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Il Welfare fatto dagli anziani durante il Covid

5 Novembre 2020
News dal territorio

La pandemia ha mostrato quanto conti il welfare fatto dagli anziani, una fetta importante della popolazione italiana che è completamente sbagliato definire improduttiva. Al contrario, secondo i dati forniti da Senior Italia FederAnziani, ha un ruolo economico e sociale decisivo: infatti, dall’inizio della pandemia Coronavirus, i trasferimenti di denaro dai nonni a figli e nipoti hanno toccato gli 11,2 miliardi di euro. E il valore del baby sitteraggio svolto gratuitamente dalle persone anziane è in realtà stimabile intorno ai 33 miliardi. SI valuta che un terzo delle pensioni degli anziani è stato messo a disposizione di figli e nipoti.

Un’indagine di Senior Italia FederAnziani dà un’idea del peso economico-sociale del Welfare fatto dagli anziani, che di fatto spesso sostituisce il Welfare State e ne copre le falle: nel periodo Covid, sinora, 11,2 miliardi di euro dai nonni a figli e nipoti, un terzo delle loro pensioni, e un baby sitteraggio gratuito che vale in realtà oltre 33 miliardi.

Senior Italia spiega che due over 65 su tre hanno dato sostegno economico determinante, oltre 11 miliardi, “alle famiglie dei figli rimasti senza lavoro o finiti in cassa integrazione per pagare il mutuo, le bollette o semplicemente fare la spesa, e non hanno rinunciato ad accudire i loro nipoti, ai quali in media hanno dedicato 25,8 ore a settimana. Un valore che, calcolato a 10 euro l’ora, ammonta a 33,3 miliardi di euro”.

L’indagine di Senior Italia FederAnziani, condotta su un campione di 528 over 65 appartenenti alla rete dei centri sociali per anziani e dedicata all’impatto del Covid sulle famiglie italiane e in particolare sui senior, ha così messo in luce un fenomeno in realtà in atto da tempo, specialmente dalla grande crisi economica cominciata oltre un decennio fa, mai del tutto superata e ora aggravata dalla pandemia. Cioè Il sostegno degli anziani alle famiglie, sia in termini economici sia in termini di collaborazione familiare (anch’essa, peraltro, economicamente misurabile, come visto sopra), tanto da giustificare la definizione di un “Welfare fatto dagli anziani”. Un supporto che con l’irrompere del virus si è accentuato.

Le difficoltà economiche causate dal Coronavirus

D’altra parte, la stessa popolazione anziana ha sofferto direttamente e personalmente difficoltà economiche a causa del Coronavirus: soltanto un terzo non ha visto peggioramenti, mentre per il 25% la pandemia ha inciso abbastanza, per il 10,8% molto, per il 34% poco.

E infatti, circa il 25% delle persone intervistate ha detto di avere avuto bisogno di aiuti economici nel periodo del Covid per sé o per i propri familiari.

Più dei due terzi degli over 65 (quasi il 67%) ha rinunciato alle vacanze estive: per ragioni economiche (23%) ma anche molto (circa il 50%) per timore del contagio, data la maggiore vulnerabilità alle conseguenze di una eventuale infezione legata all’età.

Senior Italia FederAnziani valuta dunque che la pandemia sia costata agli anziani mediamente oltre 2.800 euro a ciascuno da marzo a oggi. In media, oltre 354 euro al mese delle loro esigue pensioni, per un totale di 11,2 miliardi di euro.

Messina, presidente di Senior Italia FederAnziani: “I nonni si sono riconfermati il pilastro del welfare del nostro Paese, dato che in un momento così critico molti di loro si sono ritrovati a dover trasferire una parte importante delle loro già magre pensioni ai figli, molti dei quali hanno perduto il lavoro o sono stati messi in cassa integrazione, e ai nipoti”.

Commenta il presidente di Senior Italia FederAnziani Roberto Messina: “Ancora una volta i nonni si sono riconfermati il pilastro del welfare del nostro Paese, dato che in un momento così critico molti di loro si sono ritrovati a dover trasferire una parte importante delle loro già magre pensioni ai figli, molti dei quali hanno perduto il lavoro o sono stati messi in cassa integrazione, e ai nipoti. Inoltre, nonostante siano la fascia di popolazione più a rischio e pur sapendo quanto possa essere pericolosa l’interazione con i nipoti in età scolare, la maggior parte dei nonni non ha rinunciato ad accudirli. Un lavoro molto amato, ma in questo caso reso necessario in questo periodo dal fatto che molti genitori non hanno potuto usufruire dello smart working. I nonni sono fondamentali”.

“In questo periodo -prosegue Messina- vanno protetti più delle altre fasce della popolazione, ma non segregati. Fondamentale dare loro supporto materiale e psicologico, anche attraverso l’attivazione di progetti mirati, monitorarli, soprattutto quelli soli e fragili, e garantire loro l’accesso alle cure e la presa in carico delle cronicità. Altrimenti sarà una ecatombe”.