Il decalogo dei dermatologi per la corretta protezione solare
Con l’arrivo dell’estate torna puntuale il tema della protezione solare. Ma oggi la dermatologia invita a guardare oltre la semplice prevenzione dell’eritema: proteggere la pelle significa, infatti, limitare il danno cumulativo provocato dall’esposizione ambientale durante tutto l’arco della vita. È questo il messaggio lanciato dalla Sidemast, la Società italiana di dermatologia e malattie sessualmente trasmesse, che ha diffuso un decalogo dedicato a una corretta esposizione al sole.
Un tema che riguarda da vicino anche il farmacista: la richiesta, infatti, di un prodotto solare non si limita più alla ricerca del fattore di protezione “più alto”, ma coinvolge esigenze specifiche: fototipo, età, pelle sensibile, melasma, attività sportiva o lavoro all’aperto.
Secondo i dermatologi, la strategia più efficace nasce dall’associazione tra prodotti adeguati, corretti comportamenti e consulenza professionale. Perché la crema solare, da sola, non basta
Il decalogo della corretta esposizione
Queste le dieci regole fondamentali suggerite dall’associazione dei dermatologi e che il farmacista può trasformare in consigli pratici per il consumatore:
- Scegliere un Spf adeguato al proprio fototipo e alle condizioni di esposizione, privilegiando Spf 30 o superiore.
- Applicare il solare almeno 20-30 minuti prima dell’esposizione.
- Utilizzare una quantità sufficiente di prodotto.
- Distribuire la crema in modo uniforme su tutte le aree esposte, comprese orecchie, collo, mani, piedi e labbra.
- Applicare la protezione anche nelle giornate nuvolose.
- Riapplicare il prodotto dopo il bagno, lo sport o una forte sudorazione, anche se water resistant.
- Evitare il sole diretto nelle ore centrali della giornata.
- Proteggersi anche in montagna, in barca e durante le attività outdoo
- Prestare particolare attenzione ai bambini con prodotti specifici e barriere fisiche.
- Associare sempre il solare a cappelli, occhiali e indumenti adeguati.
Si tratta di indicazioni semplici, ma spesso ancora sottovalutate. Uno degli errori più comuni riguarda, infatti, la quantità di crema utilizzata: applicazioni troppo scarse riducono sensibilmente la protezione reale rispetto a quella dichiarata in etichetta.
Dalla protezione anti-Uv alla protezione “multispettrale”
Per anni la prevenzione si è concentrata soprattutto sui raggi ultravioletti, ma oggi la dermatologia parla di “esposoma solare”, cioè dell’insieme dei fattori ambientali che influenzano la salute cutanea. Come spiega Pietro Quaglino, membro del Consiglio direttivo Sidemast, l’esposizione solare ha effetti benefici, come la sintesi della vitamina D e il benessere psicofisico, ma un’esposizione eccessiva o cumulativa accelera l’invecchiamento cutaneo e aumenta il rischio di tumori della pelle.
Non solo. Oggi si sa che anche luce visibile, luce blu ad alta energia, infrarossi, calore e inquinamento atmosferico possono contribuire al danno biologico della pelle. Per questo si parla sempre più di fotoprotezione “multispettrale”. In quest’ottica stanno acquisendo importanza anche i cosiddetti “tinted sunscreens”, i solari colorati con ossidi di ferro, particolarmente utili nei soggetti con melasma o iperpigmentazioni, perché capaci di offrire una protezione superiore contro la luce visibile.
Per il farmacista, quindi, si apre un ruolo educativo sempre più centrale. La scelta del solare non può essere standardizzata: un bambino, una persona con pelle acneica, un lavoratore outdoor o un paziente dermatologico hanno necessità differenti. La consulenza al banco diventa allora un momento di prevenzione sanitaria. È importante aiutare il cliente a identificare il prodotto più adatto, ma anche correggere abitudini scorrette: applicazioni saltuarie, utilizzo del solare solo in spiaggia o falsa sicurezza garantita dai prodotti waterproof. Il consiglio professionale può inoltre favorire una maggiore aderenza all’uso quotidiano della protezione, soprattutto nelle persone più esposte a rischio di fotoinvecchiamento, macchie cutanee o tumori della pelle.
I danni provocati dai raggi UV: cosa spiegare al cliente
Raggi UVA
- Rappresentano circa il 95% delle radiazioni UV che raggiungono la Terra
- Penetrano in profondità nel derma
- Favoriscono stress ossidativo e fotoinvecchiamento
- Contribuiscono alla comparsa di rughe e perdita di elasticità cutanea
Raggi UVB
- Sono i principali responsabili dell’eritema solare
- Danneggiano direttamente il Dna cellulare
- Aumentano il rischio di tumori cutanei, inclusi melanoma e carcinomi
Altri fattori oggi sotto osservazione
- Luce blu e luce visibile: coinvolte in macchie e iperpigmentazioni
- Infrarossi e calore: favoriscono stress cutaneo
- Inquinamento e fumo: amplificano il danno ossidativo
I consigli pratici da ricordare
- Spf 30 o superiore
- Riapplicare ogni 2 ore
- Non esporsi nelle ore più calde
- Proteggere sempre i bambini
- Associare cappello, occhiali e indumenti protettivi.








