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Il Report 2023 del Pgeu sulle carenze dei medicinali

29 Marzo 2024
Ricerche e documenti

Ogni anno il Pgeu conduce un’indagine tra i suoi membri per tracciare l’impatto della carenza di farmaci in Europa dal punto di vista dei farmacisti di comunità. L’indagine 2023 è stata aperta a tutte le organizzazioni associate al Pgeu ed è stata condotta tra il 4 dicembre 2023 e il 17 gennaio 2024. Hanno risposto all’indagine 26 membri del Raggruppamento dei farmacisti europei: Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Grecia, Germania, Ungheria, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Macedonia del Nord e Norvegia.

Premessa

Nel rapporto del Pgeu, il termine “carenza di farmaci” viene utilizzato in riferimento alla temporanea impossibilità, dovuta a fattori esterni, per una farmacia di comunità di fornire ai pazienti i medicinali richiesti.

Risultati principali

  • Nel 2023, le carenze di medicinali hanno interessato tutti i Paesi europei e sono peggiorate rispetto al 2022 nella maggior parte di essi.
  • Proseguono le carenze di dispositivi medici disponibili in farmacia in vari Paesi europei, con differenze significative.
  • I farmacisti dell’Ue dedicano quasi il triplo del tempo ad affrontare le carenze rispetto a dieci anni fa, per un totale di quasi 10 ore la settimana in media.
  • L’onere delle carenze di medicinali per i pazienti e le farmacie in tutta Europa è aumentato rispetto agli anni precedenti.
  • Nonostante l’impegno dei farmacisti di comunità, in alcuni Paesi si registrano ancora lacune in termini di informazione, strumenti e soluzioni disponibili.

Raccomandazioni

Nella maggior parte dei casi, i farmacisti di comunità riescono a minimizzare l’impatto negativo delle carenze sulla salute dei pazienti e a garantire la continuità delle cure. Tuttavia, per affrontare efficacemente il crescente problema della carenza di farmaci in Europa, il PGEU invita i responsabili politici ad adottare misure urgenti, coraggiose e ambiziose, come:

  1. Garantire la disponibilità

I governi devono dare priorità alle esigenze dei pazienti con misure idonee a garantire una fornitura tempestiva e adeguata di farmaci ai pazienti. Tali principi dovrebbero essere applicati anche alla riforma della legislazione farmaceutica europea attualmente in corso, in cui gli interessi dei pazienti dovrebbero prevalere. I responsabili politici devono anche considerare l’impatto delle politiche dei prezzi sulla disponibilità dei farmaci e sulla sicurezza delle forniture.

  1. Ampliare la competenza professionale

In caso di carenza di farmaci, i farmacisti dovrebbero poter utilizzare le loro competenze, conoscenze ed esperienze per gestire al meglio l’assistenza ai pazienti e garantire la continuità delle cure, ove possibile. Quando i farmaci non sono disponibili, il PGEU auspica che i farmacisti siano autorizzati a sostituirli con l’alternativa più appropriata, nell’ambito di un processo decisionale condiviso con i medici prescrittori e i pazienti e/o in conformità con i protocolli nazionali. Strumenti informatici che permettano di condividere e gestire informazioni tra farmacisti e prescrittori (ad esempio, cartelle cliniche elettroniche condivise, fascicolo sanitario elettronico ecc.) possono facilitare questo processo in modo efficace e sicuro.

  1. Sviluppare sistemi di governance efficaci

È necessaria una stretta collaborazione tra gli Stati membri dell’UE e l’Agenzia europea per i medicinali (EMA) per migliorare la segnalazione, il monitoraggio e la comunicazione sulle carenze di medicinali. A livello nazionale, è necessario sviluppare modelli di collaborazione più strutturali, tempestivi e trasparenti tra gli stakeholder della filiera e le autorità nazionali competenti, per aumentare l’efficienza e l’efficacia delle segnalazioni e per responsabilizzare i farmacisti europei nel ridurre l’impatto sulla salute dei pazienti.

  1. Migliorare la comunicazione

È fondamentale garantire una maggiore trasparenza e disponibilità dei dati sulle carenze dei farmaci. Una comunicazione efficace, un’individuazione precoce e una valutazione delle potenziali carenze possono essere raggiunte collegando tutti gli attori della filiera del farmaco e le autorità competenti a livello nazionale all’interno di sistemi di segnalazione. Ciò permetterà alle farmacie di comunità di ricevere informazioni tempestive sulle carenze di medicinali attuali e quelle previste.

  1. Compensare l’impatto finanziario

L’investimento di risorse da parte dei farmacisti e delle farmacie per gestire le carenze deve essere riconosciuto e valorizzato.

Risultati del questionario

Negli ultimi 12 mesi, tutti i Paesi che hanno risposto all’indagine del Pgeu hanno registrato carenze di medicinali in farmacia. Rispetto all’anno precedente, la maggioranza di questi Paesi (65%) ha notato un peggioramento della situazione. In pochi casi la situazione è rimasta invariata (23%) e solo una percentuale minore di Paesi (12%) ha riportato miglioramenti.

La carenza di farmaci nelle farmacie di comunità riguarda numerose classi di farmaci nei Paesi intervistati. Tra le più colpite quelle per i sistemi respiratorio (carenze riscontrate nel 96% del campione) e cardiovascolare (92%). La carenza degli antinfettivi per uso sistemico (come gli antibiotici) è stata riscontrata nella totalità del campione intervistato.

Il 69% dei Paesi che hanno contribuito allo studio ha riferito di aver riscontrato carenze di dispositivi medici nelle farmacie di comunità, un dato in leggero aumento rispetto al 66% del 2022. Queste carenze riguardano tutte le categorie di dispositivi medici. Tuttavia, solo in 2 Paesi esistono sistemi di monitoraggio delle carenze di questi device, pertanto è difficile avere un quadro chiaro della situazione in tutta Europa.

Tutti i Paesi partecipanti all’indagine hanno dichiarato di ritenere che la carenza di farmaci comporti disagio ai pazienti. Le conseguenze maggiormente percepite sono l’interruzione delle terapie (segnalata dall’88% dei Paesi), l’aumento dei ticket a causa di alternative più costose o non rimborsate (73%) e trattamenti subottimali con ridotta efficacia (73%). Tutti questi dati segnalano un peggioramento rispetto agli anni precedenti.

In media, nel 2023 le farmacie di tutta l’Ue hanno dedicato quasi 10 ore alla settimana per far fronte alle carenze di medicinali, con un notevole aumento rispetto agli anni precedenti. Si tratta del tempo più alto registrato nelle indagini PGEU sulle carenze di medicinali dal 2013, anno in cui sono state avviate.

Le soluzioni a disposizione dei farmacisti di comunità in caso di carenza di medicinali variano in modo significativo tra i Paesi europei. La sostituzione dei farmaci carenti con gli equivalenti (92% dei Paesi), la preparazione di formulazioni galeniche (50%) e l’adeguamento della terapia e della posologia quando lo stesso farmaco è disponibile in un dosaggio diverso (50%) sono soluzioni comunemente consentite in molti Paesi europei. Tuttavia, è bene notare che alcune di queste soluzioni possono essere soggette a restrizioni (come, ad esempio, la richiesta di una nuova prescrizione).

Nel 31% dei Paesi non esiste ancora un sistema di segnalazione delle carenze a disposizione delle farmacie di comunità. Solo il 46% dei Paesi intervistati ha adottato una definizione condivisa a livello nazionale di carenza di medicinali, e il 19% ha incorporato tale definizione nella legislazione interna. Nel 35% dei Paesi non esiste una definizione standardizzata di carenza.

Sebbene lo scenario possa ancora migliorare, ci sono stati sviluppi positivi rispetto ai dati dello scorso anno, quando il 52% dei Paesi rispondenti aveva segnalato l’assenza di una definizione condivisa per le carenze di farmaci a livello nazionale.