastrico e riducono l’appetito. Il risultato è duplice: miglior controllo glicemico e significativa perdita di peso. Tuttavia, sottolinea Aifa, non si tratta di soluzioni “facili” per dimagrire, né di terapie prive di rischi
Indicazioni e rimborsabilità: attenzione alle differenze
Per i farmacisti è cruciale distinguere tra le diverse indicazioni. Nel diabete di tipo 2, i farmaci a base di Glp-1 E Gip/Glp-1 sono rimborsati dal Ssn (classe A/Pht) secondo Nota 100 e prescrivibili da Mmg e specialisti. Diverso il quadro nella gestione del peso: i medicinali autorizzati per obesità o sovrappeso con comorbilità (come semaglutide ad alte dosi o liraglutide) sono in classe C e quindi a carico del cittadino. Questa distinzione ha impatti rilevanti anche in farmacia, sia in termini di appropriatezza prescrittiva, sia di gestione delle richieste dei pazienti, spesso influenzate da informazioni non sempre corrette.
Consumi in forte crescita
I dati Aifa evidenziano un vero e proprio boom. Tra il 2020 e il 2024, la semaglutide è passata da circa 322 mila a oltre 4 milioni di confezioni rimborsate. In parallelo, gli acquisti privati sono cresciuti in modo marcato, con incrementi superiori al 70% nell’ultimo anno osservato. Anche la tirzepatide mostra numeri significativi già al primo anno di commercializzazione. Interessante, inoltre, l’aumento dei farmaci utilizzati per la gestione del peso (+142,8% nel 2024), segno di una maggiore aderenza alle indicazioni autorizzate, ma anche di una crescente domanda legata al dimagrimento.
Il nodo dell’uso improprio
Proprio su questo punto si concentra uno dei principali richiami dell’Aifa. L’uso di questi medicinali come scorciatoia per perdere peso, al di fuori di un percorso clinico strutturato, rappresenta un rischio concreto. Il trattamento farmacologico, infatti, deve sempre essere integrato con dieta e attività fisica e monitorato dal medico. Un aspetto spesso sottovalutato è il cosiddetto effetto rebound: l’interruzione della terapia senza un cambiamento stabile dello stile di vita può portare a un rapido recupero del peso perso. Per il farmacista, ciò si traduce nella necessità di rafforzare l’educazione sanitaria e gestire le aspettative dei pazienti.
Sicurezza e interazioni: il ruolo della vigilanza
Dal punto di vista della sicurezza, gli effetti indesiderati più frequenti sono di natura gastrointestinale (nausea, vomito, diarrea), soprattutto nelle fasi iniziali o di titolazione. Non mancano eventi meno comuni ma rilevanti, come pancreatite acuta e patologie della colecisti. Aifa richiama inoltre l’attenzione su possibili rischi oculari (Naion) associati in particolare al semaglutide, e sulle interazioni farmacologiche: l’uso concomitante con insulina o altri antidiabetici può aumentare il rischio di ipoglicemia. Inoltre questi farmaci non sono raccomandati in gravidanza. In questo contesto, il farmacista ha un ruolo chiave nella farmacovigilanza e nella verifica della corretta assunzione, soprattutto nei pazienti in politerapia.
Stop al “fai da te” e agli acquisti online
Altro tema centrale è quello degli acquisti illegali. Essendo medicinali soggetti a prescrizione, non possono essere venduti online. Aifa segnala la presenza in Europa di prodotti falsificati, come penne di Ozempic contraffatte circolate sui social, con potenziali rischi gravi per la salute. Oltre al danno diretto per il paziente, l’uso improprio può contribuire a carenze di farmaci per chi ne ha reale necessità, in particolare i diabetici.
Il messaggio per la farmacia
La guida Aifa rafforza un concetto chiave: queste terapie sono strumenti efficaci, ma devono essere inserite in un percorso clinico appropriato. Per i farmacisti significa non soltanto dispensare il farmaco, ma anche svolgere un’attività di counselling attivo, intercettando usi impropri, orientando il paziente e collaborando con i prescrittori. In un contesto di forte crescita della domanda e di grande attenzione mediatica, la farmacia territoriale resta un presidio fondamentale per garantire sicurezza, appropriatezza e corretta informazione.








