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Il VI Rapporto annuale di Cittadinanzattiva sulla farmacia

29 Febbraio 2024
Ricerche e documenti

Il VI Rapporto di Cittadinanzattiva e Federfarma fotografa la farmacia e ne individua le tendenze: oltre metà dei cittadini sceglie sempre la stessa farmacia, soprattutto i pazienti cronici; in due farmacie su tre si fa prevenzione attiva e servizi di telemedicina; buona la diffusione dei farmaci equivalenti; l’antimicrobico-resistenza è ormai un impegno diffuso, ma serve maggiore informazione sia per i farmacisti sia per i cittadini.

Presentato a Roma il “VI Rapporto annuale sulla farmacia”, l’iniziativa di Cittadinanzattiva in collaborazione con Federfarma, con il contributo non condizionato di Teva Italia, che ha coinvolto 1.500 farmacie (34,7% rurali) e 4.000 cittadini (il 42,6% affetto da almeno una patologia cronica). I dati raccolti durante l’indagine (tra luglio e settembre 2023) testimoniano sia il processo evolutivo in atto verso la “Farmacia dei servizi”, sia la capacità di porsi a disposizione delle comunità locali, come “Farmacia di comunità” a supporto del sistema sanitario.

Il processo evolutivo della farmacia dei servizi

In particolare, emerge la necessità di valorizzare il rapporto di fiducia tra cittadini e farmacie, rafforzando il loro ruolo sia in termini di personalizzazione delle cure (con la medicina di genere), sia nella prevenzione e tutela della salute di comunità (con gli screening). Cresce, inoltre, la diffusione dei farmaci equivalenti, anche se occorre impegnarsi per diffondere ulteriormente la cultura e la valorizzazione di questi farmaci come strumento sociale di accesso alle cure, in quanto del tutto “equivalenti“ al farmaco originator in termini di sicurezza ed efficacia.

Nel dettaglio, l’analisi indica che il 50,1% dei cittadini sceglie sempre la stessa farmacia, per il rapporto di fiducia, con un livello di fidelizzazione ancora più solido (53,3% contro il 46,2%) tra le persone affette da patologia cronica, che solamente nel 13,1% dei casi si affidano a una qualsiasi farmacia. Relativamente poi all’utilizzo di farmaci, più di uno su tre dei cittadini intervistati (36,5%) dichiara di preferire “abitualmente” i farmaci equivalenti. L’84% degli intervistati, infatti, ha dichiarato che negli ultimi 12 mesi ha utilizzato farmaci equivalenti, percentuale salita al 91,3% nei pazienti con patologie croniche (tra i non cronici tale percentuale si ferma al 74,6%).

Il VI Rapporto evidenzia poi altri aspetti rilevanti, come il sempre maggiore ricorso ai servizi, il diffuso impegno contro l’antimicrobico-resistenza, una maggiore propensione all’aderenza terapeutica e una maggiore sensibilità socio-sanitaria. “Siamo sulla strada giusta” ha detto il ministro della Salute Orazio Schillaci, partecipando all’incontro “e ancora nuovi servizi stanno arrivando, penso alla telemedicina e alle prestazioni professionali ospitate nei locali delle farmacie”. Ha poi ricordato la norma introdotta con la manovra finanziaria di quest’anno che “consente alle farmacie convenzionate di dispensare farmaci fino a oggi reperibili solo nelle farmacie ospedaliere. Questo è un fatto importante per incentivare l’aderenza terapeutica, soprattutto per chi vive in aree periferiche”.

“Come di consueto -ha detto il presidente di Federfarma, Marco Cossolo– il Rapporto restituisce una fotografia puntuale dell’evoluzione della farmacia italiana, fornendo spunti utili a costruire una farmacia di comunità sempre più rispondente alle esigenze di salute della popolazione. Quest’anno, in particolare, emerge la telemedicina tra i servizi più apprezzati, fondamentale anche ai fini della prevenzione e screening già svolti in farmacia”. Ma vediamo i punti salienti di questa puntuale fotografia della farmacia e delle sue tendenze.

Prevenzione e medicina di genere

Dall’indagine emerge che il 44% delle farmacie si è impegnato sul tema della medicina di genere: la metà dei cittadini coinvolti in campagne di prevenzione e screening lo conferma, ma permane un 22,7% di persone che non ne ha piena consapevolezza.

Per il 90,6% dei cittadini la farmacia è il contesto ideale per questo tipo di iniziative, e il 71,8% dei titolari dichiara di aver svolto negli ultimi 12 mesi campagne di screening per individuare soggetti a rischio: nello specifico, per patologie oncologiche (nel 78,9% delle farmacie), patologie croniche e cardiovascolari (nel 35% delle farmacie). Le altre attività svolte in questa direzione sono principalmente la consegna di materiale informativo (71,9%), l’esecuzione di test/esami diagnostici attraverso la telemedicina (60,7%), la misurazione di parametri vitali (50,0%) e la compilazione di questionari (47,5%).

Servizi in farmacia: prenotazioni, vaccini, telemedicina

I servizi maggiormente offerti in farmacia sono: monitoraggio dei parametri (misurazione della pressione: 97,7%; misurazione del peso: 83,2%); prenotazione di farmaci e altri prodotti da ritirare (88,5%); test/analisi di prima istanza quali l’esame della glicemia (81,6%), del colesterolo (78,4%), dei trigliceridi (73%); Cup (77,4%); telemedicina (65,5%). Per quanto riguarda i cittadini, i servizi a maggiore fruizione sono la prenotazione di farmaci e altri prodotti da ritirare in farmacia (86,5%), il tampone Covid (76,8%), il monitoraggio dei parametri (46,3%), il Cup (38,7%) e le preparazioni galeniche (34%).

telemedicina in farmacia

Farmaci equivalenti

Più di uno su tre dei cittadini intervistati (36,5%) dichiara di preferire “abitualmente” i farmaci equivalenti e, in particolare, la preferenza è nettamente superiore tra i pazienti cronici (43,4% rispetto al 31,4%). Tra le motivazioni addotte troviamo al primo posto la possibilità di risparmiare (52,1% degli intervistati), seguita dalla fiducia della proposta fatta dal farmacista (44%) e dalla prescrizione ricevuta dal medico (20,1%). Anche secondo i farmacisti il risparmio rappresenta la leva principale verso il farmaco equivalente (la pensa così l’82,4% di quelli intervistati), seguita dal senso di fiducia (78,6%) e dal fatto che l’equivalente sia indicato nella prescrizione medica (49,7%). equivalenti

Antimicrobico-resistenza e aderenza alle terapie

I farmacisti intervistati dimostrano, nei riguardi dell’antimicrobico-resistenza, un livello di consapevolezza abbastanza (63,8%) o molto buono (15,3%); c’è comunque spazio anche per ulteriori sforzi formativi, specialmente tra coloro che si sentono poco (20,1%) o per nulla (0,7%) informati sul tema. Va quindi incentivata la partecipazione dei farmacisti a eventi formativi, visto che il 66,1% ha dichiarato di non averne preso parte negli ultimi tre anni.

A oggi, inoltre, solamente il 15,7% delle farmacie viene coinvolta in specifiche iniziative o programmi di collaborazione con le autorità sanitarie per la raccolta di dati o la realizzazione di studi sull’uso degli antibiotici e, più in generale, sull’antimicrobico-resistenza. Per quanto riguarda i cittadini, invece, più della metà (53,8%) dichiara di essere ben informato sull’argomento, il 13% ammette di non sapere cosa sia, con un ulteriore 33,1% che riferisce di averne sentito parlare, ma di non conoscerne i dettagli, tantomeno le implicazioni. E questa relativa familiarità non sembra differire tra pazienti con o senza patologia cronica.

Ruolo sociale e sostenibilità della farmacia

I farmacisti italiani garantiscono un ruolo sociale grazie ai servizi di consulenza e informazione su stile di vita sano (nel 53,9% delle farmacie), alla partecipazione a iniziative per la promozione di salute e benessere (36,9%), ad attività promosse da associazioni civiche e di pazienti (21,6%). Su aspetti ambientali e sostenibilità, le principali tipologie di pratiche o iniziative messe in atto dalle farmacie sono: riduzione consumi energetici (76,7%); iniziative di riciclo o riduzione dei rifiuti (65,5%); riduzione dell’uso della carta (64,0%); utilizzo di confezioni riciclabili o biodegradabili (44,9%).

smaltimento dei farmaci

CAMPAGNA “CUORE DI DONNA IN FARMACIA”

Durante la conferenza stampa sono stati presentati anche i risultati della campagna “Cuore di donna in farmacia”, realizzata attraverso un questionario di valutazione del rischio cardiovascolare e un elettrocardiogramma (Ecg) gratuito. L’iniziativa si è svolta in 111 farmacie di tre Regioni (Lombardia, Marche e Sicilia), dal 16 ottobre al 10 novembre 2023, coinvolgendo 1.510 le donne che hanno svolto lo screening completo.

Sulla base di 22 parametri presi in considerazione, tra patologie pregresse e stili di vita, per 1 donna su 5 il rischio cardiovascolare è risultato alto (17,3%) o molto alto (3,6%). Tra le donne che hanno dichiarato di essere in terapia antipertensiva (30,5%) si sono riscontrati valori alti della pressione in ben il 38,6% dei casi e valori medio-alti (18,7%); di fatto, in oltre la metà delle donne già in terapia, i valori della pressione si discostano da parametri normali.

“Riteniamo incoraggianti e molto significativi gli esiti di “Cuore di donna in farmacia” ha detto Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva. “Si tratta di una doppia sfida: da un lato, sul fronte della prevenzione delle malattie cardiovascolari, specialmente tra le donne che vedono aumentare, soprattutto dopo la menopausa, l’incidenza di eventi cardiovascolari anche gravi; dall’altro sulla necessità di estendere, attraverso la rete delle farmacie, gli screening per intercettare coloro che non sono consapevoli dei fattori di rischio connessi alle varie patologie”.