I dati della campagna “Cuore di donna in farmacia”
Presentiamo i dati dell’iniziativa -attuata da Cittadinanzattiva in collaborazione con Federfarma e con il contributo non condizionante di Teva Italia- per promuovere la prevenzione cardiovascolare nell’ambito della medicina di genere. Questi i dati raccolti durante la campagna pilota in tre regioni, una del nord (Lombardia), una del centro (Marche) e una del sud (Sicilia), cui hanno aderito 111 farmacie.
Le malattie cardiovascolari sono responsabili, secondo il ministero della Salute italiano, del 34,8% di tutti i decessi in Italia (31,7% nei maschi e 37,7% nelle femmine), ma rappresentano nel mondo la prima causa di morte, con una stima di circa 17 milioni di decessi l’anno. oltre a essere la principale causa di disabilità in Europa (Global Burden of Disease Study).
La loro incidenza è inferiore nelle donne rispetto all’uomo soltanto durante l’età fertile, ma eguaglia l’uomo dopo la menopausa e lo supera dopo i 75 anni. In aggiunta, le donne -anche nelle età in cui è manifesta una minore probabilità di ammalarsi rispetto all’uomo- hanno una maggiore mortalità e complicanze più severe.
In Italia la mortalità per malattie cardiovascolari (cardiache e cerebrali) è maggiore per le donne rispetto agli uomini: la prima causa di morte della donna, infatti, è l’infarto del miocardio, come peraltro in tutti i Paesi industrializzati. Anche lo scompenso cardiaco -che ha nell’ipertensione arteriosa una causa fondamentale, seguita da obesità e diabete mellito- colpisce dopo i 65 anni più donne che uomini.
Nonostante questi dati, spesso le donne, purtroppo, non prestano la giusta attenzione alla prevenzione del rischio cardiovascolare e alla consapevolezza relativa al loro stato di salute.
Per tali ragioni, Cittadinanzattiva, in collaborazione con Federfarma e con il contributo non condizionante di Teva, ha realizzato la campagna “Cuore di donna in farmacia”, in occasione della Giornata mondiale del Cuore del 2023. L’iniziativa pilota di promozione della salute, nell’ambito della medicina di genere, è stata realizzata dal 16 ottobre al 10 novembre 2023, in un ambito geografico limitato a tre sole regioni, una la nord (Lombardia), una al centro (Marche) e una al sud (Sicilia), coinvolgendo le farmacie della rete di Federfarma abilitate ai servizi di telemedicina delle province di Brescia, Palermo, Ancona, Ascoli Piceno, Fermo, Macerata, Pesaro-Urbino.
Caratteristiche dell’indagine-pilota
L’iniziativa si è rivolta alle donne dai 40 anni in su, alle quali i farmacisti aderenti
alla campagna hanno fornito importanti informazioni sulla prevenzione cardiovascolare e sull’opportunità di effettuare uno screening. Nel dettaglio, così lo screening è stato effettuato, in modo del tutto gratuito:
- misurando peso, altezza, circonferenza vita
- rilevando la pressione arteriosa
- sottoponendosi a un elettrocardiogramma (Ecg) mediante il servizio di telemedicina
- rispondendo a un questionario in grado di restituire l’indice del rischio cardiovascolare
- prevedendo l’invio, in caso di anomalie o rischio elevato, verso il proprio medico di medicina generale e/o al pronto soccorso
Nelle tre Regioni coinvolte dalla campagna sono state in tutto 111 le farmacie che hanno aderito all’iniziativa: una farmacia ogni quattro, in pratica il 25% di quelle candidabili in quanto abilitate ai servizi di telemedicina.
Di queste, 91 (il 20%) sono state in grado di offrire contestualmente sia la valutazione del rischio cardiovascolare, sia l’elettrocardiogramma (Ecg).
I questionari raccolti in farmacia nell’arco di 3 settimane sono stati 1.701 e gli Ecg erogati sono stati in totale 1.940, ma si è deciso di elaborare, ai fini dell’indagine, unicamente i dati relativi alle 1.510 donne che hanno effettuato lo screening completo, cioè sia l’elettrocardiogramma (Ecg) ricevendone referto, sia la valutazione del grado di rischio cardiovascolare, tramite il questionario indicizzato. Qui di seguito presentiamo in sintesi i dati epidemiologici emersi.
I 22 parametri considerati
Per valutare il grado di rischio cardiovascolare delle donne sono stati considerati 22 parametri, utili per approfondire elementi riguardanti lo stile di vita e le condizioni di salute in generale. In particolare:
- il 71,1% delle intervistate ha dichiarato di essere in menopausa
- circa il 30% ha affermato di avere patologie pregresse: diagnosi di ipertensione (31,3%), trattamento farmacologico antiipertensivo (30,5%), storia familiare di malattia cardiovascolare precoce (28,7%)
- il 37,9% ha dichiarato di soffrire di ipercolesterolemia
- la maggioranza ha affermato di condurre stili di vita corretti, ma il 23,7% ha dichiarato di fare uso di sale senza limitazioni e il 20,6% di essere dipendente dal fumo
Interessante anche annotare quali siano le patologie che destano maggiore preoccupazione tra le donne intervistate: il 55,9% teme soprattutto il tumore al seno, il 28,1% una malattia cardiovascolare e il 16% l’osteoporosi.
Sintesi dei principali risultati
La rilevazione della pressione arteriosa effettuata in farmacia ha dimostrato che la pressione, in generale, è risultata alta nel 25,7% delle 1.510 donne analizzate, normale-alta nel 15,5% e normale nel 58,8%. Tra le donne però che hanno dichiarato di essere in terapia antipertensiva (30,5%) si sono riscontrati valori alti della pressione in ben il 38,6% dei casi, e valori medio-alti nel 18,7% dei casi. Di fatto, ne consegue che i valori della pressione si discostano dai parametri pressori normali in oltre la metà delle donne già in terapia.
I battiti cardiaci irregolari, invece, sono stati rilevati solamente in casi eccezionali (0,9%), e il rischio cardiovascolare risulta basso nel 31,5% dei casi e moderato-basso nel 32,9%. Ma, attenzione: per una donna su cinque il rischio cardiovascolare è risultato essere alto (17,3%) o molto alto (3,6%), o moderato-alto (4,8%).
Per quanto riguarda, invece, l’esito dei referti Ecg è emerso che il 52,5% delle 1.510 donne rientrate nell’indagine non ha riscontrato problematiche, ma nel 47,5% dei casi (718 donne) l’elettrocardiogramma ha rilevato una o più anomalie: tra le principali, le alterazioni della conduzione IV (52,2%), del ritmo (36,9%) della ripolarizzazione (22,4%) (vedasi tabella sotto).
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Donne con almeno una alterazione nell’Ecg |
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Conduzione IV |
52,2% |
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Ritmo |
36,9% |
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Ripolarizzazione |
22,4% |
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Extrasistolia |
8,1% |
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Conduzione AV |
4,3% |
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Onda T |
2,9% |
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Onda Q |
0,6% |
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Tratto ST |
0,6% |
Alterazioni del tutto inattese si sono riscontrate anche nel sottoinsieme di donne definito con “nessun rischio” (5,4% del campione), il che ha consentito di programmare ulteriori accertamenti. In caso di alterazioni, infatti, i consigli forniti dal farmacista sono stati: di effettuare un confronto con Ecg precedenti; di approfondire con ulteriori indagini diagnostiche (Holter cardiaco, Eco cardiogramma, etc.); di inviare per una valutazione dal medico curante; di richiedere una consulenza specialistica cardiologica; di andare al Pronto soccorso nei casi più preoccupanti.
La stratificazione del rischio, ottenuta poi mediante questionario indicizzato, ha mostrato:
• nel sottogruppo definito a “Rischio molto alto” (con patologie pregresse e/o fattori di rischio cardiovascolare), si è rilevata una maggiore prevalenza di anomalie elettrocardiografiche di vario grado (blocchi, alterazioni della ripolarizzazione, aritmie), rispetto alla popolazione complessiva in esame (5% rispetto al 3,6%). In quest’ottica l’elettrocardiogramma si conferma uno strumento prezioso per individuare determinate condizioni patologiche cliniche e precliniche e per favorirne il monitoraggio nel tempo (prevenzione secondaria)
• nel sottogruppo definito a “Nessun rischio”, si è registrata una prevalenza del 5% di anomalie elettrocardiografiche di vario grado del tutto inattese, il cui rilievo ha consentito di programmare ulteriori accertamenti. Il dato conferma l’importanza dello screening elettrocardiografico presso le farmacie nell’identificare pazienti con condizioni patologiche misconosciute, o con maggior probabilità di svilupparne (prevenzione primaria).
Le conclusioni e le iniziative proposte
In conclusione, l’indagine pilota ha evidenziato:
• il ruolo cruciale delle farmacie nella prevenzione, rendendole punti di accesso primari per screening nel quadro della medicina di genere
• l’importanza della prevenzione delle malattie cardiovascolari, specialmente tra le donne, e della consapevolezza dei fattori di rischio
• quanto sia strategico allargare tali iniziative di screening all’intera popolazione, grazie anche alla rete delle farmacie e al coinvolgimento delle associazioni civiche e di pazienti, per intercettare coloro che sembrano non essere a rischio quando invece lo sono
La coerenza dei dati emersi dalla campagna “Cuore di donna in farmacia”, con quanto già presente in letteratura, conferma inoltre:
- la valenza dei servizi di telemedicina in grado di offrire risposte di salute all’insegna della prossimità e della tempestività
- la validità dell’approccio alla prevenzione primaria e secondaria tramite delle prestazioni di telemedicina nella Farmacia dei servizi
- l’efficacia dell’elettrocardiogramma come strumento per identificare e monitorare condizioni patologiche, sia cliniche, sia precliniche
- la necessità di promuovere e supportare l’aderenza alle terapie
Infine, l’indagine ha permesso di elaborare alcune proposte, da indirizzare ai diversi interlocutori, in conformità alle loro specifiche responsabilità:
Alle istituzioni:
• rafforzare le iniziative di prevenzione delle malattie cardiovascolari, in particolare tra le donne, data la loro vulnerabilità specifica, promuovendo campagne di sensibilizzazione pubblica sui fattori di rischio
• creare le precondizioni per una maggiore collaborazione multi-professionale, a partire dalla messa a regime del Fascicolo sanitario elettronico
Alle farmacie:
• ampliare la disponibilità di servizi di telemedicina, soprattutto nelle aree interne del Paese per rendere gli screening più accessibili e tempestivi
Alle organizzazioni civiche e dei pazienti:
• promuovere una maggiore consapevolezza sulle malattie cardiovascolari tra le donne, attraverso programmi di educazione sanitaria e partnership con le farmacie locali
Ai cittadini e ai pazienti:
• saper cogliere le opportunità di screening offerte per meglio tutelare la propria salute cardiovascolare, partendo da corretti stili di vita, rendendosi consapevoli dei propri fattori di rischio e impegnandosi nell’aderenza alle terapie prescritte








