“Healthier Together”: la Ue contro le malattie non trasmissibili
La Commissione Europea ha messo a punto l’iniziativa “Healthier Together”, definita come un pilastro dell’Unione europea della salute che consentirà d’individuare gli strumenti per aumentare il benessere dei cittadini. Questa iniziativa ha l’obiettivo di supportare i Paesi dell’Unione nell’identificare e attuare politiche sanitarie incentrate soprattutto sulla riduzione dell’impatto sulla salute pubblica delle malattie non trasmissibili.
Healthier Together, il “pilastro della salute”
“Healthier Together” (Più sani Insieme), l’iniziativa messa a punto dalla Commissione europea, si svilupperà nel quinquennio 2022-2027 attraverso cinque ambiti specifici, considerati prioritari per il loro significativo impatto sui servizi sanitari nazionali:
- Condivisione dei dati sanitari utili alla promozione della salute, a completamento delle azioni previste dal Piano europeo contro il cancro
- Diabete
- Malattie cardiovascolari
- Malattie respiratorie croniche
- Salute mentale e disordini neurologici
Il primo passo di questa iniziativa è rappresentato dalla creazione del documento programmatico, nel primo semestre di quest’anno, condiviso tra le autorità sanitarie degli Stati membri e gli stakeholder. Questo documento è fondamentale per creare una base su cui attuare, nei prossimi anni, politiche sanitarie ad hoc. Possiamo, quindi, interpretarlo come un insieme di linee guida, a integrazione dei programmi e delle proposte in atto presso il Consiglio europeo dei singoli Paesi, per coordinare la fase attuativa tra gli Stati membri e per creare finestre di opportunità che consentano di implementare politiche sanitarie ad alto impatto.
Il programma si compone di due parti. La prima descrive il processo di condivisione e creazione dell’iniziativa: autorità sanitarie e stakeholder hanno tenuto riunioni e sessioni di condivisione a cadenze regolari, coinvolgendo anche istituzioni come la Banca Europea per gli Investimenti (Bei), l’Oms, l’Osservatorio europeo sui sistemi e le politiche sanitarie, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse).
La seconda parte descrive l’iniziativa nel dettaglio, con una panoramica sulle politiche sanitarie, gli obiettivi e le buone pratiche e le azioni suggerite nelle varie aree di interesse. Questa parte include anche un approfondimento sugli strumenti finanziari e legali dell’Ue, per offrire agli stakeholder una visione di insieme sugli strumenti a loro disposizione, con l’obiettivo di ridurre l’impatto e il costo sociale delle malattie non trasmissibili.
Riepilogo generale
Il programma Healthier Together è definito come un pilastro dell’Unione europea della salute, in particolar modo per il suo ruolo complementare al Piano europeo contro il cancro. L’obiettivo è aiutare i Paesi dell’Ue a raggiungere l’obiettivo di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (numero 3), attraverso la riduzione di un terzo della mortalità prematura da malattie non trasmissibili entro il 2030, e il miglioramento della salute mentale e del benessere della popolazione europea, con l’ausilio di un approccio olistico e coordinato fra tutti gli stakeholder della sanità e i professionisti sanitari sul territorio. Le politiche sanitarie all’interno del programma sono volte a supportare:
• Una maggiore conoscenza e consapevolezza sulle patologie rappresentate nei cinque ambiti di interesse.
• La condivisione di buone pratiche attraverso gli Stati membri.
• La promozione della salute e del benessere generale della popolazione, anche attraverso campagne di screening e diagnosi precoce.
• Il miglioramento della qualità della vita delle persone affette da malattie non trasmissibili e dei loro caregiver.
Con un approccio innovativo, il programma Healthier Together è stato messo a punto tramite la collaborazione tra i rappresentanti dalle autorità sanitarie degli Stati membri e degli stakeholder, e l’ausilio di un segretariato scientifico. Il 15 dicembre 2021 l’iniziativa è stata presentata ufficialmente in occasione di un evento con il Gruppo direttivo sulla promozione della salute, prevenzione delle malattie e gestione delle patologie non trasmissibili (Sgpp). L’evento ha visto la partecipazione dei rappresentanti di 21 Paesi dell’Ue e la Norvegia, oltre a numerose Agenzie europee, come Bei e Ocse. Il Sgpp è stato un forte sostenitore dell’iniziativa e ha istituito un gruppo ad hoc per supportarne le attività.
Il coinvolgimento degli stakeholder
Per realizzare il programma, la Commissione Europea e le autorità sanitarie degli Stati membri hanno coinvolto la società civile, gli stakeholder, organizzazioni come Ocse e Oms e le associazioni dei professionisti sanitari, perché mettessero a disposizione le loro conoscenze ed esperienze sul campo, a livello locale e nazionale. Le associazioni interessate a partecipare sono state invitate a registrarsi su una piattaforma digitale, allestita appositamente per coordinare e canalizzare la comunicazione tra di loro. In questo modo, è stato possibile stabilire una linea di azione e obiettivi comuni.
Il 15 dicembre 2021 si è tenuto un primo webinar, con la partecipazione di circa 120 rappresentanti dei diversi stakeholder, presieduto dall’agenzia “Dg Santé” (Direzione generale per la sicurezza e la salute alimentare). Questa iniziativa è stata fondamentale per condividere buone pratiche e stabilire un cronoprogramma condiviso.
Co-creation e processo di innovazione
Il programma Healthier Together è stato istituito attraverso un processo di co-creation o innovazione collaborativa. Si tratta di un processo creativo basato sulla costante condivisione di idee tra gli stakeholder, con l’obiettivo di migliorare e accrescere il valore sociale del processo d’innovazione.
Riassumiamo di seguito le fasi di sviluppo dell’iniziativa europea sulle malattie non trasmissibili, sottolineando come le fasi 3 e 4 saranno integrate con il programma Eu4Health già dalla fine del 2022.
- Valutazione di policy, buone pratiche basate sull’evidenza scientifica e mappatura degli strumenti di sostegno finanziario e giuridico – Per elaborare policy sanitarie e azioni efficaci, che godano del supporto dell’Ue, è stato redatto un documento che riassume esempi virtuosi di best practice, provvedimenti in materia di salute, progetti di ricerca e di gestione o prevenzione delle malattie non trasmissibili, frutto delle precedenti iniziative congiunte promosse dall’Ue, nonché commenti e suggerimenti da parte delle autorità sanitarie e degli stakeholder.
- Identificazione delle priorità – Questa iniziativa è su base volontaria e flessibile, perché i diversi Paesi dell’Ue possono avere necessità e priorità di salute pubblica diverse o avere tassi di incidenza differenti su specifiche malattie non trasmissibile. Dunque, la loro strategia di prevenzione, contrasto e organizzazione del sistema sanitario può variare, anche in modo significativo. Ai professionisti della salute e alle autorità dei Paesi aderenti è stato chiesto di indicare gli ambiti di azione prioritari, di fornire suggerimenti e condividere esperienze e iniziative già attuate riguardo alle patologie non trasmissibili. In totale, hanno contribuito 20 Paesi dell’Unione e circa 60 organizzazioni degli stakeholder. Tutti questi input sono stati accuratamente revisionati e presi in considerazione.
- Riunire i Paesi per un miglior lavoro di squadra – I diversi Paesi saranno raggruppati in base alle loro priorità di salute pubblica, allo scopo di implementare gruppi di lavoro transnazionali con esperienze, necessità e background sanitari simili. In questo modo, si rafforzerà la comunicazione e la cooperazione tra i Paesi appartenenti allo stesso gruppo, dando origine a una proficua condivisione delle esperienze reciproche per raggiungere obiettivi e sviluppare progetti congiunti.
- Attuazione del progetto grazie al supporto dell’Unione Europea – L’ultima fase del programma riguarda l’applicazione sul campo di azioni mirate, selezionate anche a seconda della possibilità di beneficiare dei finanziamenti europei per ottenere un’implementazione più rapida e ad ampio raggio. Per facilitare questo processo e sostenere la volontà delle autorità sanitarie ad avvalersi di sinergie e complementarità dei fondi europei, è stato istituito un documento riassuntivo degli strumenti di supporto legale e finanziario, valido per il quinquennio 2022-2027. Le agenzie esecutive della Commissione europea partecipano attivamente alle discussioni in seno all’Iniziativa europea sulle malattie non trasmissibili, per essere informati sulle necessità e sulle priorità dei Paesi e degli stakeholder nella loro programmazione e offrire loro un supporto concreto.
È importante sottolineare come il processo di co-creation dell’iniziativa abbia promosso un uso ottimale degli strumenti di supporto legale e finanziario. In particolare, l’Iniziativa si avvale dei finanziamenti previsti dall’Eu4Health Work Programme 2022 e di due azioni congiunte: una sui determinanti della salute (fumo, alcol, abitudini alimentari scorrette), in coordinazione con il Piano europeo contro il cancro, e l’altra mirata al contrasto, nello specifico, del diabete e delle malattie cardiovascolari.
In un secondo momento, l’Iniziativa continuerà ad aiutare a identificare, creare e utilizzare finestre di opportunità per azioni ad alto impatto in tutti i cinque ambiti (promozione della salute, diabete, malattie cardiovascolari, malattie respiratorie croniche e salute mentale), realizzabili attraverso il sostegno dell’Ue, del programma Eu4Health e dei finanziamenti europei.
Perché questa iniziativa sulle malattie non trasmissibili?
Le malattie non trasmissibili hanno un enorme costo sociale, e per questo c’è un consenso globale sulla necessità di affrontarle con maggiore impegno per ridurre questo onere che grava sui sistemi sanitari nazionali. Attraverso questa Iniziativa, la Commissione europea vuole aiutare i Paesi dell’Ue a implementare strategie e interventi più efficaci per combattere le malattie non trasmissibili, con un focus in particolare sulla promozione della salute e la prevenzione.
Attualmente, circa due terzi di tutti i decessi nell’Europa continentale sono il risultato di diabete, malattie cardiovascolari, respiratorie croniche e mentali. Inoltre, vi sono significative disuguaglianze tra i gruppi socioeconomici europei, che si traducono in alcuni Paesi in tassi di mortalità molto più elevati della media di alcune patologie, in particolare quelle cardiovascolari. Oltre a influire sulla stima di vita, le malattie non trasmissibili hanno anche un notevole peso sull’economia di molte famiglie, e rappresentano il maggior indice di spesa nei bilanci sanitari di tutto il mondo. Soltanto nell’Unione europea, queste patologie incidono per 115 miliardi di euro annui, pari allo 0,8% del Pil. A livello dei singoli Stati, inoltre, è necessario potenziare gli investimenti sulla prevenzione: nel 2018, solamente il 2,8% del bilancio sanitario europeo è stato utilizzato in attività di prevenzione e screening.
Per ridurre la mortalità e l’incidenza di queste malattie è necessario innanzitutto promuovere tra i cittadini uno stile di vita sano e una dieta equilibrata, comportamenti che possono ridurre anche in modo sostanziale i fattori di rischio. Bisogna anche prestare attenzione ai determinanti sociali, ossia le condizioni economiche e sociali che influenzano le differenze individuali e di gruppo nello stato di salute, che sono responsabili di grandi disuguaglianze sanitarie in termini di prevalenza e mortalità. La pandemia da Covid-19 ha, inoltre, contribuito a inasprire questa situazione già critica, aumentando i rischi dei pazienti affetti da patologie non trasmissibili di contrarre una forma severa del virus.
Le attività previste nei cinque ambiti del programma dimostrano le opportunità e il valore aggiunto di un approccio realmente collaborativo tra i Paesi e affrontano, inoltre, tematiche importanti quali la riduzione delle disuguaglianze sanitarie, l’implementazione di campagne di screening efficaci e di un approccio basato sui bisogni del paziente, in sinergia con il Piano europeo contro il cancro.








