Il IV Rapporto annuale sulla farmacia italiana
Il “IV Rapporto annuale sulla farmacia” è stato realizzato da Cittadinanzattiva in partnership con Federfarma e con il contributo non condizionato di Teva. L’iniziativa ha coinvolto sia i farmacisti, attraverso un questionario, sia i cittadini, attraverso una survey on line. I molti temi trattati offrono una fotografia puntuale dei servizi offerti dalle farmacie e del giudizio espresso dai pazienti. In questa sintesi del Rapporto riportiamo i principali risultati emersi dall’indagine
Un’analisi dei vari servizi offerti dalle farmacie, accompagnata dai giudizi che al riguardo esprimono i pazienti. È proprio quanto offre il “IV Rapporto annuale sulla farmacia”, realizzato da Cittadinanzattiva, in partnership con Federfarma e con il contributo non condizionato di Teva. L’iniziativa ha coinvolto, da settembre a novembre 2021, 658 farmacie (il 39% in zone rurali del Paese, il 61% rientra o è candidata a rientrare nella Sperimentazione della Farmacia dei servizi) e 3.033 pazienti con patologia cronica o rara (il 70% sono donne, di queste il 67% soffre di una patologia, il 21% di due, l’11% di tre o più patologie).
I temi oggetto dell’indagine sono stati: prevenzione, servizi, innovazione digitale, farmaci, presidi e dispositivi, farmaci equivalenti, adesione alla campagna vaccinale, tamponi e test sierologici, Green Pass, rapporto con i cittadini e pazienti. Analizziamo, qui di seguito, i risultati registrati.
Il ruolo delle farmacie durante la pandemia
La pandemia ha messo a dura prova il nostro Servizio sanitario nazionale, costringendo il sistema, nelle sue varie articolazioni, a una complessa riorganizzazione delle proprie attività. Alcune strutture sono riuscite ad adeguarsi più rapidamente ed efficacemente al nuovo contesto, altre, a causa del sovraccarico di lavoro ovvero della difficoltà di gestire una situazione di crisi e di dare risposte immediate a problematiche mai affrontate in precedenza, sono state costrette a limitare l’accesso dei cittadini o a dirottarli su altri presidi. Le farmacie, tra le strutture deputate all’assistenza sul territorio, meglio di altre sono riuscite a rimodulare la propria attività per andare incontro alle esigenze dei cittadini nel nuovo contesto sanitario/epidemiologico.
Nella precedente edizione del Rapporto è stata evidenziata la capacità delle farmacie, pur con tutte le difficoltà registrate nei periodi più duri del lockdown, di reperire e fornire ai cittadini dispositivi di protezione individuale, gel disinfettante, guanti, oltre ovviamente a farmaci e ad altri prodotti sanitari, di cui è aumentata fortemente la richiesta. Questa edizione del Rapporto ha messo in evidenza, invece, la capacità delle farmacie non soltanto di continuare ad assicurare, garantendo la sicurezza dei cittadini e degli operatori, l’erogazione dei servizi tradizionali, ma anche di mettere a disposizione prestazioni innovative, mai fornite precedentemente.
Da una parte, quindi, dal Rapporto emerge come le farmacie abbiano continuato, in piena pandemia, a partecipare a screening diagnostici, campagne per monitorare l’aderenza alla terapia, attività di ricognizione farmacologica, nonché a garantire la preparazione di prodotti galenici e la dispensazione professionale di medicinali equivalenti, anche in misura maggiore a quanto avvenuto prima della pandemia. Dall’altra, le farmacie si sono attivate per garantire l’erogazione su larga scala di nuove prestazioni, come test sierologici, tamponi e, infine, anche vaccini sia anti-Covid-19 che antinfluenzali. Si tratta di attività che hanno comportato una complessa riorganizzazione del lavoro, con l’individuazione di spazi dedicati, non sempre facilmente reperibili, e con l’attivazione di percorsi di formazione mirati, ai quali i farmacisti hanno aderito in modo convinto. L’impegno delle farmacie in questi ambiti ha alleggerito il carico di lavoro delle strutture sanitarie pubbliche. È stato un caso evidente di piena coincidenza tra interesse pubblico, quello delle autorità competenti di ampliare la copertura sul territorio di attività di prevenzione e profilassi, e quello dell’operatore privato, che deve comunque garantire la sostenibilità della propria azienda, in risposta a una domanda in forte crescita, come hanno sottolineato i farmacisti.
Forte radicamento sul territorio
La capacità di adattamento delle farmacie al nuovo contesto nasce anche dal forte radicamento delle farmacie stesse sul territorio in cui operano. La farmacia è il presidio sanitario al quale il cittadino può accedere con maggiore facilità e ha, quindi, il polso dei bisogni della popolazione di riferimento. Grazie a questa capacità di ascolto e flessibilità è stato possibile non soltanto rendere le farmacie un presidio importante per la lotta al Covid-19, ma anche far emergere con grande evidenza il ruolo che le farmacie stesse possono svolgere sul fronte della prevenzione e del monitoraggio delle patologie croniche. Per dare seguito a questi segnali forti che vengono dal Rapporto, è necessario lavorare su due fronti.
- Da una parte migliorare la comunicazione sui servizi offerti dalle farmacie, in quanto dal Rapporto è emerso come tali prestazioni non siano adeguatamente conosciute dai pazienti. In questa direzione va la campagna sulla prevenzione cardiovascolare femminile, che i partner che collaborano alla realizzazione del Rapporto si sono impegnati a organizzare per l’anno 2022.
- Dall’altra parte, rendere strutturale e organico all’interno del sistema sanitario l’impegno delle farmacie nel campo della prevenzione e dell’assistenza al paziente cronico. Per far questo, nell’ambito del processo di riorganizzazione delle cure primarie, al quale le Istituzioni sanitarie nazionali e regionali stanno lavorando, deve essere definito un ruolo specifico per le farmacie, integrato, complementare e sinergico rispetto a quello previsto per gli altri attori della sanità territoriale.
Se la parola chiave della riorganizzazione del sistema sanitario è “prossimità”, le farmacie che sono il presidio più capillare sul territorio, devono necessariamente far parte del team territoriale che deve accompagnare il cittadino nel proprio percorso di salute.
I principali risultati
• Prevenzione e vaccini: non solo lotta al Covid nel futuro dell’assistenza in farmacia – Circa una farmacia su due negli ultimi due anni ha promosso sia campagne di sensibilizzazione e promozione di stili di vita salutari per i cittadini (50%), sia campagne per la specifica individuazione di soggetti a rischio e la diagnosi precoce (48%), in particolare per il diabete (86%), le patologie cardiovascolari (68%) e le dislipidemie (51%). Ancora più significativa la percentuale di farmacie che negli ultimi due anni ha aderito a campagne di prevenzione istituzionale promosse dalle istituzioni relativa al tumore al colon-retto: 66%. Il 12% dei pazienti ignora che tali campagne si svolgono anche in farmacia, e il 76% dichiara di non aver fruito di tale servizio.
Nelle farmacie impegnate nella campagna vaccinale, il numero di farmacisti già abilitati all’esecuzione della somministrazione dei vaccini è tra 2 e 4; il 57% dichiara di effettuare ogni giorno decine di vaccini, nessuna supera le 40 vaccinazioni al giorno. Le sessioni vaccinali svolte in ambiente interno alla farmacia separato dalla vendita e in orario di apertura sono il 50%, solo in pochi casi (12%) si effettuano in ambiente esterno/adiacente. Circa l’87% dei farmacisti è favorevole a rendere stabile il servizio di vaccinazione anti Sars-CoV-2 (al riguardo i pazienti favorevoli sono il 63%) e ad estendere il coinvolgimento delle farmacie ad altre vaccinazioni per adulti (93%): il 65% dei pazienti è d’accordo su vaccinazioni quali antinfluenzale, zoster e pneumococco.
• Aderenza terapeutica: oltre un terzo delle farmacie ha realizzato iniziative in merito – Le farmacie che negli ultimi due anni hanno realizzato iniziative che supportano l’aderenza terapeutica per persone affette da patologie croniche sono il 38% di quelle intervistate. Tuttavia, il 14% dei cittadini non ne sono a conoscenza, mentre il 71% non ne ha mai fruito. Eppure, tra coloro che ne hanno usufruito, i miglioramenti sono risultati abbastanza (34%) o molto (41%) evidenti. Tale elemento assume particolare importanza in vista della necessità di potenziare il ruolo delle farmacie sul fronte del monitoraggio del paziente cronico.
Nel corso degli ultimi 12 mesi si sono riscontrate disfunzioni/interruzioni nella catena di approvvigionamento per Dpi (a segnalarlo, il 52% delle farmacie interpellate), bombole per l’ossigeno (51%), saturimetri (45%), alcool (43%), farmaci (39%). I disservizi fortunatamente sono stati percepiti tali solo dal 4% dei pazienti intervistati, secondo i quali l’attesa per la disponibilità di farmaci è risultata incompatibile con le proprie necessità di salute. Per un ulteriore 14% l’attesa, pur per periodi superiori al solito, si è rivelata compatibile con le proprie esigenze. Nel corso degli ultimi 12 mesi, a detta dei farmacisti, è aumentata del 19% la richiesta dei cittadini per i farmaci equivalenti rispetto al periodo pre Covid-19.
• Innovazione digitale e servizio territoriale: più servizi, meno burocrazia – Il 35% delle farmacie ha attivato una strategia multicanale per informazione/comunicazione e a supporto dell’erogazione di servizi a seguito della contingenza pandemica: innovazioni ritenute utili dai cittadini. Inoltre sono stati attivati e/o ampliati largamente servizi aggiuntivi incentrati sul digitale, come: app per interfacciarsi a distanza con i cittadini, app per prenotazione prodotto, attivazione Fascicolo sanitario elettronico, attivazione Tessere sanitarie, cambio medico, Cup, ritiro referti, pagamento online, prenotazioni online (tamponi, vaccinazioni), Telecardiologia (Holter cardiaco e pressorio e Ecg), teleconsulenza/teleconsulto.








